Il nuovo Siri in arrivo con iOS 27 rappresenta probabilmente il cambiamento più radicale che Apple abbia mai apportato al proprio assistente vocale. Mancano meno di tre mesi alla presentazione ufficiale, prevista per la WWDC di giugno 2026, e le indiscrezioni si stanno facendo sempre più concrete. Siri non sarà più quell’assistente un po’ limitato che risponde a domande semplici e fatica con richieste articolate. Diventerà qualcosa di molto più simile a ChatGPT o Claude, con conversazioni avanti e indietro, gestione di compiti complessi e capacità che oggi sembrano appartenere solo ai chatbot più evoluti sul mercato.
Apple, a quanto pare, non aveva inizialmente pianificato di trasformare Siri in un chatbot vero e proprio. Ma il successo travolgente di strumenti come ChatGPT, che conta centinaia di milioni di utenti attivi ogni settimana, e l’integrazione di Gemini nei dispositivi Android da parte di Google, hanno reso impossibile restare a guardare. Aggiungere funzionalità di intelligenza artificiale sparse qua e là nelle app non basta più.
Un’app dedicata e un nuovo design per Siri
La novità più visibile sarà una app Siri standalone, pensata per ospitare le conversazioni in stile chatbot. L’interfaccia ricorderà quella delle app rivali, con una griglia o lista delle conversazioni passate, la possibilità di salvare e cercare tra le chat, e suggerimenti iniziali su cosa chiedere. Le conversazioni con Siri assomiglieranno a quelle di iMessage, con le classiche bolle di chat. Sarà possibile interagire sia tramite voce che tramite testo.
Ma Siri chatbot non vivrà solo dentro la sua app. L’integrazione a livello di sistema operativo sarà profonda: si potrà attivare come oggi, con la parola di attivazione vocale o premendo il tasto laterale. Apple sta testando anche un’integrazione nella Dynamic Island, dove un’icona luminosa e un’etichetta “ricerca in corso” appariranno mentre Siri elabora la richiesta. Una volta pronta la risposta, si espanderà in un pannello traslucido. Potrebbe anche comparire un pulsante “Chiedi a Siri” nei menu di altre app, e un’opzione “Scrivi con Siri” direttamente nella tastiera di iOS.
Capacità, memoria e l’accordo con Google
. Siri prenderà anche il posto dell’attuale ricerca Spotlight, mantenendo ed espandendo i suggerimenti personalizzati. L’integrazione si estenderà ad app come Mail, Messaggi, Foto, Apple TV e Xcode.
Sul tema della memoria, Apple sta ancora valutando quanta capacità di ricordare le conversazioni precedenti concedere a Siri. La questione ruota attorno alla protezione della privacy, un aspetto su cui Apple non vuole fare compromessi evidenti.
Un dettaglio tecnico molto rilevante: Apple ha siglato un accordo pluriennale con Google per utilizzare i modelli Gemini come base per la prossima generazione di Siri. Il chatbot si appoggerà a un modello AI personalizzato sviluppato dal team Gemini, paragonabile a Gemini 3, e più potente dei modelli sviluppati internamente da Apple. Si parla anche della possibilità di far girare il chatbot sui server di Google equipaggiati con Tensor Processing Unit, dato che Apple non dispone ancora dell’infrastruttura necessaria per gestire le richieste di miliardi di dispositivi attivi ogni giorno.
Con iOS 27, Apple aprirà anche ai chatbot di terze parti: chi ha installato Claude o Gemini potrà inviare domande da Siri direttamente a quei servizi, tramite una nuova opzione “Estensioni” nelle impostazioni di Siri e Apple Intelligence. La presentazione ufficiale è attesa per lunedì 8 giugno 2026 alla WWDC, anche se resta da capire quali funzionalità saranno pronte al lancio e quali verranno rimandate ad aggiornamenti successivi.
