La competizione tra i motori grafici proprietari dei grandi publisher non accenna a rallentare, e l’ultima mossa arriva proprio da Ubisoft. Il suo Anvil Engine, il motore che ha dato vita agli ultimi capitoli di Assassin’s Creed e Far Cry, fa un passo avanti significativo con l’introduzione dei Micropoligoni. Si tratta di una funzionalità che punta a competere direttamente con Nanite, la celebre tecnologia di gestione geometrica sviluppata da Epic Games per Unreal Engine 5.
Per chi non mastica rendering in tempo reale, vale la pena spiegare di cosa si parla. Nanite è un sistema che permette di gestire una quantità enorme di poligoni sullo schermo senza far collassare le prestazioni. In pratica, consente agli sviluppatori di usare modelli 3D incredibilmente dettagliati, perché il motore stesso decide in automatico quanti poligoni mostrare in base alla distanza della telecamera e alla porzione di schermo occupata dall’oggetto. Niente più livelli di dettaglio creati a mano, niente compromessi visivi evidenti. Ecco, i Micropoligoni di Anvil Engine fanno qualcosa di molto simile.
Cosa cambia per i giochi Ubisoft con i Micropoligoni
L’introduzione dei Micropoligoni dentro Anvil Engine rappresenta un upgrade tecnico notevole per gli studi interni di Ubisoft. Fino a oggi, il motore aveva dimostrato grandi capacità nella gestione di mondi aperti vastissimi, ma la densità geometrica delle scene era comunque vincolata ai metodi tradizionali di level of detail (LOD). Con questa nuova tecnologia, gli artisti potranno lavorare con asset molto più complessi fin dalle prime fasi di sviluppo, senza doversi preoccupare troppo dell’ottimizzazione manuale dei modelli.
È una questione che tocca sia la qualità visiva sia la velocità di produzione. Quando un motore grafico riesce a semplificare il flusso di lavoro sugli asset 3D, i team risparmiano tempo e risorse che possono essere reinvestiti altrove. E per un publisher delle dimensioni di Ubisoft, che gestisce decine di progetti in contemporanea su scala globale, non è un dettaglio trascurabile.
Anvil Engine e la sfida con Unreal Engine 5
La scelta di sviluppare internamente una soluzione paragonabile a Nanite dice molto sulla direzione che Ubisoft vuole prendere. Mentre diversi studi nel settore hanno progressivamente abbandonato i motori proprietari per adottare Unreal Engine, il publisher francese continua a investire su Anvil Engine. Mantenere un motore grafico interno significa avere il controllo totale sulla pipeline tecnologica, poter personalizzare ogni aspetto del rendering e, soprattutto, non dipendere da licenze esterne o dalle tempistiche di aggiornamento di terze parti.
I Micropoligoni di Anvil Engine non sono ancora stati mostrati in azione su un titolo specifico annunciato, ma la loro integrazione lascia intendere che i prossimi giochi Ubisoft basati su questo motore potrebbero mostrare un salto qualitativo tangibile nella resa delle geometrie ambientali. Superfici rocciose, vegetazione fitta, architetture elaborate: tutto potrebbe beneficiare di un livello di dettaglio finora riservato ai motori di ultima generazione come Unreal Engine 5 con Nanite attivo.
