Il drone stealth RQ-180, probabilmente il velivolo più segreto dell’intero arsenale militare statunitense, sarebbe stato fotografato mentre effettuava un atterraggio di emergenza in Grecia. Le immagini, diffuse nelle ultime ore, stanno facendo il giro del mondo e alimentano una quantità enorme di domande su uno dei programmi più blindati dell’aviazione militare USA.
L’episodio, riportato dal sito specializzato The War Zone, si sarebbe verificato presso la base aerea di Larissa, nel centro della Grecia. Alcuni osservatori locali hanno immortalato un velivolo dalla sagoma decisamente insolita, una sorta di ala volante scura, mentre toccava terra in pieno giorno. Inizialmente la stampa greca lo aveva scambiato per un bombardiere stealth B-2, ma diversi analisti indipendenti hanno poi corretto il tiro: si tratterebbe di un RQ-180, oppure di una sua variante più evoluta. Stando alle ricostruzioni, il drone avrebbe compiuto un atterraggio non programmato a causa di un guasto tecnico e sarebbe rimasto fermo sulla base in attesa di riparazioni. Il Pentagono, prevedibilmente, non ha confermato nulla.
Le immagini rappresenterebbero il miglior avvistamento mai ottenuto di questo velivolo classificato. E la sua presenza in Grecia lascia pensare a operazioni di sorveglianza su larga scala nell’area euro-mediterranea o mediorientale, anche se per ora restano ipotesi non verificate.
Cosa si sa (e cosa no) sul drone fantasma RQ-180
Il programma RQ-180 è sviluppato da Northrop Grumman per l’aeronautica degli Stati Uniti. Si parla di un drone stealth di nuova generazione pensato per missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione in spazi aerei pesantemente difesi. In pratica, il successore spirituale di velivoli come l’RQ-170 Sentinel, ma con capacità stealth molto più avanzate e un’efficienza aerodinamica di altro livello. Questo gli permetterebbe di operare in contesti dove gli americani non avevano più piattaforme paragonabili dai tempi del ritiro dell’SR-71 Blackbird.
Le specifiche tecniche rimangono in gran parte segrete, però alcune stime parlano di un’apertura alare fino a circa 39 o 40 metri (più di un Boeing 737), lunga autonomia, capacità di volo ad alta quota e una configurazione ad ala volante ottimizzata per la bassa osservabilità radar. Si ipotizzano anche sensori avanzati per la raccolta dati e, con buona probabilità, funzionalità di guerra elettronica.
L’RQ-180 sarebbe stato concepito per ambienti cosiddetti “contestati”, cioè protetti da sofisticati sistemi di difesa aerea, rappresentando un salto generazionale netto rispetto a droni come il Global Hawk o il Reaper.
Un programma che non esiste ufficialmente
L’esistenza stessa del programma RQ-180 non è mai stata confermata nel dettaglio dalle autorità statunitensi. Il finanziamento passerebbe attraverso budget classificati e il progetto sarebbe attivo da oltre un decennio, collegato anche allo sviluppo di altri sistemi come il bombardiere stealth B-21. Nel corso degli anni, avvistamenti sporadici tra l’Area 51, il Pacifico e altre zone strategiche hanno permesso di ricostruire un quadro parziale delle sue capacità, senza però dissipare il mistero.
L’episodio di Larissa potrebbe essere uno di quei rari momenti in cui un sistema pensato per restare invisibile diventa improvvisamente visibile. Se confermato, l’atterraggio di emergenza suggerirebbe che questi droni stealth operano già regolarmente in teatri sensibili, probabilmente integrati nelle operazioni di sorveglianza globale degli Stati Uniti. E la loro comparsa pubblica, anche se del tutto accidentale, offre agli analisti un’occasione preziosa per studiarne forma, dimensioni e impiego operativo reale.
