Una nuova tecnica di litografia per chip potrebbe arrivare dall’Europa, e più precisamente dalla Norvegia. Si chiama Lace la startup che sta facendo parlare di sé nel mondo dei semiconduttori, con un approccio che punta a ridisegnare il processo produttivo dei processori più avanzati. E non è una di quelle aziende che si muovono in silenzio: tra i suoi sostenitori c’è anche Microsoft, il che dà un’idea piuttosto chiara del livello di attenzione che questa realtà sta attirando.
Lace ha sede in Norvegia e lavora su una tecnologia di litografia pensata per realizzare chip ultramini, quei componenti sempre più piccoli e potenti che servono a far funzionare praticamente tutto, dagli smartphone ai data center per l’intelligenza artificiale. Il settore della produzione di chip è dominato da pochissimi attori globali, con ASML che detiene il quasi monopolio sulle macchine di litografia più avanzate. Ecco perché ogni volta che qualcuno propone un’alternativa credibile, le orecchie si drizzano un po’ ovunque.
Un round da oltre 37 milioni di euro e investitori di peso
Durante l’ultimo round di investimenti, Lace ha raccolto oltre 37 milioni di euro. Una cifra che, nel mondo delle startup legate ai semiconduttori, rappresenta un segnale forte. Parliamo di un settore dove servono capitali enormi anche solo per costruire prototipi funzionanti, figurarsi per arrivare a una produzione su scala. Il fatto che Microsoft abbia deciso di partecipare al finanziamento racconta qualcosa di importante: il colosso di Redmond non investe a caso, soprattutto quando si parla di tecnologie che potrebbero avere un impatto diretto sulla propria catena di approvvigionamento hardware.
La nuova tecnica di litografia sviluppata da Lace promette di abbattere alcune barriere che oggi rendono la produzione di chip avanzati estremamente costosa e concentrata in pochissime mani. Non si conoscono ancora tutti i dettagli tecnici della soluzione proposta dalla startup norvegese, ma l’obiettivo dichiarato è quello di offrire un’alternativa più accessibile e scalabile rispetto alle tecnologie attualmente disponibili.
L’Europa guarda con interesse a Lace
Il tema della sovranità tecnologica europea nel settore dei semiconduttori è sempre più caldo. L’Unione Europea ha messo sul tavolo miliardi di euro con il Chips Act proprio per ridurre la dipendenza da fornitori asiatici e americani. In questo contesto, una realtà come Lace rappresenta esattamente il tipo di innovazione che il Vecchio Continente sta cercando di coltivare. Avere una startup europea capace di proporre soluzioni alternative nel campo della litografia non è cosa da poco, considerando che oggi la stragrande maggioranza delle competenze e delle infrastrutture produttive si trova altrove.
Resta da capire quanto tempo servirà a Lace per passare dalla fase di sviluppo a qualcosa di concretamente utilizzabile su scala industriale. Il percorso è lungo e pieno di ostacoli, ma i 37 milioni di euro appena raccolti e il coinvolgimento di un partner come Microsoft suggeriscono che la strada è stata imboccata con una certa serietà.
