Il Garante della Privacy ha colpito con una sanzione Bakeca srl, la società dietro uno dei portali di annunci gratuiti più conosciuti in Italia, per trattamento illecito di dati personali. La vicenda ruota attorno alla pubblicazione non autorizzata del numero di telefono e della località lavorativa di una donna, finiti dentro inserzioni legate a categorie particolarmente sensibili. Nessun consenso era stato chiesto, nessuna verifica era stata fatta. E le conseguenze sono state tutt’altro che trascurabili.
Tutto è partito quando la donna ha cominciato a ricevere telefonate indesiderate da perfetti sconosciuti. Insospettita, ha cercato di capire cosa stesse succedendo e ha scoperto qualcosa di decisamente inquietante: i suoi dati personali comparivano in annunci pubblicati nelle categorie “massaggi e benessere” e “amore e incontri”. Uno di questi annunci, per giunta, era accompagnato da espressioni di natura intima estremamente esplicite. Una situazione che ha avuto un impatto diretto e pesante sulla sua sfera personale. La rimozione dei contenuti è avvenuta solo dopo che la donna ha segnalato il problema direttamente a Bakeca srl.
Account anonimi e nessun controllo: le falle del sistema
L’istruttoria condotta dal Garante ha fatto emergere un quadro piuttosto chiaro. Gli annunci incriminati erano stati caricati da un soggetto sconosciuto, che aveva creato un account sfruttando email temporanee, quindi sostanzialmente impossibili da ricondurre a una persona fisica reale. Il punto critico, però, sta altrove: il sistema della piattaforma permetteva a chiunque di inserire informazioni riferite a terzi senza nessun tipo di verifica sulla titolarità dei dati o sulla legittimità del loro utilizzo.
Per l’Autorità, queste carenze evidenziano limiti significativi nelle misure tecnico e organizzative adottate da Bakeca srl per prevenire abusi di questo genere. Nel provvedimento viene specificato che il trattamento dei dati è avvenuto senza una valida base giuridica, violando i principi di correttezza e sicurezza previsti dalla normativa sulla privacy. L’associazione del numero di telefono della donna a contenuti espliciti è stata giudicata particolarmente grave.
Alla luce di tutto quanto accertato, il Garante della Privacy ha inflitto a Bakeca srl una multa da 5.000 euro. Una cifra che potrebbe sembrare contenuta, ma il provvedimento non si ferma qui. Insieme alla sanzione economica, è stato infatti ordinato alla società di implementare misure tecniche e organizzative adeguate.
