Un team di ricercatori del Centro medico universitario di Amsterdam ha realizzato quella che rappresenta la prima mappa 3D dei nervi del clitoride, uno degli organi meno studiati in assoluto del corpo umano. Il lavoro non si limita a colmare una lacuna scientifica piuttosto imbarazzante nel 2026. Potrebbe però avere ricadute concrete su interventi chirurgici delicatissimi, dalla ricostruzione dopo mutilazione genitale alle procedure di affermazione del genere.
Il clitoride, nonostante sia un organo centrale per la comprensione della sessualità femminile, è stato storicamente trascurato dalla ricerca. Colpa di fattori socioculturali, certo, ma anche della complessità anatomica della struttura stessa. Tra i contributi più significativi degli ultimi anni spicca quello dell’urologa Helen O’Connell, che attraverso studi basati su risonanze magnetiche aveva descritto l’anatomia completa dell’organo. Il suo lavoro aveva stabilito che il tessuto erettile dei genitali femminili è composto da corpi cavernosi e corpo spugnoso, in modo analogo a quanto accade nei genitali maschili. Con una differenza sostanziale: nelle donne il corpo spugnoso si divide in due bulbi posizionati ai lati della parete vaginale. Quelle ricerche avevano anche rivelato che le dimensioni del clitoride sono almeno il doppio rispetto a quanto si credeva fino a quel momento.
Il punto è che gran parte del clitoride si trova all’interno del corpo, circondato dall’osso pubico e da altri organi pelvici. Le tecniche di imaging tradizionali, come la risonanza magnetica, permettono di osservarne la forma generale in tre dimensioni, ma faticano a catturare i dettagli più fini, soprattutto per quanto riguarda la distribuzione dei nervi.
Come è stata costruita la mappa del clitoride e cosa ha rivelato
Per aggirare questo limite, il team guidato dalla ricercatrice Ju Young Lee ha utilizzato raggi X ad alta energia per ottenere immagini tridimensionali nella scala micrometrica, partendo da due campioni di pelvi donati. Il risultato è impressionante: gli scienziati sono riusciti a tracciare il percorso di cinque nervi complessi e altamente ramificati che attraversano l’organo.
Lo studio offre in particolare una descrizione molto più precisa del nervo dorsale, considerato la principale via sensoriale del clitoride. Ricerche precedenti suggerivano che questo nervo si assottigliasse progressivamente man mano che si avvicinava al glande, la parte esterna e più sensibile. I nuovi risultati raccontano una storia diversa: il nervo dorsale mantiene struttura e funzionalità lungo tutto il suo percorso, senza subire cambiamenti significativi. Alcune diramazioni, inoltre, si estendono fino al cappuccio del clitoride (il prepuzio clitorideo) e al monte di Venere, ampliando l’area di innervazione nella regione.
All’interno del glande sono stati individuati tronchi nervosi con diametri compresi tra 0,2 e 0,7 millimetri, organizzati secondo uno schema di ramificazione ad albero e distribuiti verso la superficie. Questa architettura spiega l’elevata densità di terminazioni nervose e, di conseguenza, la notevole sensibilità dell’organo. È emerso anche che il nervo labiale posteriore contribuisce all’innervazione delle strutture circostanti, incluse le labbra della vulva.
Lee ha spiegato che si tratta della prima mappa tridimensionale dei nervi all’interno del glande del clitoride, paragonando il risultato ai progressi compiuti nello studio del glande del pene quasi trent’anni fa.
Le possibili applicazioni cliniche
Lo studio è ancora in fase di preprint, quindi non è stato sottoposto a revisione paritaria. Nonostante questo, gli esperti ritengono che le conclusioni possano rivelarsi fondamentali per comprendere i meccanismi sensoriali coinvolti nell’eccitazione e nell’orgasmo legati alla stimolazione del clitoride.
Le ricadute pratiche potrebbero riguardare diversi ambiti chirurgici: dal trattamento del tumore della vulva alle procedure di affermazione del genere, passando per la chirurgia estetica genitale e le ricostruzioni successive alla mutilazione genitale femminile. Un fenomeno che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità riguarda oggi oltre 230 milioni di ragazze e donne in 30 paesi tra Africa, Medio Oriente e Asia.
