Dopo 350 anni dalla sua morte in battaglia, il corpo del vero d’Artagnan potrebbe essere riemerso dal pavimento di una chiesa olandese. I resti di uno scheletro sono venuti alla luce lo scorso febbraio nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Maastricht, in seguito al cedimento di alcune piastrelle. E gli indizi trovati accanto a quelle ossa hanno fatto sobbalzare più di un ricercatore.
Parliamo di Charles de Batz de Castelmore, il gentiluomo guascone che ha ispirato il personaggio letterario più famoso della storia francese. Non un eroe da romanzo, ma il braccio destro di Luigi XIV, comandante del corpo d’élite dei moschettieri del Re Sole. E adesso, forse, anche un nome che torna ad avere un corpo.
A rendere il ritrovamento davvero fuori dall’ordinario è la combinazione di elementi trovati accanto allo scheletro: un proiettile di moschetto all’altezza del petto, una moneta francese risalente al 1660 e, soprattutto, la posizione della sepoltura, esattamente sotto dove un tempo si trovava l’altare. «Lì venivano sepolti solo reali o altre persone di rango», ha spiegato il diacono Jos Valke, aggiungendo di essere «al 99%» convinto che i resti appartengano proprio al celebre moschettiere. La chiesa si trova nell’area di Wolder, nel quadrante sud ovest di Maastricht, dove l’esercito francese aveva installato il proprio accampamento durante l’assedio del 1673.
Una teoria vecchia di 17 anni che adesso trova conferma
Il ritrovamento darebbe ragione alla storica francese Odile Bordaz, che già nel 2008 aveva ipotizzato che d’Artagnan fosse stato sepolto «in fretta, come era consuetudine in tempo di guerra», nella chiesa adiacente al campo militare. La sepoltura non fu mai registrata negli archivi parrocchiali e per decenni non emerse alcuna prova concreta. Poi il pavimento ha ceduto, e con esso anche il silenzio dei secoli.
Sul fronte scientifico, l’archeologo Wim Dijkman, che studia la presunta tomba di d’Artagnan da 28 anni, invita comunque alla cautela: «Sono uno scienziato, ma le aspettative sono alte». Un campione di Dna è stato estratto dai denti dello scheletro e si trova attualmente in analisi in Germania, mentre alcune ossa sono state trasferite a Deventer per determinare età, provenienza geografica e sesso del soggetto. Il confronto decisivo avverrà con il Dna di un discendente accertato della famiglia De Batz.
Chi era davvero d’Artagnan, l’uomo di fiducia del Re Sole
Lontano dalla leggenda letteraria, d’Artagnan era il comandante del corpo d’élite dei gentiluomini al servizio di Luigi XIV. Gli venivano affidate operazioni di spionaggio, missioni riservate, oltre alla protezione personale del sovrano. Quando la notizia della sua morte in battaglia raggiunse la corte di Francia, il re disse alla moglie Maria Teresa: «Ho perso d’Artagnan, di cui mi fidavo ciecamente e che era capace di tutto».
La celebrità per una figura storicamente poco nota è arrivata però solo nel 1844, quando Alexandre Dumas ne ha fatto il protagonista de I tre moschettieri. Gli altri tre personaggi erano figure di fantasia, comunque ispirati a membri reali dello stesso corpo d’élite. Ma il personaggio che tiene tutto in piedi, quello attorno a cui ruota ogni pagina, è proprio d’Artagnan. Che a Maastricht era già celebrato con una statua, ben prima che il pavimento di una chiesa restituisse qualcosa di molto più concreto della memoria.


