E se un giorno doveste ritrovarvi ad essere serviti al McDonald’s da robot umanoidi? Sappiate che non è fantascienza e neanche un trailer di qualche serie distopica su Netflix. Sta succedendo davvero, e sta succedendo a Shanghai, dentro uno dei ristoranti più riconoscibili del pianeta. Chi frequenta la Cina per motivi professionali sa bene che la robotica è ormai parte del paesaggio urbano, eppure trovare un robot al bancone di McDonald’s è qualcosa che segna un passaggio ulteriore, concreto, difficile da ignorare.
Come funziona il test nel McDonald’s di Shanghai
Il progetto pilota è partito in un punto vendita McDonald’s di Shanghai, dove accanto ai dipendenti in carne e ossa lavorano adesso dei robot umanoidi sviluppati da Keenon Robotics, azienda cinese specializzata in automazione per il settore della ristorazione e dell’ospitalità. Questi robot non si limitano a portare vassoi da un punto all’altro del locale. Sono in grado di interagire con i clienti, gestire alcune fasi del servizio e persino servire i pasti direttamente al tavolo. Il tutto con movimenti fluidi e una capacità di orientamento nello spazio che, a quanto emerge, non crea particolari intoppi nel flusso di lavoro del ristorante.
La cosa interessante è che non si tratta di semplici macchinari su ruote con un vassoio sopra, quelli li abbiamo già visti in decine di ristoranti asiatici. Qui parliamo di robot con sembianze umanoidi, progettati per occupare fisicamente lo spazio che normalmente spetta a un lavoratore. Questo cambia parecchio la percezione, sia per chi entra nel locale sia per chi ci lavora ogni giorno.
Perché McDonald’s ha scelto i robot umanoidi
La scelta di McDonald’s di avviare questo test non nasce dal nulla. La catena americana ha investito negli ultimi anni cifre enormi in automazione e digitalizzazione, dai chioschi per le ordinazioni self service fino ai sistemi di intelligenza artificiale per il drive through. Il passo verso i robot umanoidi da McDonald’s, almeno in un mercato tecnologicamente aggressivo come quello cinese, era quasi inevitabile.
Keenon Robotics, dal canto suo, non è una startup improvvisata. L’azienda ha già piazzato migliaia di dispositivi in ristoranti, hotel e strutture sanitarie in tutta la Cina e in diversi altri Paesi. I suoi robot sono pensati per affiancare il personale umano, non per sostituirlo del tutto, almeno questa è la narrazione ufficiale. Il punto, però, è che ogni volta che un robot umanoide entra in un ambiente di lavoro, la domanda sulla sostituzione dei lavoratori diventa inevitabile.
Per ora il progetto resta confinato a Shanghai e ha tutte le caratteristiche di un test su scala ridotta. Non è chiaro se McDonald’s abbia intenzione di estendere l’esperimento ad altri locali in Cina o, ancora più in là, in mercati occidentali.



