Il caro carburanti torna a far tremare gli automobilisti italiani, con una data cerchiata in rosso sul calendario: il 7 aprile. Quel giorno scadrà il taglio delle accise di circa 25 centesimi varato dal governo, dopo i 20 giorni di efficacia previsti dalla misura. Quello che doveva essere un respiro per le tasche dei cittadini rischia di trasformarsi in un ricordo lontano, lasciando spazio a un quadro tutt’altro che rassicurante tra le stazioni di servizio e i listini internazionali.
Lo scenario internazionale e un bonus già svuotato
La radice del problema, come spesso accade, va cercata lontano dai confini nazionali. I mercati internazionali continuano a risentire pesantemente della guerra in Iran, che spinge in alto le quotazioni del greggio. Con il petrolio Brent che oscilla intorno ai EUR 96 al barile (circa 100 euro), la reazione sui prezzi alla pompa è stata immediata e violenta. Ed è proprio questa situazione a rendere il taglio delle accise quasi del tutto inefficace: i rincari costanti hanno di fatto “mangiato” il bonus fiscale ancora prima della sua scadenza naturale.
Se il governo non dovesse decidere per un rinnovo della misura, e se non arriverà un’inversione di tendenza nelle crisi mediorientali, le conseguenze saranno pesanti. Il Codacons quantifica lo sconto fiscale in 0,305 euro al litro, considerando anche l’effetto dell’IVA sulle accise. Senza quella protezione, i prezzi del carburante subirebbero un’impennata istantanea.
Le proiezioni: quanto potrebbe costare fare il pieno
Gli scenari ipotizzati per il periodo successivo alla Pasqua sono piuttosto allarmanti. Secondo le associazioni dei consumatori, il prezzo medio del gasolio potrebbe superare i 2,3 euro al litro sulla rete ordinaria, mentre la benzina toccherebbe quota 1,99 euro. Ma c’è di peggio: le stime più recenti suggeriscono che il diesel potrebbe spingersi rapidamente verso la soglia dei 2,5 euro al litro su tutto il territorio nazionale.
Per capire la portata del problema, basta guardare i dati del 30 marzo: senza il risparmio fiscale, la benzina sarebbe già oggi a 2,051 euro e il diesel a 2,360 euro, con punte di 2,423 euro in autostrada. Le rilevazioni mostrano già picchi significativi. A Bolzano il gasolio ha toccato i 2,094 euro al litro, in Basilicata la benzina è arrivata a 1,779 euro. In autostrada il costo del diesel ha già superato in media i 2,118 euro.
Intanto le compagnie petrolifere non stanno certo ferme. Le rilevazioni di Staffetta Quotidiana evidenziano come i prezzi consigliati siano in costante crescita: IP e Q8 hanno alzato il gasolio di un centesimo, Tamoil ha spinto la benzina su di due centesimi e il diesel di cinque. Anche i cosiddetti “sconti Eni”, che per settimane avevano mantenuto i prezzi sotto la concorrenza, vengono progressivamente riassorbiti dai rialzi di mercato.
