La crisi energetica che sta attraversando il Regno Unito sta producendo un effetto che pochi si aspettavano: un vero e proprio boom nelle vendite di auto elettriche e nelle installazioni di colonnine domestiche. Il prezzo del carburante è salito in modo vertiginoso, le auto usate costano sempre di più e le prospettive di approvvigionamento non sono affatto rassicuranti. Eppure, proprio da questo scenario complicato, emerge una spinta concreta verso la mobilità a basse emissioni.
Il Regno Unito investe nelle colonnine elettriche
A fornire i numeri è Octopus Energy, il primo operatore energetico britannico per numero di clienti. Secondo i dati raccolti dall’azienda, il mese di marzo è stato quello con il maggior volume di richieste e vendite di tecnologie green mai registrato. La crisi energetica innescata dall’escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha evidentemente cambiato qualcosa nelle abitudini dei consumatori britannici.
Le richieste di veicoli elettrici sono cresciute del 36% dall’inizio del conflitto in Medio Oriente. Le vendite di wallbox domestiche, cioè le colonnine di ricarica per casa, hanno segnato un +20% su base mensile. E il fenomeno non si ferma alla mobilità. Nello stesso periodo, le vendite di impianti fotovoltaici sono salite del 54%, mentre le pompe di calore hanno registrato un +51%. Octopus Energy ha risposto mettendo in campo un programma di installazioni rapide destinato alle abitazioni ancora dotate di caldaie a gasolio.
Il CEO di Octopus Energy, Greg Jackson, ha parlato di un “enorme scossone” nei comportamenti dei consumatori. Secondo la sua analisi, le bollette energetiche saliranno di nuovo a partire da luglio, quando verranno aggiornati i tetti tariffari. Un aumento che, nelle previsioni dell’azienda, spingerà ancora di più verso l’elettrico.
Uno scenario che ricorda il 2022, ma con una differenza importante
Quello che sta succedendo nel Regno Unito riflette una dinamica già vista nel 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Le crisi geopolitiche che colpiscono le forniture di combustibili fossili finiscono per accelerare in modo strutturale la transizione verso le energie rinnovabili e la mobilità elettrica. La differenza, questa volta, è piuttosto significativa: i prezzi dei veicoli elettrici e delle tecnologie domestiche sono sensibilmente più bassi rispetto a quattro anni fa, il che abbassa la soglia d’accesso per le famiglie.
Resta però un nodo tutt’altro che semplice da sciogliere. In un contesto così critico e incerto, è difficile immaginare che una fetta importante della popolazione, già alle prese con una situazione economica fragile, decida di acquistare un’auto nuova. Al di là del fatto che sia elettrica, ibrida o con motore tradizionale, affrontare un investimento di questa portata quando anche le bollette diventano un peso insostenibile non è alla portata di tutti.
Lo stesso ragionamento vale per l’adozione di tecnologie come pompe di calore e fotovoltaico, capaci sulla carta di produrre energia a costo quasi zero. L’acquisto iniziale rappresenta comunque un impegno economico che non tutte le famiglie possono permettersi. Il problema, insomma, è molto più radicato e di non facile risoluzione rispetto a quanto i numeri in crescita delle vendite di auto elettriche e colonnine nel Regno Unito potrebbero far pensare.
