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SPID e CIE potrebbero diventare superflui: il Governo pensa a una delega

Una piattaforma di delega digitale potrebbe permettere ai cittadini di affidare ad altri l'accesso ai servizi pubblici online, superando SPID e CIE.

scritto da Denis Dosi 26/03/2026 0 commenti 1 Minuti lettura
SPID e CIE potrebbero diventare superflui: il Governo pensa a una delega
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Che SPID stia vivendo una fase di profonda trasformazione non è più un segreto per nessuno. Tra identity provider che hanno iniziato a rendere il servizio a pagamento e una progressiva spinta verso la CIE come strumento unico di identità digitale, il quadro era già abbastanza chiaro. Ma adesso arriva una novità che potrebbe cambiare ulteriormente le carte in tavola: il Governo starebbe lavorando a una piattaforma di delega per l’accesso ai servizi pubblici digitali, pensata per semplificare la vita a chi, per un motivo o per l’altro, non utilizza né SPID né CIE.

La notizia racconta di un progetto ancora in fase embrionale ma con un obiettivo piuttosto ambizioso. L’idea di fondo è semplice, quasi banale nella sua logica: permettere a un cittadino di delegare un’altra persona, un familiare ad esempio, affinché possa accedere al posto suo ai servizi della pubblica amministrazione online. Una sorta di procura digitale, insomma, che renderebbe SPID e CIE praticamente inutili per il soggetto delegante. Almeno in determinate situazioni.

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A chi serve davvero questa piattaforma di delega

Pensandoci bene, il target è evidente. Ci sono milioni di persone in Italia che hanno difficoltà con gli strumenti digitali. Anziani, persone con disabilità, cittadini che semplicemente non hanno dimestichezza con la tecnologia. Per loro, ottenere e gestire un’identità digitale come SPID rappresenta un ostacolo concreto, non un problema teorico. E anche la CIE, per quanto più integrata nella carta d’identità elettronica fisica, richiede comunque una certa familiarità con app, lettori NFC e procedure di autenticazione che non sono esattamente alla portata di tutti.

La piattaforma di delega punterebbe proprio a colmare questo divario. Chi ha già un’identità digitale attiva potrebbe farsi carico dell’accesso ai servizi per conto di qualcun altro, con tutte le garanzie di sicurezza e tracciabilità del caso. Il sistema dovrebbe prevedere meccanismi di verifica robusti per evitare abusi, anche se su questo fronte i dettagli tecnici non sono ancora stati resi noti.

SPID verso il pensionamento, ma la storia è più complessa

Che SPID sia avviato verso una sorta di pensionamento è ormai un fatto difficile da contestare. La direzione politica e tecnologica sembra puntare con decisione sulla CIE e sul portafoglio digitale europeo (l’IT Wallet), che nei prossimi anni dovrebbe diventare lo standard per l’identità digitale in tutta l’Unione Europea. Il passaggio, però, non sarà immediato né indolore. Milioni di utenti utilizzano ancora SPID quotidianamente, e smantellare un’infrastruttura così diffusa richiede tempo, risorse e soprattutto alternative credibili.

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Denis Dosi
Denis Dosi

Laureato in ingegneria informatica nel lontano 2013, da sempre appassionato di scrittura e tecnologia sono riuscito a convogliare in un'unica professione le mie due più grandi passioni grazie a TecnoAndroid.

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