Cinquant’anni dopo il ritiro del Concorde, qualcosa si muove di nuovo nei cieli della velocità supersonica. X-59 è il velivolo sperimentale della NASA progettato per volare oltre il muro del suono producendo un rumore talmente ridotto da risultare quasi impercettibile a chi sta a terra. Un obiettivo ambizioso, che potrebbe riscrivere le regole del volo supersonico commerciale e riaprire una porta rimasta chiusa per decenni.
Venerdì mattina, dalla Edwards Air Force Base in California, X-59 ha completato il suo secondo volo di prova. La durata è stata breve, appena 9 minuti, perché un allarme in cabina ha costretto a interrompere la missione prima del previsto. Successivamente, però, quell’allarme si è rivelato un falso positivo, il che significa che non c’era alcun problema reale a bordo. Nonostante la brevità del test, quei pochi minuti in aria hanno comunque fornito dati sufficienti per andare avanti con il programma.
Perché X-59 è diverso da qualsiasi altro aereo supersonico
Il punto centrale del progetto ruota attorno a un concetto tanto semplice da spiegare quanto complicato da realizzare. Quando un aereo supera la velocità del suono, genera un’onda d’urto che a terra si traduce nel classico “boom sonico”, quel boato fortissimo che è stato tra le ragioni principali del divieto di volo supersonico sopra le aree abitate. Il Concorde, per esempio, poteva raggiungere velocità supersoniche solo sopra l’oceano proprio per questo motivo.
X-59 della NASA è stato progettato con una forma aerodinamica completamente ripensata, studiata per “spalmare” quell’onda d’urto in modo che arrivi al suolo come un suono molto più debole, paragonabile più a un tonfo lontano che a un’esplosione. Se i test confermeranno che la tecnologia funziona come previsto, la NASA potrà raccogliere dati concreti da presentare alle autorità dell’aviazione per chiedere una revisione delle normative che oggi vietano i voli supersonici sui centri abitati.
Cosa succede adesso con il programma di volo
Il fatto che il secondo volo di prova sia stato interrotto dopo soli 9 minuti non rappresenta necessariamente un problema. Nei programmi di test aeronautici sperimentali è normale procedere con estrema cautela, e ogni singolo volo serve ad accumulare informazioni preziose sul comportamento del velivolo. Un falso allarme, per quanto fastidioso, rientra nella routine di queste fasi iniziali.
L’aspetto rilevante è che i dati raccolti durante quei brevi minuti sono stati giudicati sufficienti per proseguire con le fasi successive del programma. X-59 continuerà dunque la sua campagna di test dalla base californiana, con l’obiettivo di arrivare progressivamente a volare a velocità supersoniche e misurare l’effettivo impatto acustico al suolo.
