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Rocket Lab, contratto da 190 milioni di dollari

Con un contratto da 190 milioni di dollari per 20 lanci ipersonici, Rocket Lab compie un balzo storico grazie al veicolo suborbitale HASTE.

scritto da Manuel De Pandis 29/03/2026 0 commenti 2 Minuti lettura
razzo
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Rocket Lab ha appena messo a segno il colpo più grosso della sua storia. Il contratto da 190 milioni di dollari (circa 175 milioni di euro) per 20 voli di prova con il vettore HASTE rappresenta un salto enorme per l’azienda specializzata in tecnologia ipersonica, e non è difficile capire perché stia facendo parlare di sé mezzo settore aerospaziale.

Il programma MACH-TB 2.0 e cosa prevede

I 20 lanci previsti dal contratto rientrano nel programma MACH-TB 2.0, che è sostanzialmente la seconda fase di un progetto già avviato in precedenza e dedicato allo sviluppo di capacità ipersoniche avanzate. Non si tratta quindi di partire da zero, ma di costruire su basi già testate, alzando l’asticella in modo significativo sia per numero di missioni che per complessità. Il dettaglio interessante è che il primo dei 20 voli dovrebbe partire entro pochi mesi dalla firma dell’accordo, il che lascia intendere che Rocket Lab abbia già gran parte dell’infrastruttura pronta per procedere a ritmo sostenuto.

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Un contratto di queste dimensioni non arriva per caso. Il fatto che un singolo programma preveda 20 lanci è già di per sé un segnale forte sulla fiducia riposta nelle capacità dell’azienda e nella maturità del veicolo HASTE. Per Rocket Lab, significa anche entrate garantite e una pipeline di lavoro che mette al riparo da molte incertezze tipiche del settore.

Cosa rende HASTE così particolare

HASTE sta per Hypersonic Accelerator Suborbital Test Electron, e il nome dice già parecchio. Si tratta di un veicolo suborbitale a tre stadi che deriva dal razzo Electron, il cavallo di battaglia di Rocket Lab per i lanci orbitali leggeri. Rispetto al modello originale, però, HASTE è stato riprogettato per un compito diverso: portare in quota carichi utili fino a 700 chilogrammi e testarli in condizioni di volo ipersonico reale.

Qui sta il punto chiave. Uno dei vantaggi più rilevanti di questo veicolo è la flessibilità nei profili di missione. Può supportare traiettorie variabili, il che significa poter simulare scenari diversi durante ciascun volo. Parliamo di condizioni che nei laboratori a terra sono estremamente complicate da ricreare con precisione: velocità ipersoniche, rientri suborbitali, stress termici e aerodinamici che cambiano radicalmente a seconda dell’angolo e della quota. Avere un mezzo capace di riprodurre tutto questo in ambiente reale, e farlo con una certa regolarità grazie a 20 missioni programmate, offre ai ricercatori e agli sviluppatori un vantaggio enorme rispetto ai test tradizionali.

Rocket Lab ha costruito la propria reputazione partendo dai piccoli lanci commerciali con Electron, ma con HASTE e il programma MACH-TB 2.0 si sta posizionando in un segmento completamente diverso, dove la posta in gioco è molto più alta e i clienti includono agenzie governative e programmi di difesa. Il contratto da circa 175 milioni di euro conferma che questa strategia sta funzionando.

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Manuel De Pandis

Filmmaker, giornalista tech.

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