Chi usa le piattaforme di streaming musicale sa bene quanto l’algoritmo conti nella scoperta di nuova musica. Spesso ci si ritrova intrappolati in una bolla di gusti sempre uguali, e uscirne richiede un po’ di astuzia. Ma ora Spotify ha deciso di affrontare la questione da un’angolazione diversa, lanciando una funzione chiamata SongDNA. Il nome non è casuale: questa novità scava letteralmente nel DNA di un brano, mostrando le persone e le connessioni creative che si nascondono dietro ogni traccia.
SongDNA si presenta come una scheda all’interno della vista “In riproduzione”. Basta toccarla per accedere a una serie di informazioni legate al brano in ascolto: autori, produttori, collaboratori. Fin qui potrebbe sembrare una semplice pagina di crediti, ma c’è di più. Secondo quanto comunicato da Spotify nel proprio blog ufficiale, la scheda SongDNA mostra anche i campionamenti e le interpolazioni che hanno contribuito a definire il suono del brano, oltre alle cover che ha ispirato nel tempo. Ed è qui che la cosa si fa davvero interessante per chi ama perdersi tra le connessioni musicali.
Come funziona e cosa si può scoprire
Usare SongDNA è piuttosto semplice. Si riproduce un brano, si apre la schermata di riproduzione e si scorre verso il basso fino a trovare la scheda in versione beta. Da lì si apre un piccolo universo: toccando il nome di un qualsiasi artista coinvolto nella produzione, è possibile esplorare altri brani realizzati da quella stessa persona. La funzione evidenzia anche quale collaborazione ha funzionato meglio per un determinato artista, e quante canzoni sono nate da quel sodalizio creativo. Un modo intelligente per trasformare l’ascolto passivo in qualcosa di più attivo e consapevole.
Spotify descrive tutto questo come una “nuova dimensione” nella scoperta musicale, capace di trasformare ogni canzone in un’esperienza esplorativa. Parole un po’ ambiziose, certo. Ma il concetto di fondo è solido: invece di affidarsi solo all’algoritmo per ricevere suggerimenti, con SongDNA l’utente può seguire i fili creativi che collegano un brano all’altro, scoprendo produttori o autori di cui magari non aveva mai sentito parlare.
Disponibilità e limiti della versione beta
Trattandosi di una funzione in beta, qualche imperfezione è da mettere in conto. Non sempre potrebbe funzionare alla perfezione o essere disponibile per ogni singolo brano. Detto questo, nei test effettuati su dispositivi reali il comportamento è risultato fluido e senza particolari intoppi. Non serve essere iscritti a programmi di test per provarla: SongDNA è accessibile agli utenti Spotify Premium su iOS e Android in tutto il mondo. Chi non dovesse ancora vederla nel proprio account può aspettare la fine di aprile, quando il rollout dovrebbe completarsi per tutti gli abbonati Premium.
