Le nuove monoposto di Formula 1 hanno un problema che nessuno si aspettava: stanno provocando incendi lungo i circuiti. E la cosa paradossale è che la causa va cercata in una scelta estetica fatta dalla stessa FIA qualche anno fa, quando la federazione internazionale obbligò i team a utilizzare titanio nei fondi delle vetture. L’idea era semplice: il titanio, sfregando contro l’asfalto, genera scintille spettacolari, perfette per le riprese televisive e per regalare immagini mozzafiato ai tifosi. Nessuno, però, aveva calcolato l’effetto collaterale che oggi sta diventando un grattacapo serio.
Da qualche stagione, infatti, la Formula 1 convive con incendi spontanei apparentemente inspiegabili. Si verificavano soprattutto nei circuiti con vie di fuga erbose e condizioni climatiche secche. Le gare in Cina e Giappone sono state tra le più colpite da questo fenomeno. La FIA ora ha finalmente individuato la causa, le scintille prodotte dal titanio sui fondi delle monoposto finiscono per appiccare il fuoco alla vegetazione a bordo pista.
Formula 1, sostituire il titanio? Non è così semplice
Trovare una soluzione, però, non è affatto banale. La prima ipotesi presa in considerazione è stata quella di sostituire il titanio con l’acciaio, un materiale che non produce lo stesso tipo di scintille. Il problema è che l’acciaio pesa di più, e in questo momento regolamentare tutti i team di Formula 1 sono ossessionati dal ridurre il peso delle vetture il più possibile per raggiungere il limite minimo imposto dal regolamento. Aggiungere chilogrammi sarebbe un colpo durissimo per le prestazioni, e nessuna scuderia accoglierebbe la novità a cuor leggero.
Nel frattempo, una soluzione tampone è già stata adottata. Sia a Shanghai che a Suzuka le vie di fuga erbose sono state bagnate costantemente durante i weekend di gara. Ciò ha dato qualche risultato concreto: gli incendi si sono ridotti rispetto alle edizioni precedenti dei due Gran Premi. Ma la FIA non vuole fermarsi a una toppa provvisoria e sta cercando un intervento più strutturale, una soluzione tecnica che elimini il problema alla radice senza compromettere lo spettacolo o le prestazioni delle monoposto.
Aprile di lavoro intenso per la federazione
La FIA si trova dunque ad affrontare questa grana proprio nel mese di aprile, in un periodo in cui non sono previste gare di Formula 1 a causa della crisi in Medio Oriente. Ma il calendario vuoto non significa certo mancanza di lavoro. Oltre alla questione incendi, la federazione deve mettere mano al regolamento anche per rispondere alle durissime critiche ricevute sulla qualità delle gare con le nuove monoposto. Una serie di problemi che si sono accumulati e che richiedono interventi rapidi.
Quello degli incendi resta comunque un caso emblematico. La FIA ha creato un problema cercando di migliorare l’aspetto visivo dello spettacolo, e adesso si ritrova a dover smontare ciò che aveva costruito. Le scintille che dovevano rendere più affascinanti le riprese notturne e i passaggi ad alta velocità si sono trasformate in un rischio concreto per la sicurezza dei circuiti. La federazione quindi sta valutando ogni opzione disponibile per mettere fine a questa situazione senza penalizzare i team sul piano delle performance.
