Un frammento di marmo proveniente dall’acropoli di Atene è stato recuperato dai resti della nave Mentor, affondata nel 1802 nelle acque del Mar Egeo. La notizia arriva da un gruppo di sommozzatori e archeologi marini che hanno annunciato la scoperta dopo una lunga campagna di immersioni condotta sul relitto, uno dei più celebri e controversi della storia dell’archeologia mediterranea.
La Mentor non è una nave qualsiasi. Si tratta del brigantino britannico che trasportava parte dei cosiddetti marmi del Partenone, le sculture rimosse dal tempio ateniese per volontà di Lord Elgin nei primi anni dell’Ottocento. La nave affondò al largo dell’isola greca di Citera, nel sud del Peloponneso, durante il trasferimento dei reperti verso l’Inghilterra. All’epoca, gran parte del carico venne recuperato, ma evidentemente qualcosa era rimasto sepolto sul fondale marino per oltre due secoli.
La scoperta e il significato del ritrovamento
Il frammento di marmo rinvenuto è stato identificato come proveniente dall’acropoli di Atene, il che lo rende un pezzo di enorme valore storico e simbolico. Per la Grecia, che da decenni chiede al British Museum la restituzione dei marmi del Partenone esposti a Londra, si tratta di un ritrovamento che riaccende inevitabilmente il dibattito internazionale sulla proprietà di quei reperti.
Gli archeologi marini coinvolti nell’operazione hanno lavorato in condizioni complesse, dato che il relitto della Mentor giace a una profondità considerevole e le correnti nella zona non rendono le cose semplici. Le tecnologie moderne di immersione e di documentazione subacquea hanno però permesso di mappare con precisione l’area del naufragio e di individuare il frammento tra sedimenti e detriti accumulati nel corso dei secoli.
Va detto che il relitto della Mentor era già stato oggetto di esplorazioni in passato. Nel corso degli anni, diverse campagne archeologiche avevano portato alla luce oggetti legati al naufragio, ma il ritrovamento di un pezzo di marmo riconducibile direttamente all’acropoli di Atene rappresenta qualcosa di diverso. Non si parla di un semplice reperto navale, ma di un frammento che racconta una delle storie più discusse del patrimonio culturale mondiale.
Un pezzo di storia che torna a galla
Il recupero del frammento dalla Mentor aggiunge un capitolo nuovo a una vicenda che coinvolge diplomazia, diritto internazionale e senso di appartenenza culturale. La Grecia ha sempre sostenuto che i marmi del Partenone furono sottratti illegalmente, mentre il British Museum li considera parte legittima della propria collezione. Ogni nuovo ritrovamento legato a quella vicenda finisce per alimentare la discussione.
Per ora non sono stati comunicati ulteriori dettagli sulle dimensioni esatte del frammento di marmo né sulla sua collocazione futura, ma il fatto che sia stato recuperato dal fondo del Mar Egeo dopo oltre 220 anni lo rende un ritrovamento straordinario anche dal punto di vista puramente archeologico. Il team che ha condotto le operazioni ha dichiarato che le indagini sul relitto della Mentor proseguiranno nei prossimi mesi.
