Le nuove AirPods Max 2 stanno facendo discutere, ma non tanto per quello che portano di nuovo quanto per quello che, a ben guardare, manca. Il secondo modello delle cuffie over ear di Apple è stato presentato con un certo clamore, eppure dal punto di vista strettamente tecnico le sorprese sono davvero poche. Ed è proprio su questo punto che vale la pena soffermarsi, perché dietro il lancio sembra esserci una logica ben precisa che ha poco a che fare con l’innovazione e molto con il marketing.
A mettere nero su bianco questa sensazione è stato Mark Gurman, il popolare giornalista di Bloomberg, che nell’ultimo numero della sua newsletter Power On ha offerto una lettura piuttosto lucida della situazione. Secondo Gurman, Apple con questo aggiornamento avrebbe scelto deliberatamente di puntare sulla percezione di novità piuttosto che su un reale salto generazionale. Una mossa che, tradotta in parole semplici, significa stimolare le vendite senza investire troppo in ricerca e sviluppo su questo prodotto specifico.
Cosa cambia davvero nelle nuove cuffie Apple
Le novità tecniche di AirPods Max 2 sono state già ampiamente analizzate, e il quadro che emerge non è esattamente entusiasmante per chi sperava in una rivoluzione. Il chip aggiornato, qualche miglioramento sul fronte della cancellazione attiva del rumore e il passaggio alla porta USB C rappresentano le differenze più evidenti rispetto al modello precedente. Tutto qui, o quasi. Per un prodotto che in Italia viene venduto a un prezzo che sfiora i 600 euro, le aspettative erano comprensibilmente più alte.
Il punto sollevato da Gurman nella sua newsletter è che Apple conosce perfettamente il peso del proprio brand e sa che basta un refresh, anche minimo, per generare un nuovo ciclo di attenzione mediatica e di acquisti. AirPods Max 2 ne è la dimostrazione plastica: il nome cambia, la confezione cambia, qualche specifica migliora, ma la sostanza resta molto vicina a quella del modello originale lanciato ormai diversi anni fa.
La strategia dietro il lancio secondo Gurman
Quello che emerge dalla riflessione di Gurman è che Apple non considera le cuffie over ear una priorità in termini di innovazione. Il mercato degli AirPods nel suo complesso genera numeri enormi, ma la vera spinta arriva dai modelli in ear, non dalle Max. E allora perché lanciare un aggiornamento? Perché anche un prodotto con poche novità, se porta il logo Apple e il nome AirPods Max, riesce a catalizzare l’interesse di una fetta di pubblico disposta a spendere cifre importanti.
