La prossima generazione della Mazda MX-5 non si è ancora fatta vedere, neanche in una foto spia rubata al volo, eppure dalla casa di Hiroshima continuano ad arrivare dettagli piuttosto concreti. Manabu Osuga, General Manager Global Sales and Marketing di Mazda, ha confermato che la nuova roadster peserà meno di 1.000 kg, seguendo la stessa filosofia che ha guidato lo sviluppo della generazione attuale. Non è la prima volta che questo obiettivo viene dichiarato pubblicamente, ma stavolta la dichiarazione porta con sé una precisazione che vale la pena sottolineare: mantenere il peso così basso significa, nei fatti, rinunciare a qualsiasi forma di elettrificazione. Almeno per ora, e almeno finché la tecnologia delle batterie non sarà abbastanza leggera da non snaturare il carattere di questa auto.
Mazda MX-5 ci spiega cosa vuol dire davvero restare sotto la tonnellata
Per capire la portata di questa scelta, basta guardare i numeri dell’attuale MX-5 ND3. La versione con motore 2.0 supera di poco la tonnellata, mentre quella 1.5 litri, che è l’unica rimasta nei listini europei dopo l’uscita del 2.0 per questioni legate alle emissioni, si attesta intorno ai 950 kg. La prossima generazione, identificata internamente con la sigla NE e attesa indicativamente nel 2027, dovrà quindi limare ancora qualcosa rispetto alla variante più pesante, avvicinandosi o scendendo sotto i valori della 1.5. Se l’obiettivo venisse centrato, la nuova Mazda MX-5 sarebbe la roadster di serie più leggera del marchio dal 1992. E non è un traguardo banale, considerando che le normative ambientali e i protocolli di sicurezza attuali remano nella direzione opposta. Strutture anti intrusione, sistemi ADAS obbligatori, vincoli sulle emissioni: tutto questo aggiunge peso, generazione dopo generazione. L’approccio di Mazda punta proprio a contrastare questa tendenza, che in altri segmenti viene accettata come inevitabile.
Motore termico confermato, l’ibrido può aspettare
La decisione di restare sotto la tonnellata ha una conseguenza diretta e molto chiara sul tipo di propulsione. Osuga è stato piuttosto esplicito: qualsiasi forma di elettrificazione, anche un semplice mild hybrid, porterebbe in dote chilogrammi che Mazda MX-5 non può permettersi. Ha però lasciato aperta una porta, spiegando che non esclude nulla per il futuro, ma che oggi quella tecnologia resta troppo pesante e applicarla significherebbe deludere gli appassionati. Questa posizione si allinea perfettamente a quanto dichiarato da Ryuichi Umeshita, CTO di Mazda, che aveva già confermato la formula della prossima MX-5: costruzione leggera, motore benzina aspirato e cambio manuale. La NE sarà presumibilmente l’ultima generazione a sposare una formula puramente termica, con il carburante sintetico citato in passato come possibile via alternativa per soddisfare le normative senza ricorrere all’ibrido.
Sul fronte motori, la scelta sembra orientata verso i nuovi Skyactiv-Z, una famiglia di quattro cilindri attesa nel 2027 sulla nuova CX-5 ibrida, progettati per rispettare normative severissime come Euro 7 e California LEV IV. La cilindrata scelta è 2,5 litri, e la ragione è tecnica: il passaggio alle condizioni di combustione Lambda 1, necessario per rientrare nei limiti sulle emissioni, comporta un calo di potenza che Mazda intende compensare proprio con l’aumento di cilindrata rispetto agli attuali 1.5 e 2.0. Secondo Umeshita, il risultato sarà una potenza definita “molto buona” con consumi altrettanto contenuti.

