La chiusura di Sora, il sistema di generazione video basato su intelligenza artificiale sviluppato da OpenAI, sta provocando conseguenze pesanti su più fronti. E tra le realtà che ne risentono maggiormente c’è proprio Disney, che su quella tecnologia aveva scommesso parecchio. Il nuovo CEO Josh D’Amaro, appena insediato alla guida del colosso dell’intrattenimento, si ritrova a dover gestire una situazione tutt’altro che semplice. Ma non è finita qui, perché nel giro di pochissimi giorni è spuntato anche un secondo problema, altrettanto significativo.
Disney aveva scelto di investire con convinzione su intelligenza artificiale e mondi virtuali. La logica era chiara: se non riesci a competere con l’AI, tanto vale farla diventare un’alleata. La collaborazione con OpenAI, costata quasi 1 miliardo di euro, prevedeva la possibilità per gli utenti di creare contenuti video tramite Sora coperti dal diritto di copyright, e soprattutto di integrarli direttamente sulla piattaforma Disney+. Un modello di intrattenimento completamente nuovo, almeno sulla carta. Lo scetticismo non era mancato fin dall’annuncio, questo va detto. Ma ora che Sora è stato chiuso, non sarà mai possibile sapere dove avrebbe portato quel percorso.
Il metaverso traballa: Epic Games taglia e Fortnite rallenta
Poi c’è la questione legata al metaverso. Apparentemente meno drammatica rispetto alla vicenda Sora, ma con fondamenta che appaiono sempre più fragili. Disney aveva stretto un accordo da 1,5 miliardi di euro con Epic Games per costruire un universo digitale persistente. Il progetto doveva svilupparsi sfruttando la base enorme di Fortnite, con aggiornamenti tematici già annunciati, tra cui contenuti legati a Star Wars all’interno del gioco.
Il problema è che Epic Games sta attraversando un momento complicato. L’azienda ha recentemente avviato una serie di licenziamenti su larga scala, un segnale inequivocabile della necessità di ridurre i costi. La crescita di Fortnite, che per anni è stata inarrestabile, sembra essere entrata in una fase discendente. E quando il motore su cui dovrebbe poggiare un’intera collaborazione strategica perde giri, tutto il resto ne risente.
Di quei contenuti a tema Disney e Star Wars annunciati per Fortnite, a quanto pare, si sono perse le tracce. A questo punto è lecito pensare che non vedranno mai la luce, o quantomeno non nella forma in cui erano stati immaginati inizialmente.
Cosa farà adesso Disney?
Disney si trova ora nella posizione di dover rivedere le proprie priorità strategiche su entrambi i fronti. Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, la domanda principale è se il gruppo deciderà di cercare un nuovo partner tecnologico. Tra i nomi che circolano con più insistenza c’è Google, che con i propri strumenti di AI generativa potrebbe rappresentare un’alternativa concreta a ciò che OpenAI avrebbe dovuto offrire. La partita, insomma, è ancora tutta aperta, ma il terreno su cui Disney aveva costruito la sua visione futura è venuto a mancare in modo piuttosto brusco.
