La causa tra Anthropic e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti si sta facendo sempre più aspra. In un documento depositato in tribunale come risposta alla causa intentata dall’azienda di intelligenza artificiale, il Pentagono ha dichiarato che concedere ad Anthropic un accesso continuato alla propria infrastruttura bellica rappresenterebbe un “rischio inaccettabile” per le catene di approvvigionamento. Una posizione durissima, che racconta molto dello scontro in atto tra il governo americano e una delle aziende più importanti nel settore dell’intelligenza artificiale.
Tutto è partito dal rifiuto di Anthropic di accettare una clausola inserita nei contratti dal segretario alla Difesa Pete Hegseth. Questa clausola avrebbe permesso al dipartimento di utilizzare le tecnologie AI per qualsiasi scopo ritenuto legale. Anthropic ha detto no, in particolare opponendosi all’uso dei propri modelli per la sorveglianza di massa e lo sviluppo di armi autonome. Una presa di posizione netta, che però ha fatto scattare un campanello d’allarme al Pentagono.
La risposta del Pentagono e i timori sulla sicurezza
Nel documento depositato, il Dipartimento della Difesa ha messo nero su bianco i propri dubbi sulla possibilità di considerare Anthropic un “partner affidabile” per iniziative altamente sensibili. Il ragionamento è piuttosto diretto: i sistemi di intelligenza artificiale sono vulnerabili a manipolazioni, e Anthropic potrebbe in teoria disabilitare la propria tecnologia o modificare il comportamento del modello durante operazioni belliche in corso, qualora ritenesse che le proprie “linee rosse” aziendali fossero state superate.
Un passaggio del documento è particolarmente significativo: il Pentagono si è riferito a sé stesso come “Department of War”, nome preferito dall’amministrazione Trump. Ed è stato proprio il presidente Trump a ordinare alle agenzie federali di cessare l’utilizzo della tecnologia di Anthropic, secondo quanto riportato nel fascicolo.
Miliardi di dollari in gioco e il sostegno dei rivali
Anthropic sta chiedendo al tribunale un’ingiunzione preliminare per sospendere il bando mentre la contestazione sulla designazione di rischio per la catena di approvvigionamento viene discussa in sede legale. L’azienda sostiene che, pur potendo i propri clienti continuare a collaborare su progetti non legati alla difesa, l’etichetta ricevuta potrebbe costarle miliardi di euro in mancati ricavi. Un danno economico enorme, capace di ridimensionare pesantemente il ruolo di Anthropic nel mercato dell’intelligenza artificiale.
Non è del tutto chiaro se Anthropic stia ancora tentando di negoziare un nuovo accordo con il governo, come era stato riportato prima della causa. Quello che si sa è che, dopo il deposito della causa, Microsoft, Google e OpenAI hanno presentato memorie amicus curiae a sostegno di Anthropic. Un fronte compatto di colossi tech che evidentemente vede in questa vicenda un precedente potenzialmente pericoloso per l’intero settore.
