Il mondo dei videogiochi ha una storia fatta di successi clamorosi, ma anche di promesse mai mantenute. Tra queste, spiccano diverse console concept annunciate in pompa magna e poi sparite nel nulla, lasciando giocatori e appassionati con un pugno di mosche. Per arrivare al panorama attuale, fatto di colossi come PlayStation, Nintendo e altri protagonisti del settore, il mercato ha attraversato fasi sperimentali piuttosto turbolente. Tentativi su tentativi, errori su errori, fino a trovare quella formula che oggi sembra quasi scontata ma che, a guardarla bene, non lo è affatto.
Il percorso delle console è stato tutt’altro che lineare. Ci sono stati anni davvero bui, anzi buissimi, in cui sembrava che l’intero settore potesse implodere su sé stesso. Eppure, come spesso accade nelle industrie creative, il mercato console ha saputo rinascere dalle proprie ceneri, inaugurando un’era d’oro che ancora oggi continua a evolversi. Ma quello che spesso si dimentica è quante idee ambiziose siano rimaste sulla carta, quante piattaforme siano state presentate al pubblico senza mai raggiungere gli scaffali dei negozi.
Quando l’ambizione supera la realtà
La storia dei videogiochi è piena di progetti che, sulla carta, sembravano rivoluzionari. Console concept con specifiche tecniche futuristiche, design avveniristici e promesse di esperienze di gioco mai viste prima. Il problema, però, è che tra un annuncio roboante e la produzione in serie di un hardware c’è un abisso fatto di costi, logistica, accordi commerciali e, soprattutto, fiducia da parte dei consumatori.
Alcune di queste console sono state vittime di tempistiche sbagliate. Arrivavano troppo presto, quando il mercato non era pronto, oppure troppo tardi, quando qualcun altro aveva già occupato quello spazio. Altre sono naufragate per problemi interni alle aziende produttrici, tra ristrutturazioni societarie e cambi di strategia improvvisi. E poi c’è la categoria più affascinante: quelle piattaforme che erano semplicemente troppo ambiziose per la tecnologia disponibile in quel momento storico.
Un settore che impara dai propri fallimenti
Quello che rende interessante questa carrellata di console mai nate è che, paradossalmente, molti di quei concetti “falliti” hanno poi influenzato le generazioni successive. Idee che sembravano folli dieci o quindici anni fa si ritrovano oggi integrate nelle piattaforme di gaming più vendute al mondo. Il motion control, il gioco in streaming, la realtà virtuale integrata: sono tutti concetti che qualcuno ha provato a lanciare prematuramente, pagandone le conseguenze.
Il mercato dei videogiochi non perdona chi arriva con i tempi sbagliati, ma sa premiare chi riesce a imparare dagli errori altrui. PlayStation e Nintendo, ad esempio, hanno costruito il loro dominio anche osservando cosa non aveva funzionato per altri. Ogni console concept rimasta nel cassetto ha rappresentato, in qualche modo, un tassello di conoscenza in più per chi è venuto dopo.
