Le startup di intelligenza artificiale hanno letteralmente divorato il mercato del venture capital nel 2024. I dati appena pubblicati da Carta parlano chiaro: il 41% dei circa 120 miliardi di euro raccolti dalle aziende sulla piattaforma l’anno scorso è finito in mano a realtà legate all’IA. Si tratta della quota annuale più alta mai registrata. E, a dirla tutta, non è una sorpresa enorme. Gli investitori nel 2024 hanno pompato capitali nelle startup IA con un appetito quasi senza precedenti, al punto che il 10% delle startup ha assorbito metà dell’intero funding.
Tra i nomi più pesanti ci sono Anthropic, OpenAI e xAI, che l’anno scorso hanno raccolto decine di miliardi a valutazioni stratosferiche. E la corsa non si è affatto fermata. A gennaio, xAI ha chiuso un round Serie E da circa 19 miliardi di euro. A febbraio, OpenAI ha messo a segno un round da circa 103 miliardi di euro, uno dei più grandi mai raccolti da un’azienda privata, avvicinandosi sempre più a una valutazione da mille miliardi. A metà strada, Anthropic ha raccolto il mese scorso un round Serie G da circa 28 miliardi di euro, raggiungendo una valutazione di circa 356 miliardi. OpenAI e Anthropic da sole hanno rappresentato una fetta enorme dei circa 177 miliardi di euro in venture capital globale raccolti il mese scorso. Tutte e tre, tra l’altro, hanno fatto intendere che una IPO potrebbe arrivare entro fine anno, mandando gli investitori in visibilio.
Un mercato a due velocità: tanti soldi, poche scommesse
La situazione attuale del mercato venture è ormai chiaramente biforcata. Il capitale resta concentrato in pochi fondi selezionati, che a loro volta finanziano un pugno di aziende. Tutti gli altri, beh, restano un po’ ai margini.
Peter Walker, responsabile degli insight di Carta, ha spiegato che i round di finanziamento sono diventati leggermente più difficili da chiudere, ma il capitale per ogni singolo round è aumentato. Meno scommesse, più soldi. Le startup IA raccolgono round più grandi non perché abbiano tanti dipendenti, anzi ne hanno pochi, ma perché il costo di gestione dei modelli di intelligenza artificiale è molto elevato.
I dati di Carta mostrano anche un altro aspetto interessante. I fondi raccolti nel 2023 e nel 2024, quindi dopo il lancio di ChatGPT alla fine del 2022, hanno registrato il tasso interno di rendimento (IRR) più alto rispetto ai fondi raccolti tra il 2017 e il 2020, il cui IRR è invece in declino. Il rapporto interpreta questo aumento come un segnale positivo per i fondi che stanno sostenendo le startup leader di questa fase dell’IA.
Walker ha però aggiunto una nota di cautela. I fondi più recenti potrebbero sembrare particolarmente performanti sulla carta perché, per esempio, se un fondo ha investito in un round seed e quella startup ha poi raccolto una Serie A a una valutazione più alta, il rendimento appare elevato in tempi brevi. Questo meccanismo gonfia l’IRR. Walker ha anche sottolineato che i portafogli dei fondi più recenti sono probabilmente pieni di startup native IA, cosa che non si può dire dei portafogli dei fondi del 2020 o 2021.
