AGCOM ha deciso di passare ai fatti. Con un comunicato ufficiale pubblicato sul proprio sito, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha annunciato i primi provvedimenti concreti legati al blocco di siti per adulti che non rispettano le norme sulla verifica dell’età per l’accesso ai contenuti pornografici online. Si tratta di due piattaforme che non avevano implementato alcun sistema di controllo, come previsto dal cosiddetto Decreto Caivano. Una mossa attesa da tempo, che segna un punto di svolta nella protezione dei minori online in Italia.
Il provvedimento di AGCOM è chiaro: i due siti sono stati resi inaccessibili dal territorio italiano. L’accesso potrà essere ripristinato soltanto quando le piattaforme si adegueranno alle disposizioni vigenti, introducendo un meccanismo efficace di verifica dell’età degli utenti. Non si tratta di una chiusura definitiva, dunque, ma di un blocco condizionato al rispetto delle regole.
Il Decreto Caivano e perché AGCOM agisce adesso
Il Decreto Caivano, approvato per contrastare l’esposizione dei più giovani a contenuti inappropriati in rete, ha introdotto l’obbligo per i siti che ospitano materiale per adulti di dotarsi di strumenti per verificare che chi accede abbia effettivamente l’età minima richiesta. Fino a questo momento, però, le disposizioni erano rimaste sulla carta per molte piattaforme, che avevano semplicemente ignorato l’obbligo.
AGCOM, in qualità di autorità competente, ha quindi deciso di intervenire con i primi provvedimenti applicativi. È la prima volta che vengono adottate misure concrete su questo fronte, il che rende la vicenda particolarmente significativa. Non si parla più solo di regolamenti scritti e mai applicati: ora c’è un precedente reale, con conseguenze tangibili per chi non si mette in regola. Il messaggio lanciato dall’Autorità è piuttosto netto. Chi gestisce piattaforme con contenuti per adulti e opera nel mercato italiano deve adeguarsi, punto. La verifica dell’età non è più un optional, ma un requisito obbligatorio la cui mancanza può portare al blocco dell’intero sito sul territorio nazionale.
Blocco reversibile, ma solo a una condizione
Vale la pena sottolineare un aspetto importante: il blocco imposto da AGCOM non è permanente. I due siti coinvolti potranno tornare accessibili dall’Italia nel momento in cui dimostreranno di aver implementato un sistema conforme alle norme sulla verifica dell’età. Questo significa che la palla passa ora ai gestori delle piattaforme, che dovranno decidere se adeguarsi rapidamente oppure restare fuori dal mercato italiano.
È anche un segnale rivolto a tutte le altre piattaforme che si trovano nella stessa situazione. AGCOM ha dimostrato di avere sia gli strumenti sia la volontà di far rispettare il Decreto Caivano, e questi primi due casi potrebbero essere solo l’inizio di una serie più ampia di interventi. La tutela dei minori online, almeno stando a quanto emerge da questi provvedimenti, è diventata una priorità operativa e non più soltanto dichiarata. L’accesso ristretto resterà in vigore fino al completo adeguamento alle disposizioni previste dalla normativa vigente.
