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Nothing Phone (4a) Pro contro Phone (4a): chi deve comprare cosa? | CONFRONTO

Confronto dettagliato tra Nothing Phone (4a) e Nothing Phone (4a) Pro. Differenze su Snapdragon, display 144Hz, fotocamera periscopica 3.5x e prezzo.

scritto da Manuel De Pandis 23/03/2026 0 commenti 18 Minuti lettura
copertina confronto Nothing Phone (4a) Pro vs Phone (4a)
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Quando un brand aggiunge “Pro” al nome di uno smartphone medio gamma, la domanda è sempre la stessa: cambia davvero qualcosa o è solo un modo per alzare il prezzo? Nel caso di Nothing Phone (4a) e Nothing Phone (4a) Pro la differenza non è solo nominale. I due dispositivi condividono filosofia, design e software, ma divergono in punti chiave che incidono sull’esperienza reale. Li ho analizzati guardando non solo la scheda tecnica, ma soprattutto cosa cambia nell’uso quotidiano.

Nothing Phone (4a) - Tripla Fotocamera 50MP, Ultra Zoom 70x, Smartphone Trasparente, Batteria Lunga Durata, Ricarica Rapida 50W, AMOLED 120Hz, Glyph Bar, 12GB+256GB - Bianco
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    Sommario

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    • Introduzione
    • Unboxing
    • Materiali, costruzione e design
    • Specifiche tecniche
    • Display
    • Prestazioni e autonomia
    • Test
    • Approfondimenti
      • Il sistema Glyph: due filosofie a confronto
      • Fotocamere in dettaglio
      • Software e Nothing OS 4.1
      • Gaming e multimedia
      • Connettività, sicurezza e audio
      • Batteria e gestione energetica
    • Funzionalità
    • Pregi e difetti
    • Prezzo
    • Conclusioni
      • La Nostra Valutazione

    Introduzione

    Quando Nothing ha deciso di non lanciare un flagship nel 2026, la pressione sull’intera serie 4a è diventata inevitabilmente più alta. L’azienda londinese ha puntato tutto su questi due dispositivi per mantenere la propria rilevanza in un mercato sempre più affollato di proposte aggressive, e la scelta è tutt’altro che scontata: rinunciare a un top di gamma significa concentrare l’identità del brand su dispositivi che devono essere abbastanza convincenti da non far rimpiangere qualcosa di più costoso.

    Ho avuto la possibilità di usare entrambi per diverse settimane, alternandoli nella tasca dei jeans e nella quotidianità, e la domanda che mi sono posto non era tanto “quale dei due è meglio” quanto piuttosto “qual è quello giusto per chi”. Perché la risposta non è banale, né scontata nel modo in cui ci si aspetterebbe.

    I due smartphone condividono la stessa piattaforma software, una filosofia estetica riconoscibile e persino la stessa capacità della batteria. Ma le differenze che li separano — corpo in alluminio unibody contro telaio in materiale polimerico, sistema Glyph Matrix contro Glyph Bar, teleobiettivo periscopico contro ottica tradizionale — finiscono per disegnare due esperienze d’uso piuttosto distinte, destinate a profili di utente con priorità ben diverse.

    Il modello base porta avanti l’eredità della serie A con coerenza: prezzo contenuto, software curato, fotografia competente per la fascia. Il Pro è invece il tentativo di Nothing di dimostrare che si può realizzare un medio-alto di qualità senza necessariamente arrivare alle cifre dei flagship Android. Centotrenta euro li separano nella configurazione d’ingresso — una differenza che, a seconda di cosa si cerca, può sembrare marginale o decisiva.

    In questo confronto ho cercato di capire se il sovrapprezzo del Pro sia giustificato da differenze concrete nell’uso quotidiano, o se si tratti di miglioramenti apprezzabili solo su carta. Ho testato le fotocamere nelle stesse condizioni di luce, ho usato entrambi i dispositivi per sessioni di gioco prolungate, ho confrontato la qualità costruttiva toccandoli e portandoli per ore ogni giorno. Quello che segue non è una raccolta di specifiche — per quelle basta una ricerca online — ma un tentativo di rispondere alla domanda concreta: a chi va il 4a, e a chi conviene spendere di più per il Pro?

    Unboxing

    La prima differenza tra i due si percepisce ancora prima di accendere i dispositivi: le confezioni sono diverse nel linguaggio visivo. Quella del modello standard riprende il minimalismo tipico di Nothing, con la grafica essenziale e il fondo bianco che ormai identificano il brand anche sugli scaffali dei negozi fisici. La confezione del Pro ha un’impostazione leggermente più sobria e più “seria” nel modo in cui presenta il prodotto — come se anche il packaging volesse comunicare un cambio di categoria, senza eccedere nel lusso del tutto inutile.

    All’interno di entrambe le scatole si trovano un cavo USB-C e la documentazione minima. Come da tradizione consolidata in Nothing, nessun caricabatterie incluso nella confezione. Una scelta che si può condividere o meno sul piano ambientale, ma che nella pratica significa che chi non ha già a disposizione un alimentatore compatibile con la ricarica rapida a 50W dovrà mettere in conto una spesa aggiuntiva. Non è una somma enorme, ma è un dettaglio che vale la pena considerare nel budget complessivo, specialmente sulla versione base dove ogni euro conta.

    Il dispositivo è avvolto in una pellicola protettiva sottile, e la sensazione di toglierla per la prima volta è già diversa nei due casi. Il Pro ha un peso e una solidità immediatamente percepibili, il corpo in alluminio trasmette una materialità che il modello base non offre. Quest’ultimo è più leggero, più facile da tenere in mano a lungo, e ha una texture sul telaio che non è sgradevole — ma è praticamente impossibile non notare la differenza qualitativa al tatto mettendoli uno accanto all’altro.

    Un dettaglio che vale la pena correggere rispetto a quanto spesso si legge: entrambi i modelli includono la protezione in vetro Gorilla Glass 7i sul display, non solo il Pro. Il modulo fotocamera trasparente sul retro caratterizza entrambi, ma è declinato in forme diverse: circolare con la Glyph Matrix sul Pro, più lineare con la Glyph Bar sul modello standard. Una differenza che non è solo estetica, come si vedrà nei paragrafi successivi.

    I colori disponibili differiscono tra i due: il modello base viene proposto in bianco, nero e verde, mentre il Pro arriva in nero, argento e un rosa tenue molto controllato — probabilmente una delle esecuzioni cromatiche più riuscite sul segmento, capace di risultare distintivo senza scadere nell’appariscente.

    Materiali, costruzione e design

    La discontinuità di design rispetto alla generazione precedente è evidente su entrambi i modelli, ma è il Pro che porta la novità strutturale più radicale: un corpo in alluminio a blocco unico, senza pannello posteriore in vetro. È il primo smartphone della serie A di Nothing a ricevere questa costruzione, e le conseguenze sono concrete e percepibili. Il grip è più freddo al tatto — un dettaglio sensoriale che nelle prime ore fa un effetto quasi sorprendente dopo anni di dorsi in vetro. La rigidità è superiore, e il profilo laterale — 163,7 × 76,6 × 7,95 mm con 210 grammi di peso — comunica fisicamente una presenza diversa rispetto a ciò che si è abituati a trovare in questa fascia.

    Il rovescio della medaglia è l’assenza di ricarica wireless. Il corpo in alluminio unibody, per quanto piacevole da tenere in mano, non è fisicamente compatibile con la ricarica Qi — una limitazione che nelle prove quotidiane si sente, soprattutto per chi è abituato ai pad di ricarica sul comodino o in auto. Nothing ha fatto una scelta precisa e consapevole: privilegiare il design premium sulla comodità wireless. È una decisione legittima, ma è bene sapere cosa si lascia sul tavolo prima di acquistare.

    Nothing Phone (4a) Pro vs Phone (4a)

    Nothing Phone (4a) Pro vs Phone (4a)

    Il modello standard ha dimensioni leggermente più compatte — 6,78 pollici di diagonale, 8,6 mm di spessore, 204,5 grammi — con un telaio in materiale polimerico che risulta più neutro al tatto ma decisamente più ergonomico per un utilizzo prolungato a una mano. Non è uno smartphone che sembra economico, ma la differenza rispetto al corpo in metallo del Pro si percepisce immediatamente affiancandoli.

    Su entrambi i dispositivi è stata rivista la posizione dei tasti rispetto alla generazione precedente: volume e accensione si trovano ora sul lato destro, mentre il tasto Essential — caratteristica distintiva della serie — è stato portato sul bordo sinistro. Una modifica apparentemente minore che nelle prime ore d’uso si rivela significativa: si preme molto meno per sbaglio il tasto funzione mentre si regola il volume, il che riduce sensibilmente le attivazioni accidentali che erano una delle lamentele più comuni sulle versioni precedenti.

    La certificazione IP65 garantisce resistenza alla polvere e ai getti d’acqua su entrambi i modelli — un livello di protezione adeguato per l’uso quotidiano in condizioni normali, anche se non copre immersioni prolungate.

    Specifiche tecniche

    CaratteristicaNothing Phone (4a)Nothing Phone (4a) Pro
    Display6,78″ AMOLED, 1224×2720, 120 Hz6,83″ AMOLED, 1260×2800, 144 Hz, 5000 nit
    Densità pixel~395 ppi~440 ppi
    Protezione vetroGorilla Glass 7iGorilla Glass 7i
    ChipsetSnapdragon 7s Gen 4Snapdragon 7 Gen 4 (4nm TSMC, fino a 2,8 GHz)
    GPUAdreno 710Adreno 722
    RAM / Storage8/12 GB LPDDR5X · 128/256 GB UFS 3.18/12 GB LPDDR5X · 128/256 GB UFS 3.1
    Camera principale50 MP, f/1.88, OIS50 MP Sony LYT-700C, f/1.88, OIS, 1/1,56″
    Ultra-grandangolare8 MP, 120°8 MP Sony, 120°, f/2.2
    Teleobiettivo50 MP, 3.5x ottico (standard)50 MP periscopico, 3.5x ottico / 7x lossless / 140x ibrido, f/2.9
    Camera frontale32 MP32 MP, f/2.2
    Video4K 30fps, 1080p 60fps4K 30fps, 1080p 60fps, Ultra XDR, Dolby Vision
    Batteria5.080 mAh, 50W cablato5.080 mAh, 50W cablato
    Ricarica wirelessNoNo
    CorpoTelaio polimerico + vetro posterioreAlluminio unibody
    Sistema GlyphGlyph Bar (63 mini-LED, 7 zone)Glyph Matrix (137 mini-LED, circolare)
    ResistenzaIP65IP65
    Dimensioni163,2 × 75,7 × 8,6 mm163,7 × 76,6 × 7,95 mm
    Peso204,5 g210 g
    Tasto EssentialSì (lato sinistro)Sì (lato sinistro)
    Sblocco displayIn-display fingerprintIn-display fingerprint ottico
    ConnettivitàWi-Fi 6, BT 5.4, NFC, USB-C 2.0, 5GWi-Fi 6, BT 5.4, NFC, USB-C 2.0, 5G
    OSNothing OS 4.1 / Android 16Nothing OS 4.1 / Android 16

    Display

    Mettere i due schermi uno accanto all’altro è il modo più diretto per capire dove finisce la differenza numerica e dove inizia quella percepita. Il display del Pro è un pannello da 6,83 pollici con risoluzione 1260 × 2800 pixel — una densità di circa 440 ppi — e refresh rate adattivo fino a 144 Hz. La luminosità di picco tocca i 5.000 nit, un valore che nella pratica si traduce in un’usabilità quasi completa anche sotto la luce diretta del sole estivo, quando la maggior parte degli schermi inizia a diventare difficile da leggere. Non è un numero puramente nominale: la differenza con il modello base si sente chiaramente al sole.

    Nothing Phone (4a) Pro vs Phone (4a)

    Nothing Phone (4a) Pro vs Phone (4a)

    Il display del modello standard misura 6,78 pollici con risoluzione 1224 × 2720 pixel e refresh rate a 120 Hz. È un buon pannello AMOLED — fluido, con colori ben calibrati nelle impostazioni predefinite e neri profondi — ma confrontato con quello del Pro mostra i suoi limiti: la luminosità massima è inferiore, la resa sotto la luce solare è meno convincente, e la differenza nella fluidità dello scorrimento a 144 Hz rispetto a 120 Hz si avverte, non in modo drammatico ma in modo costante.

    Il Pro supporta anche lo standard HDR10+, il che si traduce in una riproduzione del contrasto e della gamma dinamica superiore sui contenuti compatibili. Chi usa molto lo smartphone per guardare video su piattaforme streaming in HDR noterà la differenza specialmente nelle scene con forti contrasti tra luci e ombre — un tramonto ripreso da un drone, una scena notturna in un film, un video in time-lapse ad alta definizione.

    Un piccolo dettaglio che si nota solo nell’uso prolungato: il Pro ha bordi del display simmetrici su tutti i lati, con cornici particolarmente sottili ai lati e leggermente più spesse in basso. Il modello standard ha proporzioni simili ma con una coerenza leggermente meno chirurgica nei margini, percepibile mettendo i due schermi uno accanto all’altro con lo stesso sfondo bianco.

    Detto questo, il display della versione base non è affatto insufficiente per la categoria: è un AMOLED ben realizzato, con angoli di visione ampi e un’esperienza di lettura piacevole anche in condizioni di luce variabile. La differenza con il Pro è reale, ma non è il tipo di divario che fa rimpiangere la scelta ogni giorno — a meno che il display non sia il criterio principale nella decisione d’acquisto.

    Prestazioni e autonomia

    La differenza tra il chip Snapdragon 7s Gen 4 del modello standard e lo Snapdragon 7 Gen 4 del Pro è più strutturale di quanto possa sembrare leggendo le sigle affiancate. Il secondo è un processore prodotto a 4nm TSMC con un core principale fino a 2,8 GHz, architettura 1+4+3, e GPU Adreno 722. Nothing dichiara circa il 30% di miglioramento nelle prestazioni GPU e il 27% in quelle CPU rispetto alla precedente generazione — dati che nei test si traducono in una fluidità superiore nelle applicazioni più esigenti e in una minor frequenza di scatti di calore durante le sessioni intensive.

    Nothing Phone (4a) Pro vs Phone (4a)

    Nothing Phone (4a) Pro vs Phone (4a)

    Nell’uso normale — messaggistica, social, navigazione web, fotografia, videochiamate — entrambi i dispositivi si comportano bene e non mostrano incertezze rilevanti. La differenza emerge concretamente quando si alza l’intensità delle richieste: sessioni di editing video nell’app nativa, giochi con grafica impegnativa, elaborazione di foto in RAW, multitasking spinto con più app pesanti aperte contemporaneamente. In questi scenari il Pro tiene meglio, con minor frequenza di cali di frame e tempi di risposta più costanti nel tempo.

    La RAM in configurazione 12 GB LPDDR5X è disponibile su entrambi i modelli nella variante superiore, con archiviazione UFS 3.1 che garantisce letture e scritture rapide. Nessuno dei due prevede slot microSD — una limitazione che a 256 GB di storage massimo potrebbe farsi sentire per chi registra molti video in 4K.

    Sul fronte autonomia, i due smartphone condividono esattamente la stessa batteria: 5.080 mAh con ricarica cablata a 50W. Nessuno dei due, come già accennato, supporta la ricarica wireless — una limitazione legata al corpo in metallo del Pro e una scelta di progetto per il modello base. Nei miei utilizzi, entrambi hanno retto una giornata intera di uso misto senza difficoltà. Il Pro, con il display a 144 Hz e il chip più capace, consuma marginalmente di più negli scenari intensivi, ma la differenza nelle condizioni di uso normale è quasi impercettibile.

    Test

    Ho strutturato il confronto su scenari ripetibili, cercando di simulare le condizioni d’uso di chi deve scegliere tra i due dispositivi nella vita reale. Ho alternato i due smartphone per le stesse attività nell’arco di più giornate, annotando le differenze senza ricorrere ai benchmark sintetici come parametro principale — i numeri sono utili, ma non sempre raccontano l’esperienza reale.

    Uso quotidiano generale. Su entrambi, Nothing OS 4.1 si comporta in modo esemplare: nessuna pubblicità nelle app preinstallate, nessun bloatware, interfaccia pulita che non richiede adattamento. Le animazioni sono fluide su entrambi i modelli, con il Pro che mostra una risposta leggermente più immediata nelle transizioni a 144 Hz. Ho usato i due dispositivi per l’intera giornata lavorativa — email, documenti, call in videoconferenza, navigazione sul web — senza mai percepire rallentamenti su nessuno dei due.

    Fotografia comparativa. Ho scattato nelle stesse condizioni di luce — interno con luce naturale filtrata, esterno in piena luce diretta, e nella luce di crepuscolo tipica delle ore serali. Il sensore principale da 50 MP produce risultati comparabili sui due modelli in condizioni ottimali: buona nitidezza, gestione dell’esposizione ragionevole, colori leggermente pompati rispetto alla realtà ma piacevoli all’occhio. La divergenza inizia non appena si coinvolge il teleobiettivo.

    Il modello standard monta un teleobiettivo convenzionale da 50 MP con zoom ottico 3.5x, utile e funzionale per ritratti e soggetti a media distanza. Ho confrontato le stesse scene allo stesso livello di zoom: a 3.5x i risultati sono già apprezzabilmente diversi, con il Pro che gestisce meglio le alte luci e mostra meno aberrazioni cromatiche ai bordi grazie alla costruzione ottica periscopica. Oltre quella soglia, il divario diventa netto: il modello standard può arrivare a distanze superiori solo via zoom digitale, con la perdita di dettaglio che ne consegue, mentre il Pro mantiene una resa utile fino a 7x in modo genuino.

    Nothing Phone (4a) Pro vs Phone (4a)

    Nothing Phone (4a) Pro vs Phone (4a)

    Gaming. Ho testato titoli con diversi livelli di domanda grafica. Su entrambi i dispositivi i giochi meno esigenti girano senza problemi. Su quelli più pesanti — con shader complessi e molta geometria a schermo — il Pro mostra una maggior costanza del frame rate nelle fasi più frenetiche. Non è una differenza che rende il modello standard inadeguato per il gaming, ma è reale e misurabile soprattutto nelle sessioni prolungate.

    Batteria. Ho condotto sessioni di utilizzo parallelo con luminosità al 70% e le stesse app aperte. Partendo da 100%, al termine di una giornata con circa sei ore di schermo attivo, entrambi erano ancora sopra il 20%. Il Pro era leggermente sotto il modello base al termine delle sessioni più intensive, ma nel range di variazione normale per dispositivi di questa categoria. Con uso moderato, entrambi superano tranquillamente il giorno e mezzo. La ricarica da zero a 60% richiede circa 30 minuti con un caricabatterie da 50W compatibile — un dato che Nothing comunica esplicitamente e che corrisponde a quello che ho riscontrato nei test.

    Nothing Phone (4a) Pro vs Phone (4a)

    Nothing Phone (4a) Pro vs Phone (4a)

    Approfondimenti

    Il sistema Glyph: due filosofie a confronto

    Una delle differenze meno discusse ma più percepibili nell’uso quotidiano riguarda il sistema di illuminazione posteriore, che sui due modelli è strutturalmente diverso — e non si tratta solo di estetica.

    Il Pro eredita il Glyph Matrix introdotto sul Phone 3: un display circolare composto da 137 mini-LED posizionato nel modulo fotocamera trasparente. Il modello standard ha invece la nuova Glyph Bar, una striscia lineare composta da 7 zone con 63 mini-LED in totale, disposti in fila orizzontale. Visivamente parlando, i due sistemi appartengono a linguaggi diversi: il Matrix del Pro è rotondo, visivamente più dominante, con una presenza scenica che si nota anche a distanza. La Bar del modello base è più sottile e discreta, quasi nascosta nel corpo dello smartphone — un elemento che si rivela quando serve senza imporsi esteticamente.

    La differenza funzionale è però quella che incide di più nell’uso reale. Il Glyph Matrix del Pro può mostrare informazioni più articolate: l’ora quando il telefono è posato sul tavolo con lo schermo verso il basso, le icone di notifica di specifici contatti o applicazioni, il progresso di un timer, lo stato della rete e indicatori di stato personalizzabili. La Glyph Bar del modello base è più limitata nelle funzioni: mostra lo stato della batteria durante la ricarica, gli aggiornamenti live integrati in Android 16 (prenotazioni, spedizioni, chiamate in corso), e alcune notifiche base con un linguaggio visivo che si limita a lampeggi e pattern di intensità.

    In pratica, il Matrix del Pro funziona quasi come un piccolo display secondario accessibile senza sbloccare lo schermo, e questo ha senso nel contesto della filosofia di Nothing: ridurre le distrazioni visualizzando informazioni essenziali senza accendere la schermata principale. La Bar è più una firma visiva che uno strumento vero e proprio — piacevole, originale, ma con un’utilità pratica più limitata.

    Chi ha la necessità di assegnare notifiche visive a contatti specifici — senza tirare fuori il telefono ad ogni vibrazione — troverà nel Pro uno strumento concreto. Per chi invece usa il telefono con lo schermo sempre rivolto verso l’alto e non interagisce con le notifiche Glyph in modo attivo, la differenza è meno rilevante.

    Fotocamere in dettaglio

    Il comparto fotografico merita un approfondimento separato perché è uno degli argomenti centrali nella scelta tra i due. Entrambi i modelli montano un sistema a tre fotocamere: sensore principale da 50 MP, ultra-grandangolare da 8 MP e teleobiettivo da 50 MP con zoom ottico 3.5x. Il punto di divergenza più sostanziale è nella struttura del teleobiettivo.

    Sul modello standard, il teleobiettivo è un’ottica convenzionale: funzionale, con risultati corretti per la fascia, ma senza la profondità costruttiva che permette zoom reali a distanze superiori. Sul Pro, si tratta di un teleobiettivo periscopico (tetraprism) che permette di estendere lo zoom a 7x senza perdita percettibile di qualità — grazie al percorso ottico ripiegato all’interno dello chassis che aumenta la distanza focale effettiva senza aumentare lo spessore dello smartphone — e di arrivare fino a 140x in modalità ibrida con la consapevolezza che oltre il 20-30x il risultato è più un effetto artistico che una fotografia utilizzabile.

    Nothing Phone (4a) Pro vs Phone (4a)

    Nothing Phone (4a) Pro vs Phone (4a)

    Il sensore principale del Pro è il Sony LYT-700C con apertura f/1.88 e dimensione fisica 1/1,56″, stabilizzazione ottica attiva. In condizioni di luce scarsa, la dimensione fisica del sensore si fa sentire: meno rumore, maggiore nitidezza nei dettagli fini, migliore gestione delle transizioni tonali nelle zone d’ombra. Il sensore del modello base è più piccolo e produce risultati accettabili ma con più rumore nelle condizioni difficili.

    I video arrivano fino a 4K a 30 fps su entrambi — una limitazione condivisa che viene segnalata da più recensori: l’assenza del 4K a 60fps è un compromesso che non passa inosservato nel 2026. La modalità slow motion a 1080p arriva invece a 120 fps. Il Pro aggiunge il supporto all’Ultra XDR e al Dolby Vision — funzionalità generalmente riservate a segmenti superiori — che migliorano la resa dinamica dei video nelle scene con luci miste. La camera frontale da 32 MP è identica su entrambi.

    Il motore di elaborazione TrueLens Engine 4 è attivo su entrambi i dispositivi, ma il Pro lo sfrutta con più materiale grezzo grazie all’ottica migliore — ed è in questo che si vede la differenza reale: non solo nella quantità di zoom disponibile, ma nella qualità di base dell’immagine prodotta.

    Software e Nothing OS 4.1

    Nothing OS 4.1 su Android 16 è probabilmente il punto di forza più trasversale di questa serie: lo stesso sistema operativo, pulito e coerente, gira identico su entrambi i dispositivi. Non ci sono differenze di funzionalità legate al modello — la scelta del Pro non porta con sé funzionalità software esclusive che il modello base non abbia, e questo è sia un pregio che una precisazione importante per chi valuta l’acquisto.

    Android 16 porta con sé gli aggiornamenti alle Live Activities, ora disponibili nella barra di stato e — nel caso di Nothing — integrati nel sistema Glyph per mostrare stati aggiornati in tempo reale: consegne in arrivo, prenotazioni, chiamate in corso, timer attivi. Il design dell’interfaccia di Nothing rimane tra i più originali del panorama Android: il carattere Dot Matrix riconoscibile, i widget minimalisti, l’assenza totale di pubblicità e di app preinstallate inutili.

    L’Essential Space — il blocco note intelligente integrato nel sistema — funziona allo stesso modo su entrambi: permette di salvare testi, immagini e link in modo rapido, con un’analisi leggera del contenuto che aiuta a organizzare le informazioni in modo contestuale. Da questa versione, Nothing ha aggiunto il cloud backup per Essential Space, il che significa che chi aggiorna da un telefono Nothing precedente può ritrovare i propri contenuti salvati senza doverli reinserire manualmente.

    L’Essential Search permette di cercare in tutta la memoria del telefono — messaggi, file, note, foto — con un’interfaccia unificata che è una delle funzioni più concrete e quotidiane dell’intera esperienza software. L’Essential Memory aggiunge un layer di analisi in background che contestualizza automaticamente informazioni ricorrenti.

    Entrambi i dispositivi vengono aggiornati con la stessa cadenza: Nothing garantisce quattro anni di aggiornamenti maggiori Android e sei anni di patch di sicurezza, una promessa che equipara i due modelli anche sul fronte della longevità software.

    Gaming e multimedia

    La differenza di chipset tra i due modelli è quella che incide di più nei confronti di gaming prolungato. Ho testato titoli con diversi profili di carico — alcuni con una grafica relativamente leggera ma molte istanze in background, altri con shader complessi e fisica articolata — e le differenze tra i due dispositivi sono emerse in modo chiaro nelle sessioni superiori ai 40 minuti.

    Il Pro, grazie alla GPU Adreno 722 e al processo produttivo più efficiente, mantiene un frame rate più stabile nel tempo e produce meno calore percepibile sulla scocca. L’alluminio contribuisce alla dissipazione termica attiva: durante una lunga sessione di gioco, la scocca del Pro si scalda in modo più diffuso e controllato, mentre il modello base concentra il calore in modo più evidente nella zona centrale del retro — un dettaglio che non compromette le prestazioni ma che si avverte nel lungo periodo.

    Per l’ascolto multimediale, i diffusori stereo presenti su entrambi producono una qualità sonora paragonabile — chiara, con un discreto volume massimo, ma senza particolari profondità nei bassi. Non è certo il punto di forza dell’uno o dell’altro, ma per i contenuti quotidiani è sufficiente. Il display del Pro, grazie all’HDR10+ e alla luminosità di picco superiore, offre un’esperienza visiva nettamente migliore per i film e i video in alta qualità dinamica.

    Connettività, sicurezza e audio

    Su questo fronte i due dispositivi sono praticamente identici. Entrambi includono Wi-Fi 6, Bluetooth 5.4, NFC, 5G e porta USB-C — quest’ultima limitata al protocollo USB 2.0, una scelta che impedisce trasferimenti di file ad alta velocità e la modalità DisplayPort. Per chi usa abitualmente il telefono come sorgente video su monitor esterni, questa è una limitazione concreta.

    Il sensore di impronte digitali è integrato nel display su entrambi — ottico sul Pro — con tempi di sblocco rapidi e una curva di adattamento minima. Ho trovato la lettura affidabile già dal primo giorno su entrambi i modelli, anche con le mani leggermente umide o con il vetro già graffiato dopo alcune settimane di uso senza pellicola protettiva.

    Il tasto Essential sul bordo sinistro, presente su entrambi, permette di accedere rapidamente all’Essential Space con una pressione prolungata, o di attivare la registrazione audio con l’app nativa con una doppia pressione breve. Nei miei utilizzi è diventato un accesso rapido alle note vocali — una delle funzioni che all’inizio sembrano superflue e che dopo due settimane si trasformano in automatismi quotidiani.

    Batteria e gestione energetica

    Come già anticipato, la batteria da 5.080 mAh è identica su entrambi i dispositivi — un dato che non viene sempre comunicato chiaramente. La ricarica cablata a 50W è anch’essa la stessa, e nessuno dei due supporta la ricarica wireless, né quella inversa. Questa uniformità è una scelta precisa: Nothing non differenzia i modelli sul piano dell’autonomia, ma su quello delle prestazioni e del design.

    La gestione energetica del sistema è competente su entrambi: il refresh rate si adatta automaticamente al contenuto visualizzato — bassa frequenza per testi statici, massima per contenuti in movimento — e in modalità standby il consumo è contenuto. Il Pro, con la scocca in alluminio, gestisce il calore meglio durante le sessioni intensive, il che si traduce in una minor throttling del processore e — indirettamente — in una migliore efficienza energetica nelle sessioni prolungate.

    Con uso misto standard (connessione dati 5G, qualche foto, un’ora di streaming, navigazione e messaggistica) entrambi i dispositivi superano comodamente la giornata. Con un utilizzo più moderato si arriva tranquillamente al giorno e mezzo o addirittura a due giorni prima di dover cercare una presa.

    Funzionalità

    Nothing ha costruito il proprio ecosistema su un principio che si rivela coerente anche in questo confronto: non aggiungere funzioni per il gusto di farlo, ma selezionare con cura cosa inserire. In pratica, questo significa che entrambi i dispositivi hanno accesso alle stesse funzionalità software — Essential Key, sistema Glyph nelle rispettive declinazioni, Essential Space, ricerca contestuale, Essential Memory — senza distinzioni tra base e Pro.

    Le differenze funzionali sono quasi tutte legate all’hardware. Il teleobiettivo periscopico del Pro apre scenari fotografici che il modello standard non può replicare: zoom reale su soggetti lontani, ritratti con compressione prospettica naturale, possibilità di inquadrare architetture o paesaggi con una prospettiva equivalente a un’ottica da 100-200mm. Il display a 144 Hz del Pro rende certi giochi e la stessa interfaccia notevolmente più fluidi in modo percepibile. La scocca in alluminio offre una dissipazione termica più efficace durante le sessioni prolungate, con effetti tangibili sulla costanza delle prestazioni.

    Nothing Phone (4a) Pro vs Phone (4a)
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    Nothing Phone (4a) Pro vs Phone (4a)
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    Nothing Phone (4a) Pro vs Phone (4a)
    Nothing Phone (4a) Pro vs Phone (4a)

    Il Glyph Matrix del Pro, con i suoi 137 LED controllabili individualmente, apre a personalizzazioni più elaborate: si può assegnare un’icona specifica a ogni contatto, visualizzare diversi tipi di notifica con forme distinte, usare il display circolare come specchio in modalità standby o come indicatore del timer da cucina mentre si ha le mani occupate. La Glyph Bar del modello base ha un fascino estetico diverso — lineare, discreto, sobrio — con funzioni più limitate ma sufficienti per il profilo di chi non vuole approfondire la personalizzazione del sistema Glyph.

    Sia il modulo fotografico Ultra XDR che il supporto Dolby Vision nella registrazione video sono esclusivi del Pro — due funzionalità che si apprezzano soprattutto in post-produzione, quando si vede la differenza nella ripresa di scene con un contrasto luci-ombre molto marcato.

    Pregi e difetti

    • Nothing Phone (4a) standard: design riconoscibile e software impeccabile senza compromessi; Glyph Bar discreta e funzionale nell’uso quotidiano; peso e maneggevolezza superiori nonostante il display generoso; tripla camera con teleobiettivo 3.5x funzionale per la fascia; nessuna ricarica wireless (come il Pro); body in polimero percepibilmente meno premium; display a 120 Hz ottimo ma non allo stesso livello della variante superiore; teleobiettivo senza costruzione periscopica limita la versatilità alle lunghe distanze.
    • Nothing Phone (4a) Pro: corpo in alluminio unibody con una solidità percepita fuori categoria; display AMOLED a 144 Hz e 5.000 nit tra i migliori nella fascia; teleobiettivo periscopico con zoom lossless a 7x — vera versatilità fotografica; Glyph Matrix più articolato con funzioni praticamente utili; Dolby Vision e Ultra XDR nella registrazione video; assenza di ricarica wireless per via del corpo in metallo; prezzo più alto giustificato dall’hardware ma non per tutti i profili d’uso; nessuna opzione di storage superiore a 256 GB.

    Prezzo

    Il Nothing Phone (4a) parte da circa 349 euro nella configurazione base con 8 GB di RAM e 128 GB di storage, con la variante da 12 GB/256 GB disponibile a qualche euro in più. Su Amazon Italia è disponibile intorno ai 369 euro, con disponibilità a partire da metà marzo 2026.

    Il Nothing Phone (4a) Pro si posiziona a partire da 479–499 euro nella versione base da 8 GB/128 GB, con la variante da 12 GB/256 GB disponibile intorno ai 549 euro. Le vendite aperte sono previste per fine marzo 2026, con preordini già attivi dal 13 marzo.

    Nothing Phone (4a) - Tripla Fotocamera 50MP, Ultra Zoom 70x, Smartphone Trasparente, Batteria Lunga Durata, Ricarica Rapida 50W, AMOLED 120Hz, Glyph Bar, 12GB+256GB - Bianco
    Nothing Phone (4a) - Tripla Fotocamera 50MP, Ultra Zoom 70x, Smartphone Trasparente, Batteria Lunga Durata, Ricarica Rapida 50W, AMOLED 120Hz, Glyph Bar, 12GB+256GB - Bianco
      449,00 EUR
      Acquista su Amazon

      Il divario di circa 130 euro tra le versioni base dei due modelli mette sul piatto differenze concrete e verificabili: display superiore, chipset più potente, corpo in alluminio, teleobiettivo periscopico, sistema Glyph più avanzato. In un contesto in cui i costi dei componenti hanno spinto verso l’alto i prezzi dell’intera categoria, questo posizionamento è onesto. I principali rivali nella stessa fascia — Google Pixel 10a, Samsung Galaxy A56 5G, Motorola Edge 2025 — offrono proposte competitive ma con un’identità meno originale e, spesso, con software meno curato.

      La differenza di prezzo tra i due modelli non è simbolica: è tecnica. Ma stabilire se giustifichi l’investimento dipende interamente da quali funzioni si usa davvero.

      Conclusioni

      Al termine di settimane con entrambi i dispositivi in tasca, la risposta alla domanda iniziale è questa: sono due prodotti per profili diversi, non due versioni dello stesso prodotto con qualità differente.

      Il modello standard è per chi cerca un’esperienza Android curata, un design originale e un software impeccabile senza voler spendere oltre i 350 euro. È una scelta intelligente e difficile da battere nella fascia, soprattutto per chi usa lo smartphone per comunicare, fotografare la quotidianità e consumare contenuti. Non fa rimpiangere quasi nulla, e la solidità dell’esperienza software compensa ampiamente i compromessi hardware.

      Il Pro è per chi vuole qualcosa di più concreto: la solidità percepita del metallo, la versatilità fotografica reale di un teleobiettivo periscopico, un display che regge il confronto con proposte ben più costose. Non è un flagship — i limiti del platform Snapdragon 7 Gen 4 e l’assenza di ricarica wireless lo ricordano con chiarezza — ma è probabilmente il medio-alto più interessante e originale del momento per chi non vuole passare inosservato e vuole strumenti fotografici da un segmento superiore.

      Nessuno dei due è una scelta sbagliata. Sono semplicemente due risposte a domande diverse, con un prezzo che — in entrambi i casi — è onesto rispetto a ciò che offrono davvero.

      La Nostra Valutazione

      Punteggio: 8/10
      NothingNothing Phone (4a)Nothing Phone 4a Pro
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      Manuel De Pandis

      Filmmaker, giornalista tech.

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