L’IA generativa nei videogiochi è ormai un tema capace di accendere discussioni infinite, e Crimson Desert non fa eccezione. Il nuovo titolo di Pearl Abyss è finito sotto i riflettori della community per una ragione che va oltre il gameplay: diversi giocatori hanno iniziato a segnalare la presenza di elementi grafici sospetti all’interno del vasto mondo esplorabile di Pywel, che presentano caratteristiche riconducibili a contenuti generati tramite intelligenza artificiale. Nulla di ufficiale o confermato dallo studio di sviluppo, ma le segnalazioni si stanno accumulando e il dibattito è già piuttosto acceso.
Gli elementi in questione sono piuttosto marginali, va detto. Parliamo di quadri e decorazioni sparse negli interni di alcune strutture del mondo di gioco, il tipo di dettaglio che passa facilmente inosservato durante l’esplorazione dell’open world di Crimson Desert. Eppure, una fetta della community si è messa a setacciare ogni angolo, e quello che è venuto fuori ha alimentato più di qualche dubbio.
Quadri con errori tipici dell’intelligenza artificiale
Tra i casi più citati c’è un quadro situato all’interno di Oakenshield Manor, dove le figure umane e soprattutto i cavalli appaiono visibilmente deformate. Arti posizionati in modo innaturale, proporzioni che non tornano, dettagli anatomici che sembrano fusi tra loro: tutti segnali che chi ha una certa familiarità con le immagini prodotte da IA generativa riconosce al volo. E non si tratta di un caso isolato. Progressivamente stanno emergendo altri esempi simili, scovati dai giocatori impegnati in quella che è diventata una vera e propria caccia agli asset generati con intelligenza artificiale all’interno di Crimson Desert.
Un aspetto curioso è che questi asset sembrano prodotti con strumenti piuttosto datati. Le versioni più recenti dei software di generazione immagini, infatti, commettono errori molto meno grossolani su soggetti relativamente semplici come quelli in questione. Questo dettaglio ha portato diversi osservatori a ipotizzare che si tratti di elementi inseriti durante una fase preliminare dello sviluppo, pensati come segnaposto temporanei e poi mai effettivamente sostituiti con versioni definitive.
Un precedente già visto con Clair Obscur: Expedition 33
La dinamica, tra l’altro, ricorda da vicino quanto successo con Clair Obscur: Expedition 33. Anche in quel caso la community aveva individuato asset sospetti, e gli sviluppatori avevano spiegato che si trattava di contenuti placeholder, destinati a essere rimpiazzati prima del lancio ma rimasti nel prodotto finale per una svista. Una giustificazione che aveva convinto solo in parte il pubblico, e che potrebbe ripresentarsi anche nel caso di Crimson Desert, qualora Pearl Abyss decidesse di intervenire sulla questione.
Per il momento non ci sono dichiarazioni ufficiali da parte dello studio coreano, e resta da capire se arriveranno chiarimenti o eventuali aggiornamenti per rimuovere o correggere gli elementi segnalati dalla community.
