OpenAI ha deciso di andare controcorrente. Mentre praticamente tutti i colossi tecnologici sfoltiscono gli organici a ritmo serrato, la società dietro ChatGPT punta a raddoppiare quasi i propri dipendenti entro la fine del 2026. Stando a quanto riportato dal Financial Times, il piano prevede di passare dagli attuali 4.500 addetti a circa 8.000, con assunzioni distribuite nei prossimi mesi.
Il contesto rende questa mossa ancora più sorprendente. HP ha annunciato fino a 6.000 licenziamenti previsti entro il 2028. Amazon ha appena eliminato 16.000 posizioni amministrative. Meta starebbe valutando di tagliare fino al 20% della forza lavoro, qualcosa come 15.800 posti. E Microsoft, l’anno scorso, ha lasciato a casa 9.000 persone. Il filo conduttore di tutti questi piani sociali è sempre lo stesso: l’intelligenza artificiale. I grandi gruppi tech investono cifre enormi nei datacenter e nelle infrastrutture IA, riducendo parallelamente il bisogno di risorse umane. OpenAI, però, fa esattamente il contrario.
La sfida con Anthropic dietro il piano assunzioni
Le nuove figure professionali andranno a rafforzare diversi reparti: sviluppo prodotto, ingegneria, ricerca e vendite. Non si tratta quindi solo di potenziare il cuore tecnico dell’azienda. OpenAI vuole anche portare a bordo esperti capaci di aiutare le imprese a integrare soluzioni di intelligenza artificiale nei loro sistemi aziendali. Una mossa che ha un destinatario ben preciso: Anthropic, con il suo chatbot Claude.
Secondo l’AI Index della fintech Ramp, le aziende che acquistano strumenti IA per la prima volta oggi hanno il 70% di probabilità in più di scegliere Anthropic rispetto a OpenAI. Un dato che evidentemente ha fatto scattare l’allarme nella sede di Sam Altman. La concorrenza di Claude, insomma, non è più una questione teorica ma un problema concreto di quote di mercato.
Meno dispersione, più focus sul software e sul business
La risposta di OpenAI non si limita alle assunzioni. La società ha avviato un vero e proprio cambio di strategia. Dopo essersi sparsa tra il browser Atlas, il generatore video Sora, la pubblicità, i gadget IA e una serie di progetti paralleli, la direzione ora è chiara: rallentare sulle iniziative secondarie e concentrare tutto sullo sviluppo software e sugli usi professionali. Esattamente i due ambiti dove Anthropic ha guadagnato terreno, grazie a un approccio sempre più mirato.
Fidji Simo, responsabile delle applicazioni di OpenAI, lo ha detto chiaramente ai team interni, come riportato dal Wall Street Journal: non possono permettersi di farsi distrarre da progetti marginali. La priorità è migliorare la produttività in generale e, soprattutto, quella sul fronte business. In quest’ottica, OpenAI prevede anche di fondere ChatGPT, Atlas e Codex in un’unica applicazione desktop. Tutti questi sforzi hanno anche un altro obiettivo meno evidente ma altrettanto importante. OpenAI, valutata circa 670 miliardi di euro, sta preparando il terreno per una possibile quotazione in Borsa. Per arrivarci nelle condizioni migliori, la società sta cercando di razionalizzare prodotti e costi, così da rassicurare gli investitori sulla solidità e la sostenibilità del modello di business.
