La crisi dei chip di memoria non accenna a fermarsi, e stavolta a farne le spese è di nuovo Raspberry Pi, costretta ad annunciare rincari su diversi modelli della sua gamma di schede di sviluppo. Gli aumenti vengono definiti “inevitabili” dall’azienda stessa, e la causa principale è piuttosto chiara: il costo dei chip di RAM continua a salire, trainato dalla corsa globale verso l’intelligenza artificiale e da un contesto geopolitico che di certo non aiuta, con le tensioni tra Stati Uniti e Iran che complicano ulteriormente la situazione. In uno scenario del genere, sono soprattutto le realtà più piccole e indipendenti a trovarsi in difficoltà, perché hanno meno potere negoziale e margini più sottili rispetto ai colossi del settore.
Quali modelli di Raspberry Pi sono coinvolti nei rincari
Gli aumenti non colpiscono tutta la gamma allo stesso modo. Anzi, la distribuzione è piuttosto asimmetrica. I modelli più recenti sono quelli maggiormente interessati, e il rincaro cresce in modo direttamente proporzionale alla quantità di RAM presente sulla scheda. Chi possiede o vuole acquistare i modelli più datati, come Raspberry Pi Zero, può tirare un sospiro di sollievo: i prezzi restano invariati. Lo stesso vale per alcuni tagli di fascia bassa. Le versioni da 1 GB e 2 GB di Raspberry Pi 4 e Raspberry Pi 5, ad esempio, continuano a essere proposte in una fascia compresa tra circa 30 e 57 euro, mantenendo una certa accessibilità per chi ha bisogno di una soluzione economica per progetti base o per scopi educativi. Anche Raspberry Pi 400 nella versione da 4 GB resta al prezzo di prima.
Per provare a contenere l’impatto e offrire qualche alternativa in più, è stato introdotto un nuovo taglio da 3 GB di RAM per Raspberry Pi 4, proposto a circa 74 euro. I modelli con 4 GB di RAM, sia di Raspberry Pi 4 che di Raspberry Pi 5, subiscono aumenti contenuti, nell’ordine dei 22 euro circa. Ma è su altri prodotti che la situazione si fa più pesante: il Pi 500+, per fare un esempio concreto, vede un aumento di circa 130 euro. E qui si apre un problema non da poco.
L’appeal di Raspberry Pi rischia di indebolirsi
Il punto è che Raspberry Pi ha sempre avuto un vantaggio competitivo molto preciso: il prezzo. Soprattutto per chi cercava soluzioni compatte da usare come miniPC in ambito domestico, magari per allestire un NAS, un home server o altri scenari casalinghi, queste schede rappresentavano un’opzione imbattibile nel rapporto costo/prestazioni. Con rincari di questa entità, però, si iniziano a raggiungere cifre che erodono parecchio quel vantaggio. E a quel punto la competizione con i miniPC tradizionali, spesso più che adeguati per le stesse esigenze, diventa molto più serrata..
