Il prezzo di PS6 è già al centro di un dibattito acceso, e la console non è stata nemmeno annunciata ufficialmente. Secondo le informazioni trapelate dal noto leaker KeplerL2, PlayStation 6 potrebbe arrivare nei negozi a un prezzo non superiore ai 650 euro circa, ma c’è un grosso “se” dietro questa cifra. Sony dovrebbe accettare di vendere la sua prossima console in perdita, e non è affatto scontato che decida di farlo.
I numeri che circolano parlano di una componentistica dal costo complessivo stimato intorno ai 700 dollari per singola unità. Questo significa che, per mantenere un prezzo al pubblico competitivo, la casa giapponese dovrebbe accollarsi una perdita di circa 55/60 dollari su ogni PS6 venduta. Una pratica che nel settore non è nuova: storicamente sia Sony che Microsoft hanno spesso lanciato le proprie console sottocosto, puntando a recuperare i margini con abbonamenti, accessori e vendite software. Il punto, stavolta, è che il contesto competitivo è cambiato parecchio.
Senza una vera concorrenza, Sony ha meno incentivi a vendere in perdita
Ed è proprio qui che il ragionamento si fa interessante. Come ha sottolineato lo stesso KeplerL2, la vera domanda è se Sony si prenderà ancora la briga di assorbire quei costi ora che Xbox non rappresenta più un concorrente diretto nel segmento hardware tradizionale. Con Nintendo che da sempre gioca su un terreno completamente diverso, ci si ritrova in una situazione di sostanziale monopolio nel mercato delle console ad alte prestazioni. E in un monopolio, la pressione per tenere i prezzi bassi semplicemente non esiste.
Non a caso, diversi analisti del settore ritengono che un prezzo di 1000 dollari sia per PS6 che per il misterioso Project Helix di Microsoft rappresenti un’eventualità tutt’altro che remota. Il mercato dell’elettronica di consumo ha subito troppi scossoni negli ultimi anni tra crisi dei semiconduttori, inflazione galoppante e costi di produzione in costante aumento. L’idea che una console next gen possa costare quanto un PC di fascia media non sembra più fantascienza.
C’è però un elemento che nessun produttore può permettersi di ignorare: il budget reale a disposizione dei giocatori. Quando mancano ormai pochissime ore dall’ennesimo aumento di prezzo di PS5, è difficile non notare come questa generazione sia stata probabilmente la più problematica di sempre. Partita male con i problemi di reperibilità al lancio e peggiorata progressivamente sul fronte dei costi, ha lasciato un segno tangibile sulla fiducia dei consumatori.
