Che Motorola sarebbe tornata a dettare legge nel mondo degli smartphone sembrava fantascienza fino a pochi anni fa. Nel 2019, il rilancio del marchio Razr era stato accolto con un’alzata di spalle collettiva, mentre Samsung correva avanti con il primo Galaxy Fold e si prendeva tutta la scena. Eppure, nel giro di pochi anni, qualcosa è cambiato radicalmente. Oggi Motorola non solo ha riconquistato la fiducia del pubblico, ma sembra essere l’unico produttore che sta prendendo le decisioni giuste, quasi tutte. I suoi dispositivi non sono perfetti, certo, ma offrono un approccio ad Android più pulito e diretto rispetto a quello proposto da Google e Samsung sui rispettivi flagship. E i numeri lo confermano.
Il rapporto tra popolarità e successo commerciale non è sempre stato lineare per Motorola. Il Razr originale resta il telefono a conchiglia più venduto di tutti i tempi, ma nonostante quei numeri impressionanti, il prezzo basso non riusciva a compensare i costi di produzione elevati. L’azienda non seppe innovare su quel design vincente e perse terreno. Stavolta, però, la storia ha preso una piega diversa. I recenti modelli Moto Razr hanno centrato il bersaglio: Stephen Radochia di AP ha scelto Razr+ 2024 come dispositivo dell’anno, e anche la recensione di Razr 2025 è stata entusiastica. Motorola è riuscita a rendere i suoi flip phone accessibili, risolvendo uno dei problemi più sentiti della linea Z Flip di Samsung. Ha introdotto uno schermo esterno completamente funzionale, mantenendo buone prestazioni e una batteria affidabile. Risultato? Motorola è diventata il primo produttore di telefoni pieghevoli negli Stati Uniti, conquistando il 50% del mercato.
Razr Fold: il primo pieghevole a libro di Motorola punta in alto
Il confronto tra Motorola e Samsung nel segmento dei pieghevoli ricorda per certi versi la storica rivalità tra Windows e macOS: da una parte dispositivi più economici e funzionali che dominano il mercato, dall’altra prodotti premium pensati per una nicchia fedele. Con il lancio di Razr Fold, il primo pieghevole a libro del marchio, Motorola alza però l’asticella. Il dispositivo, mostrato al MWC 2026, ha fatto un’ottima impressione.
A differenza dei Razr a conchiglia, posizionati su fasce di prezzo più accessibili, Razr Fold viene proposto come prodotto premium con un prezzo di circa 2.000 euro. Cifra importante, ma le specifiche tecniche cercano di giustificarla: batteria da 6.000 mAh, 512 GB di archiviazione, 16 GB di RAM, processore Snapdragon 8 Gen 5 e un display interno OLED da 8,1 pollici. Google, con il suo primo pieghevole, aveva dimostrato quanto fosse rischioso esordire in questo formato, ma Motorola sembra aver imparato dalla lezione altrui.
I problemi che Motorola deve ancora risolvere
Nonostante lo slancio positivo, restano nodi importanti da sciogliere. Google e Samsung garantiscono sette anni di aggiornamenti software sui loro top di gamma, mentre Motorola si ferma a tre anni anche su un dispositivo da 1.300 euro come Razr Ultra. Su un telefono di questa fascia, è francamente inaccettabile. Poi c’è la questione del bloatware: Motorola resta tra i peggiori in questa categoria, con una quantità frustrante di app preinstallate e cartelle da rimuovere manualmente, cosa che stride con la qualità costruttiva dell’hardware. Le funzioni IA integrate sugli smartphone Motorola risultano inoltre tra le più sottotono del mercato, al punto che viene da chiedersi perché siano state introdotte. Nonostante questi difetti, Motorola è riuscita a posizionarsi come il brand su cui scommettere nel 2026 nel segmento dei pieghevoli, e il debutto di Razr Fold potrebbe consolidare definitivamente questa leadership.
