Ogni grande missione spaziale che si rispetti porta con sé una mascotte. È una tradizione che va avanti da decenni, fin dai primissimi voli orbitali, e che unisce scaramanzia e utilità pratica. Il peluche scelto per Artemis II si chiama Rise, ed è stato disegnato da un bambino di seconda elementare della California, Lucas Ye. A poche ore dal lancio, vale la pena raccontare la storia di questo piccolo oggetto che fluttuerà nella cabina mentre l’equipaggio viaggerà intorno alla Luna.
La funzione di questi pupazzetti non è puramente decorativa. Da sempre vengono usati come indicatore di gravità zero: quando il peluche inizia a galleggiare liberamente, significa che la navicella ha raggiunto la condizione di microgravità. È un segnale visivo immediato, intuitivo, che funziona meglio di qualsiasi strumento sofisticato per comunicare quel momento preciso anche alle telecamere di bordo. E poi, diciamolo, ha un fascino tutto suo vedere un pupazzetto che volteggia nello spazio.
Una tradizione che parte da Gagarin
La storia degli indicatori di gravità a bordo delle missioni spaziali risale addirittura al 1961, quando Yuri Gagarin portò con sé un piccolo oggetto durante la leggendaria missione Vostok 1. Da allora, praticamente ogni equipaggio ha scelto qualcosa da appendere in cabina, qualcosa che potesse galleggiare nel momento in cui la gravità terrestre smetteva di farsi sentire. SpaceX, per fare un esempio noto, ha reso celebri i suoi pupazzetti nei lanci con equipaggio sulla Crew Dragon. Artemis II si inserisce perfettamente in questa lunga tradizione.
Quello che rende Rise particolarmente speciale, però, è la sua origine. Non è stato progettato da un designer della NASA o da qualche agenzia creativa. È nato dalla fantasia di Lucas Ye, un bambino californiano che frequenta la seconda elementare. La selezione è avvenuta tra migliaia di proposte inviate da tutto il mondo, e alla fine è stato proprio il suo disegno a conquistare la giuria. Quando verranno trasmesse le prime immagini dall’interno della capsula, Rise sarà lì, a fluttuare davanti alle telecamere come testimone silenzioso di un viaggio storico.
Il significato di Rise a bordo di Artemis II
Artemis II rappresenta un momento enorme per l’esplorazione spaziale: sarà la prima missione con equipaggio a viaggiare intorno alla Luna dopo oltre cinquant’anni. E il fatto che a bordo ci sia un peluche nato dall’immaginazione di un bambino aggiunge un livello emotivo che va oltre la pura ingegneria aerospaziale. Rise non è solo un indicatore di gravità, è diventato anche un simbolo, un portafortuna nel senso più classico del termine.
Del resto, questa doppia funzione delle mascotte spaziali si è consolidata nel tempo. Ogni equipaggio finisce per affezionarsi al proprio oggetto, che diventa parte della memoria collettiva della missione. Rise, con tutta probabilità, non farà eccezione. Quando i primi filmati dall’interno della cabina di Artemis II saranno condivisi pubblicamente, quel piccolo peluche colorato sarà tra le prime cose che il pubblico noterà, galleggiando dolcemente nello spazio mentre gli astronauti completano il loro viaggio intorno alla Luna.
