Un impulso radio captato dallo spazio profondo sta mettendo in crisi le certezze della comunità scientifica. Si chiama ASKAP J142431.2-612611, ed è un segnale che non somiglia a nulla di già catalogato. Otto giorni di monitoraggio continuo non sono bastati a inquadrarlo in nessuna categoria nota, e gli astrofisici che lo stanno studiando ammettono candidamente di trovarsi davanti a qualcosa di inedito.
Il segnale è stato intercettato grazie al radiotelescopio ASKAP, uno degli strumenti più potenti al mondo per la radioastronomia, situato in Australia occidentale. La particolarità di ASKAP J142431.2-612611 non sta solo nella sua durata anomala, ma nel comportamento complessivo: l’impulso mostra caratteristiche che non corrispondono a quelle di nessun oggetto compatto conosciuto. Non è una pulsar classica, non è un magnetar nel senso tradizionale del termine, e nemmeno rientra tra i cosiddetti transienti radio già documentati nella letteratura scientifica.
Un segnale radio diverso da tutto il resto
Quando si parla di segnali radio provenienti dallo spazio, di solito si riesce a ricondurli a fenomeni ben precisi. Le pulsar emettono impulsi regolari come orologi cosmici. I magnetar producono burst intensi ma riconoscibili. I fast radio burst durano millisecondi e poi spariscono. ASKAP J142431.2-612611 invece fa un po’ di testa propria: il suo schema di emissione non rispetta nessuna di queste regole, e per giunta si è mantenuto attivo per un periodo insolitamente lungo.
Otto giorni di osservazione ininterrotta hanno permesso di raccogliere una mole significativa di dati, eppure il quadro resta confuso. Il segnale presenta variazioni di intensità e periodicità che sembrano sfidare le leggi astronomiche attualmente accettate per descrivere gli oggetti compatti. Gli esperti coinvolti nello studio hanno dichiarato di essere rimasti sorpresi dalla natura dell’emissione, che potrebbe richiedere nuovi modelli teorici per essere spiegata.
Cosa potrebbe nascondersi dietro ASKAP J142431.2-612611
Le ipotesi sul tavolo sono diverse ma nessuna, al momento, convince fino in fondo. Potrebbe trattarsi di una nuova classe di sorgente radio ancora sconosciuta, oppure di un oggetto già noto che si comporta in modo completamente inatteso a causa di condizioni ambientali particolari. Qualcuno nella comunità scientifica ha anche avanzato l’idea che possa essere un sistema binario molto peculiare, dove l’interazione tra due corpi celesti genera emissioni radio con caratteristiche mai osservate prima.
