Una vicenda che ha dell’incredibile sta coinvolgendo Apple e uno sviluppatore indipendente. L’azienda di Cupertino sta infatti bloccando gli aggiornamenti della griglia delle app su App Store, contestando allo sviluppatore una somiglianza troppo marcata con Launchpad, la funzione di lancio delle applicazioni che Apple stessa ha deciso di eliminare con l’arrivo di macOS Tahoe.
La segnalazione arriva dallo sviluppatore Michael Tsai, che ha reso nota la situazione. Il punto centrale della questione è tanto semplice quanto paradossale: Apple rifiuta l’aggiornamento di un’app perché ricorda troppo una funzionalità che la stessa Apple ha scelto di rimuovere dal proprio sistema operativo. Non si tratta di una funzione attiva, in fase di sviluppo o comunque supportata. Launchpad, quel pannello a griglia che permetteva di visualizzare e organizzare le app installate sul Mac in stile iPad, non farà più parte di macOS a partire dalla prossima versione del sistema.
Griglia delle app o App Grid: cosa fa e perché Apple la considera problematica
AppGrid è un’applicazione che offre agli utenti Mac un modo alternativo per organizzare e avviare le proprie app, con un’interfaccia che richiama proprio quella griglia ordinata e intuitiva che molti apprezzavano in Launchpad. Con la rimozione di questa funzione da macOS Tahoe, diversi utenti si sono ritrovati a cercare soluzioni di terze parti per colmare il vuoto. AppGrid sembrava la risposta naturale a quel bisogno.
Eppure, il team di revisione di App Store ha deciso che la somiglianza con Launchpad rappresenta un problema sufficiente per impedire la pubblicazione degli aggiornamenti. Una decisione che ha lasciato perplessi non solo lo sviluppatore, ma anche una buona fetta della comunità di sviluppatori Mac, che si è trovata a commentare la vicenda con un misto di frustrazione e incredulità.
Il ragionamento di Apple, almeno stando a quanto emerso, sembra poggiare sulla volontà di non creare confusione tra gli utenti. Ma il fatto che la funzione originale non esista più in macOS Tahoe rende l’argomentazione piuttosto fragile. Bloccare un’app che replica qualcosa che non c’è più equivale, nei fatti, a impedire a qualcun altro di riempire un vuoto che Apple ha creato volontariamente.
Le regole di App Store e il potere discrezionale di Cupertino
La questione tocca un nervo scoperto nel rapporto tra Apple e gli sviluppatori di terze parti. Le linee guida di App Store sono da sempre oggetto di dibattito, soprattutto quando vengono applicate in modo che appare arbitrario o difficile da giustificare. Il caso di AppGrid ne è un esempio emblematico: lo sviluppatore non sta copiando una funzione attiva del sistema operativo, ma sta offrendo qualcosa che Apple ha deciso di togliere.
Questa dinamica alimenta un problema più ampio. Chi sviluppa per la piattaforma Mac si trova costantemente a fare i conti con regole che possono cambiare o essere interpretate in modo imprevedibile, rendendo difficile pianificare il futuro di un prodotto. AppGrid, nel suo piccolo, racconta esattamente questa tensione.
