Il tema dei robotaxi è stato finora quasi esclusivamente legato agli Stati Uniti, ma qualcosa sta cambiando. Uber ha annunciato una collaborazione con la cinese Pony.ai e la croata Verne per lanciare quello che potrebbe diventare il primo servizio di robotaxi operativo in Europa. I veicoli sono già in fase di test a Zagabria, città dove Verne ha la propria sede, e l’obiettivo è renderli disponibili direttamente sulla piattaforma Uber nel giro di poco tempo.
La mossa rientra in una strategia più ampia. Uber sta cercando di posizionarsi come piattaforma di riferimento anche in uno scenario futuro dominato dalla guida autonoma. Negli ultimi mesi la società ha stretto accordi con diversi sviluppatori di tecnologie autonome, consapevole che chi arriva prima su questo terreno può costruirsi un vantaggio competitivo difficile da recuperare. E l’Europa, fino a oggi rimasta ai margini della corsa ai robotaxi, rappresenta un mercato enorme ancora tutto da conquistare.
Come funziona l’alleanza tra Uber, Pony.ai e Verne
La collaborazione si basa su una suddivisione dei ruoli piuttosto netta. Uber mette a disposizione la propria rete e la sua enorme base di utenti. Verne si occupa della gestione operativa della flotta, mentre Pony.ai fornisce la tecnologia di guida autonoma vera e propria. Il primo mercato sarà quello croato, ma il piano prevede un’espansione progressiva in altre città europee e una crescita della flotta fino a migliaia di robotaxi nei prossimi anni.
I test attualmente in corso utilizzano l’Arcfox Alpha T5 Robotaxi, equipaggiato con la settima generazione del sistema di guida autonoma sviluppato da Pony.ai. Il veicolo è stato realizzato insieme al gruppo automobilistico cinese BAIC. Sul ruolo concreto di Verne nel medio periodo, però, restano ancora parecchi punti da chiarire. La società nasce come spin-off del gruppo Rimac e finora ha condiviso pochi dettagli operativi. Il fondatore Mate Rimac aveva mostrato una flotta di circa 60 prototipi autonomi già nel 2025, ma non è ancora chiaro se quei veicoli entreranno effettivamente nella rete Uber o se il contributo di Verne si limiterà alla parte gestionale e logistica.
La corsa ai robotaxi in Europa non riguarda solo Uber
Va detto che Uber non è l’unica a voler piantare la bandierina della guida autonoma nel vecchio continente. Waymo ha già annunciato l’intenzione di lanciare un servizio simile a Londra nel corso di quest’anno. Uber stessa, parallelamente al progetto croato, sta testando veicoli autonomi anche in Germania insieme a Momenta. E sul fronte europeo si muove pure Volkswagen, che attraverso la controllata MOIA sta preparando un proprio servizio di ride sharing autonomo.
