Un nuovo motore ibrido sviluppato in Cina potrebbe rappresentare un passo avanti significativo per i droni militari di piccole dimensioni. Il progetto punta a risolvere uno dei problemi più ostici nel settore dei velivoli senza pilota: mettere insieme autonomia di volo e discrezione operativa, due qualità che storicamente tendono a escludersi a vicenda.
Il concetto alla base di questo sistema di propulsione ibrida è piuttosto interessante, e vale la pena capirlo bene. Non si tratta del classico motore a combustione che genera spinta direttamente. Qui il carburante alimenta un generatore, il quale produce energia elettrica durante il volo. Questa energia viene poi indirizzata verso un motore elettrico, che è quello che effettivamente muove il drone. In pratica, il combustibile fa da “centrale elettrica volante”, mentre la propulsione vera e propria resta affidata all’elettrico. Il vantaggio? Il drone può operare in modalità diverse a seconda della situazione: più silenzioso quando serve discrezione, più performante quando la missione lo richiede. È un approccio che sulla carta risolve parecchi compromessi tipici dei droni di piccola taglia impiegati in contesti militari.
Chi c’è dietro il progetto e a che punto siamo
A sviluppare questo motore ibrido per droni è la società cinese Sichuan Tianfu Light Power Technology, un nome che nel panorama della difesa e dell’aeronautica leggera cinese sta guadagnando attenzione. Il sistema non è solo un progetto sulla carta: è già operativo, almeno nella fase di test. I primi voli di prova si sono svolti nel dicembre del 2025, utilizzando un prototipo dotato di una potenza di circa 60 kilowatt.
Sessanta kilowatt per un drone di piccole dimensioni non sono pochi. Per dare un’idea, parliamo di una potenza paragonabile a quella di alcune utilitarie. Applicata a un velivolo senza pilota compatto, questa capacità suggerisce margini operativi notevoli, sia in termini di carico utile che di raggio d’azione. E il fatto che l’architettura sia ibrida, con il motore termico che lavora solo per generare elettricità, consente un livello di efficienza e flessibilità che i sistemi puramente a combustione o puramente elettrici faticano a raggiungere da soli.
Un approccio che fa la differenza nel settore militare
La scelta di orientare il motore ibrido verso un utilizzo militare non è casuale. In ambito bellico, i droni di piccole dimensioni devono spesso muoversi senza farsi notare, il che rende la propulsione elettrica ideale per le fasi più delicate della missione. Allo stesso tempo, però, un drone puramente elettrico sconta limiti severi sull’autonomia: le batterie pesano e si scaricano. L’architettura ibrida proposta da Sichuan Tianfu Light Power Technology cerca di aggirare proprio questo ostacolo, garantendo tempi di volo più lunghi grazie al generatore a carburante, senza rinunciare alla silenziosità del motore elettrico quando la situazione lo richiede.