Leonid Radvinsky, il miliardario proprietario di OnlyFans, è morto all’età di 43 anni. Secondo una dichiarazione ufficiale della piattaforma, riportata da Forbes, Radvinsky si è spento “serenamente dopo una lunga battaglia contro il cancro”. Nato in Ucraina, era cresciuto a Chicago e aveva costruito nel tempo un impero digitale che lo aveva reso uno degli imprenditori più ricchi e discussi del settore dell’intrattenimento per adulti.
Radvinsky non aveva creato OnlyFans. Lo aveva acquistato nel 2018, eppure viene considerato la persona che ha trasformato quello che era un sito di nicchia in una piattaforma colossale. Un colosso talmente redditizio che, secondo alcuni report, nel 2024 Radvinsky guadagnava personalmente quasi 2 milioni di euro al giorno. Al momento della sua morte, il suo patrimonio netto aveva raggiunto circa 4,4 miliardi di euro, più del doppio rispetto al 2021.
“Siamo profondamente addolorati nell’annunciare la morte di Leo Radvinsky”, ha dichiarato un portavoce di OnlyFans a Variety il 23 marzo 2026.
La trattativa da miliardi e il passato controverso
Stando a quanto emerso, Radvinsky era in trattativa per vendere OnlyFans in un accordo dal valore stimato di circa 7,5 miliardi di euro. Da tempo circolava la voce che avesse acquistato la quota di controllo della piattaforma per circa 28 milioni di euro nel 2018, ma la cifra non è mai stata confermata ufficialmente.
Radvinsky era noto per la sua riservatezza quasi ossessiva: evitava le interviste e raramente compariva in pubblico. Questo però non ha impedito che la sua storia venisse passata al setaccio. E non tutto quello che è emerso era lusinghiero.
La sua fortuna era iniziata con siti ben più controversi di OnlyFans. Nel 2004, quando era ancora al college, aveva fondato MyFreeCams, una piattaforma simile che nel corso degli anni è stata coinvolta in numerosi scandali. Aveva anche creato un sito chiamato Cybertania, che forniva link a vari portali pornografici. Alcuni di questi link sostenevano di indirizzare gli utenti verso contenuti illegali che coinvolgevano minori e animali. Forbes aveva condotto un’indagine approfondita scoprendo che quei link non portavano effettivamente ai contenuti incriminati, ma è comunque probabile che Radvinsky e la piattaforma abbiano guadagnato spingendo le persone a cliccarci sopra.
Cause legali e domini sospetti
I registri pubblici indicano che Radvinsky ha detenuto nomi di dominio come “websyoungest.com” e “aretheylegal.com” fino al 2014. Non è attualmente noto quali contenuti ospitassero quei siti.
Il proprietario di OnlyFans è stato anche citato in giudizio più volte: dalle accuse di spam agli utenti fino alla presunta imitazione di grandi aziende come Microsoft e Amazon per dirottare traffico verso i suoi siti pornografici. Tutte queste cause sono state risolte in via extragiudiziale, con accordi economici mai resi pubblici.
