I progetti 5G DAS tornano al centro della scena dopo l’annuncio del Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha ufficializzato la graduatoria di merito legata all’Avviso pubblico per lo sviluppo di infrastrutture Distributed Antenna System in contesti di primario interesse pubblico. Dodici progetti sono stati giudicati idonei e quindi ammessi al finanziamento. Un passaggio che segna un momento importante per la diffusione della connettività avanzata in luoghi strategici del Paese.
Il cuore di questa iniziativa ruota attorno alla necessità di portare copertura 5G capillare e affidabile in ambienti dove le reti tradizionali spesso faticano a garantire prestazioni adeguate. Parliamo di strutture come università, ospedali e porti. Insomma contesti dove la densità di utenti, la conformazione degli edifici o la presenza di interferenze rendono complicato offrire un segnale stabile e performante. Le antenne distribuite, il cuore della tecnologia DAS, risolvono esattamente questo tipo di problema. Invece di affidarsi a poche grandi antenne esterne, il segnale viene redistribuito attraverso una rete di piccoli nodi posizionati in modo strategico all’interno o nelle vicinanze delle strutture interessate.
Come funzionano i progetti 5G DAS e perché contano
Quello che rende particolarmente rilevante questa tornata di finanziamenti è il fatto che non si tratta di interventi generici di potenziamento della rete mobile. Ogni progetto approvato risponde a esigenze specifiche legate a settori dove la connettività non è un lusso ma uno strumento operativo. In ambito sanitario, per esempio, una rete 5G indoor robusta può abilitare servizi di telemedicina avanzata, monitoraggio remoto dei pazienti e gestione in tempo reale dei dati clinici. Nelle università, la copertura capillare supporta la didattica digitale, i laboratori connessi e la ricerca che richiede trasferimenti di dati massicci. Nei porti, invece, il 5G DAS può fare la differenza nella logistica, nella sicurezza e nell’automazione delle operazioni.
Il Dipartimento per la Trasformazione Digitale ha selezionato i dodici progetti sulla base di criteri di merito, valutando aspetti come la fattibilità tecnica, l’impatto sul territorio e la capacità di generare benefici concreti per la collettività. L’Avviso si inserisce nel quadro più ampio delle politiche nazionali per la digitalizzazione delle infrastrutture pubbliche. Un percorso che negli ultimi anni ha visto un’accelerazione significativa anche grazie alle risorse europee.
Un passo avanti per la copertura indoor 5G in Italia
Va detto che la tecnologia DAS non è una novità assoluta: viene già utilizzata in stadi, aeroporti e centri congressi di mezzo mondo. La differenza, in questo caso, sta nell’approccio istituzionale. Il fatto che sia lo Stato a finanziare direttamente queste installazioni in strutture pubbliche rappresenta un segnale forte sulla direzione che il Paese intende prendere. I progetti 5G DAS approvati coprono aree geografiche diverse e coinvolgono realtà eterogenee, dal grande polo universitario al presidio ospedaliero fino alle infrastrutture portuali. Dodici interventi che, una volta realizzati, potrebbero diventare modelli replicabili su scala più ampia, aprendo la strada a futuri bandi con ambiti di applicazione ancora più estesi.
