Un’indiscrezione recente ha fatto emergere una novità rilevante per chi possiede uno dei quattro Google Pixel 10 lanciati ad agosto 2025. Google starebbe infatti preparando un aggiornamento del bootloader destinato a tutti i modelli della gamma, quindi Pixel 10, Pixel 10 Pro, Pixel 10 Pro XL e Pixel 10 Pro Fold, con la sola esclusione del più recente Pixel 10a.
Lo scopo è piuttosto chiaro: incrementare la cosiddetta anti-rollback version (ARB) di Android, così da impedire il downgrade a versioni precedenti del sistema operativo. Un intervento che ha implicazioni concrete per chi, magari dopo un aggiornamento problematico, è abituato a tornare indietro con il software.
L’aggiornamento potrebbe arrivare tra aprile e maggio 2026 e andrà a innalzare la soglia ARB del bootloader stesso. Questo significa che, una volta installato, tutte le versioni precedenti di Android verranno considerate “obsolete” e non sarà più possibile ripristinarle. Per chi si trovasse in difficoltà dopo un update, l’unica strada percorribile potrebbe essere l’installazione manuale di un’immagine OTA completa, operazione necessaria per evitare di bloccare il dispositivo e renderlo di fatto inutilizzabile. Insomma, non proprio una passeggiata per chi non ha familiarità con queste procedure.
La protezione ARB non è una novità nel mondo Android
Questo tipo di intervento non rappresenta qualcosa di inedito per Google. La protezione anti-rollback fa parte del framework Verified Boot di Android, un meccanismo pensato per impedire l’installazione di versioni software più vecchie e potenzialmente vulnerabili dal punto di vista della sicurezza. La logica è semplice: se una versione del sistema operativo contiene falle già note e corrette in quelle successive, permettere il ritorno a quella build espone il dispositivo a rischi concreti.
La prima volta che Google ha sfruttato questa misura risale ai tempi di Android 13, quando l’obiettivo era impedire ai possessori di un Pixel 6 di effettuare il downgrade ad Android 12. L’episodio più recente invece è di maggio 2025, quando la soglia anti-rollback è stata aggiornata ad Android 15. Ora, con i Pixel 10, la storia si ripete.
Non solo Google: anche altri produttori adottano misure simili
Vale la pena sottolineare che Google non è l’unico produttore nel panorama Android a utilizzare attivamente la protezione ARB. OnePlus, per esempio, ha introdotto questo sistema su alcuni dei suoi dispositivi venduti anche in Italia, nello specifico OnePlus 13 e OnePlus 15, a gennaio 2026. Samsung, dal canto suo, adotta le proprie misure di sicurezza attraverso il framework Samsung Knox, che rappresenta un ecosistema di protezione ben consolidato e ormai noto nel settore.
