Più tecnologia significa più comodità, ma anche più vulnerabilità. Lo sa bene Intoxalock, azienda americana nota per i suoi etilometri installati direttamente nelle auto, finita al centro di un attacco informatico che ha provocato disagi molto concreti a migliaia di automobilisti negli Stati Uniti. I dispositivi prodotti da Intoxalock, obbligatori per legge in diversi stati americani, funzionano in modo semplice: richiedono un test alcolemico prima di consentire l’avviamento del motore, essendo collegati al sistema di accensione del veicolo. Un meccanismo pensato per la sicurezza stradale, che però si è trasformato in un incubo quando i sistemi aziendali hanno smesso di funzionare.
Etilometri fuori uso e auto che non partono
Intoxalock non ha fornito troppi dettagli su cosa sia successo esattamente, ma ha ammesso di aver dovuto spegnere parte dei propri sistemi per precauzione. Una mossa comprensibile, certo, ma con effetti immediati piuttosto pesanti. Alcuni etilometri non potevano più essere calibrati, e senza calibrazione regolare questi dispositivi smettono semplicemente di funzionare. Il risultato? Auto che non partono, punto.
I primi segnali sono emersi il 14 marzo, quando diversi conducenti hanno iniziato a segnalare malfunzionamenti. Solo dopo qualche giorno è arrivata la conferma ufficiale di un cosiddetto “evento di cybersecurity“, senza ulteriori chiarimenti. Nessuno ha ancora spiegato se si sia trattato di un ransomware o di una violazione dei dati. Il punto interrogativo resta.
Nel frattempo, su Reddit e altri social, sono comparse testimonianze piuttosto eloquenti. Qualcuno ha scoperto il problema nel cuore della notte, trovando il veicolo completamente bloccato senza alcun preavviso. Altri hanno dovuto arrangiarsi con corse in Uber per andare al lavoro, annullare viaggi, cambiare tutti i programmi. Una persona ha raccontato di essere rimasta bloccata a Houston senza possibilità di tornare a Dallas. Situazioni diverse, stesso identico risultato: la tecnologia che dovrebbe garantire sicurezza si è trasformata per qualche giorno in un limite molto tangibile.
Il ripristino dei servizi e i rimborsi promessi da Intoxalock
Il 18 marzo Intoxalock ha riconosciuto ufficialmente che alcune calibrazioni erano saltate proprio a causa dell’incidente informatico. L’azienda ha cercato di gestire l’emergenza promettendo il rimborso delle spese di traino sostenute dai clienti e invitando tutti a contattare il supporto per ricevere aggiornamenti sulla situazione. Gli appuntamenti per le nuove installazioni sono stati sospesi temporaneamente, una pausa che inizialmente doveva durare poco ma che è stata poi estesa fino al 22 marzo.
Solo a quella data è arrivata la conferma che tutti i sistemi erano stati ripristinati e che servizi e installazioni erano tornati pienamente operativi. Gli etilometri Intoxalock hanno ricominciato a funzionare regolarmente, e i conducenti hanno potuto riprendere a usare le proprie auto senza intoppi. L’azienda non ha però ancora chiarito la natura precisa dell’attacco informatico subito, né ha comunicato se siano stati compromessi dati personali degli utenti.
