La fisica è il principale ostacolo allo zoom ottico sugli smartphone: un ingrandimento nativo 10x richiede una lunghezza focale lunga, difficile da contenere in un corpo sottile senza sacrificare le dimensioni del sensore. La maggior parte dei flagship si ferma a 4x o 5x proprio per questo motivo. OPPO ha scelto di affrontare il problema con un approccio ingegneristico radicalmente nuovo, e il risultato è il teleobiettivo Hasselblad 50MP 10x integrato nel Find X9 Ultra: il primo zoom ottico 10x con risoluzione 50 megapixel mai montato su uno smartphone.
La soluzione al problema della lunghezza ottica si chiama Quintuple Prism Reflection Periscope, un sistema periscope a cinque riflessioni sviluppato da OPPO per la prima volta nel settore. La luce entra nell’obiettivo e percorre un percorso con cinque riflessioni invece delle due o tre tradizionali, riducendo la lunghezza ottica complessiva del 30% senza rinunciare alla capacità di ingrandimento. Un compromesso che rende possibile integrare un vero 10x in un corpo smartphone dalla forma convenzionale.
L’architettura ottica e il controllo della luce diffusa
Ogni riflessione aggiuntiva in un sistema ottico introduce il rischio di luce parassita, che degrada la nitidezza e il contrasto dell’immagine finale. Con cinque riflessioni, il rischio si moltiplica. Per gestirlo, OPPO ha sviluppato la Pristine Optical Path Architecture: il prisma è composto da tre elementi di precisione separati da un Diaframma a scala nanometrica e da una Air Capsule specializzata, entrambi inediti nel settore. Il risultato dichiarato è una riduzione della luce diffusa del 99,999%, garantendo che la luce che raggiunge il sensore sia di qualità eccezionale.
La stabilizzazione è un altro nodo critico: a 10x, anche il minimo tremore della mano viene amplificato in modo significativo. I sistemi di stabilizzazione tradizionali nei periscope agiscono sul prisma, ma con una struttura a cinque riflessioni questo approccio non è applicabile. OPPO ha sviluppato la Sensor Shift, una stabilizzazione ottica che agisce direttamente sul sensore, offrendo un range di correzione definito dall’azienda come il più ampio del settore, con un mirino stabile anche alle focali più lunghe.
Assemblaggio e qualità ottica finale
Per garantire la massima nitidezza, ogni modulo fotocamera del Find X9 Ultra viene sottoposto a un processo di Triple Active Optical Alignment (AOA) durante l’assemblaggio. Telecamere ad alta precisione regolano dinamicamente la posizione relativa di obiettivo, sensore e prisma in tempo reale, ottimizzando l’allineamento ottico prima della sigillatura del modulo. Un processo produttivo tipico dei sistemi ottici professionali, applicato qui alla scala di un componente smartphone.
Il sensore personalizzato JNL da 50 MP consente inoltre di sfruttare il ritaglio digitale per ottenere uno zoom a 20x con qualità paragonabile all’ottico, grazie all’alta densità di pixel disponibile. Una combinazione che secondo OPPO trasforma il Find X9 Ultra in uno strumento versatile tanto per la fotografia naturalistica quanto per i concerti, dove catturare le espressioni di un artista dal fondo di uno stadio richiede esattamente questo tipo di capacità.



