Capita a tutti di aprire una pagina su Wikipedia per una curiosità veloce e ritrovarsi, mezz’ora dopo, a leggere articoli su tutt’altro. Ecco, Spotify ha deciso di replicare quella stessa dinamica nel mondo della musica con una novità piuttosto interessante. Si chiama SongDNA ed è una funzione pensata per mostrare le relazioni nascoste tra brani, artisti, produttori e generi diversi. È stata annunciata il 24 marzo 2026 come funzione in beta disponibile nell’app mobile di Spotify.
Il concetto alla base è semplice ma efficace: mentre si ascolta un brano, sotto il player apparirà una scheda dedicata a SongDNA. Toccandola, si apre un piccolo universo fatto di informazioni che normalmente restano invisibili. Verranno mostrate informazioni in modo interattivo in base all’autore del pezzo, al produttore, a campionamenti e interpolazioni e a molto altro ancora. Verranno mostrate anche le altre cover che quel brano ha ispirato nel tempo.
Come funziona SongDNA e perché cambia il modo di scoprire musica

La cosa davvero interessante è che SongDNA non si ferma alla superficie. Da ogni collaboratore o artista collegato si può proseguire l’esplorazione, scoprendo a propria volta con chi ha lavorato quella persona, quali altri progetti ha realizzato e come si intrecciano epoche, stili e generi musicali differenti. È un po’ come seguire un filo rosso che attraversa decenni di musica, saltando da un nome all’altro senza soluzione di continuità.
Per accedere a SongDNA basta aprire la vista “In riproduzione” mentre si ascolta un brano nell’app mobile di Spotify, scorrere verso il basso e cercare la scheda dedicata sui brani supportati. Da lì parte il viaggio: si toccano i nomi dei collaboratori, si esplorano i campionamenti, le interpolazioni e le cover, e si seguono i collegamenti verso nuove scoperte.
La funzione ha iniziato il rilascio graduale a partire dal 24 marzo 2026 ed è riservata agli abbonati Spotify Premium, sia su iOS che su Android. Chi non la vede subito non deve preoccuparsi: Spotify ha confermato che il rollout proseguirà per tutto il mese di aprile, quindi è questione di pazienza.
