L’amministrazione Trump ha presentato il suo nuovo progetto legislativo per la regolamentazione dell’intelligenza artificiale, e il messaggio che ne esce è piuttosto netto. Il piano, articolato in sette punti, dice sostanzialmente una cosa. Il governo federale dovrebbe tenersi alla larga dalla maggior parte delle regolamentazioni sull’IA, fatta eccezione per un pacchetto di norme sulla sicurezza dei minori. E soprattutto, agli stati dovrebbe essere impedito di interferire con quella che viene definita la “strategia nazionale per raggiungere il dominio globale nell’intelligenza artificiale”.
Non è esattamente un approccio timido. Anzi, è una dichiarazione di intenti bella chiara, che punta a lasciare il settore il più libero possibile da vincoli normativi, concentrando l’attenzione legislativa solo su pochi ambiti specifici.
Protezione dei minori e costi energetici: i due fronti di Trump
Tra i punti più definiti del piano c’è la protezione dei minori che utilizzano servizi basati sull’intelligenza artificiale. Il documento invita il Congresso a introdurre maggiori salvaguardie per i giovani utenti, anche se al momento i dettagli operativi restano piuttosto vaghi. Si parla anche di promuovere lo “sviluppo giovanile e la formazione sulle competenze” legate agli strumenti di IA, ma senza scendere troppo nel concreto su come questo dovrebbe avvenire nella pratica.
L’altro fronte su cui il piano prende posizione riguarda i costi dell’energia elettrica. L’espansione massiccia delle infrastrutture necessarie per far funzionare i sistemi di intelligenza artificiale sta già facendo salire la domanda energetica in modo significativo, e l’amministrazione suggerisce al Congresso di intervenire per evitare che le bollette schizzino verso l’alto a causa di questa corsa tecnologica. Un tema che tocca direttamente la vita quotidiana delle persone, ben oltre il mondo tech.
Bloccare le regolamentazioni statali: la mossa più controversa
Forse l’aspetto più discusso dell’intero progetto è proprio quello che riguarda il rapporto tra governo federale e singoli stati. Il piano della Casa Bianca suggerisce esplicitamente di impedire ai vari stati americani di introdurre normative proprie sull’AI, per evitare un panorama frammentato che potrebbe rallentare lo sviluppo del settore. È una posizione che non mancherà di generare tensioni, considerando che diversi stati, California in testa, hanno già iniziato a muoversi autonomamente su questo terreno.
L’idea di fondo è che una strategia nazionale debba prevalere su qualsiasi iniziativa locale, mantenendo un quadro normativo uniforme che favorisca la competitività delle aziende americane nel mercato globale dell’IA. Il piano, insomma, scommette tutto sulla deregolamentazione come leva per restare davanti a rivali come la Cina, sacrificando il controllo in favore della velocità di sviluppo.
Il progetto legislativo è stato reso pubblico e rappresenta ora la base su cui il Congresso potrebbe costruire eventuali interventi normativi nei prossimi mesi.
