Una nuova truffa Amazon sta facendo parlare di sé, e stavolta non si tratta del solito messaggio sospetto via email o SMS. Quello che è successo a una donna di Formigine, in provincia di Modena, racconta qualcosa di molto più sofisticato e inquietante: un attacco che mescola il mondo fisico con quello digitale in modo così credibile da risultare difficilissimo da smascherare.
La vicenda è stata segnalata ad Adiconsum dalla diretta interessata, che ha descritto nei dettagli come si è svolta. Un ragazzo italiano, ben vestito e dall’aspetto rassicurante, si è presentato a casa sua consegnandole una busta commerciale. Particolare non da poco: conosceva il suo nome. Dentro la busta c’era un assegno da circa 47 euro (EUR 44 nella valuta originale), intestato alla Huntington National Bank di Columbus, Ohio. Insieme all’assegno, una lettera dal tono ufficiale.
Come funziona questa truffa ibrida
Il testo della lettera faceva riferimento a un presunto accordo raggiunto dalla FTC (la Federal Trade Commission statunitense) sotto la presidenza di Donald Trump con Amazon.com Inc, in merito alla violazione del cosiddetto Restore Online Shopper’s Confidence Act, legato specificamente ad Amazon Prime. La comunicazione invitava a depositare l’assegno entro il 28 aprile 2026, oppure, in caso di difficoltà, a visitare un sito web per ricevere il pagamento tramite PayPal.
Ed è qui che la truffa Amazon diventa particolarmente insidiosa. Il riferimento alla FTC e alla violazione normativa non è inventato di sana pianta: esiste effettivamente un contenzioso reale tra le autorità americane e Amazon riguardo alle pratiche commerciali legate a Prime. Questo dettaglio autentico rende il raggiro molto più convincente rispetto alle classiche truffe online, dove spesso bastano un paio di errori grammaticali per far scattare l’allarme.
Il meccanismo è subdolo. L’assegno, con ogni probabilità, è falso o scoperto. Chi lo deposita potrebbe ritrovarsi con addebiti bancari o, peggio, fornire inconsapevolmente dati sensibili. Il sito alternativo indicato nella lettera serve invece a raccogliere credenziali PayPal e dati personali, aprendo la strada a furti di identità e sottrazioni di denaro ben più consistenti dei 47 euro promessi.
Perché questa truffa è così pericolosa
Quello che rende questo schema particolarmente efficace è la componente fisica. Ricevere una busta a mano, da una persona in carne e ossa che sa come ci si chiama, abbatte quasi completamente le difese psicologiche. Non è un’email finita nello spam, non è un link dubbio su WhatsApp. È qualcosa di tangibile, con un assegno vero tra le mani, e una storia che regge perché si appoggia su fatti realmente accaduti.
La truffa Amazon in questione dimostra come i tentativi di frode stiano evolvendo rapidamente. L’approccio ibrido, che combina consegna fisica, documentazione apparentemente ufficiale e portali web fraudolenti, rappresenta un salto di qualità rispetto al phishing tradizionale. Adiconsum ha raccomandato di non depositare assegni ricevuti in questo modo, di non visitare siti indicati in comunicazioni non verificate e di segnalare immediatamente episodi simili alle autorità competenti e alle associazioni dei consumatori.
La donna di Formigine, fortunatamente, ha avuto il buon senso di non cadere nella trappola e di rendere pubblica la vicenda, permettendo così di mettere in guardia altre potenziali vittime su tutto il territorio nazionale.
