MacBook Neo ha conquistato anche gli esperti di iFixit, che dopo aver completato la loro analisi hanno confermato quanto già anticipato nei giorni scorsi dal canale australiano Tech Re-Nu: si tratta del MacBook più riparabile che Apple abbia prodotto negli ultimi quattordici anni. Un traguardo che, onestamente, non era affatto scontato per un’azienda che storicamente ha reso la vita piuttosto difficile a chiunque volesse mettere le mani dentro ai propri dispositivi.
Tra i punti salienti evidenziati dal portale ci sono i manuali di riparazione disponibili fin dal primo giorno di commercializzazione, con una qualità che migliora di generazione in generazione. La tastiera risulta più semplice da disassemblare rispetto ai modelli precedenti. Ma il dato che fa davvero la differenza è un altro, e riguarda un elemento specifico: la batteria. Niente colla. Zero. Proprio così.
Via la colla, dentro le viti: quella di Apple è una scelta semplice ma efficace
La questione della colla sulla batteria era già emersa durante il primo teardown di MacBook Neo, e aveva fatto parecchio rumore tra gli appassionati e i tecnici del settore. Perché diciamolo chiaramente: non è servita chissà quale tecnologia avveniristica o qualche soluzione ingegneristica rivoluzionaria per rendere tutto più accessibile. Apple ha semplicemente usato delle viti. Diciotto, per la precisione. Comunissime, banali viti, che però si tolgono e si rimettono senza drammi.
Naturalmente anche le viti non sono prive di rischi. Chi ha esperienza di riparazioni lo sa bene: se rimangono in posizione per diversi anni, possono bloccarsi. E quando la testa si rovina, la situazione si complica parecchio. Però va detto che la batteria di un computer portatile è, nei fatti, quasi un prodotto di consumo. Difficilmente dura più di qualche anno senza dover essere sostituita, quindi il problema delle viti bloccate risulta in questo caso piuttosto marginale.
C’è poi un dettaglio tecnico che vale la pena sottolineare. Apple ha scelto viti con testa Torx, che offrono una resistenza ai danni durante l’avvitamento e lo svitamento nettamente superiore rispetto alle classiche Phillips a croce. Una scelta sensata, che riduce il rischio di rovinare la sede della vite e rende l’operazione di sostituzione della batteria accessibile anche a chi non è un tecnico professionista.
Apple ha cambiato spartito, questa volta in maniera decisa
Il lavoro fatto su MacBook Neo rappresenta un passo avanti piuttosto netto per un’azienda che, va ricordato, ha passato anni a incollare componenti, saldare memorie direttamente sulla scheda logica e rendere praticamente impossibile qualsiasi intervento senza attrezzature specializzate. Che iFixit lo definisca il MacBook più riparabile degli ultimi 14 anni non è un complimento da poco. Vuol dire che Apple sta finalmente ascoltando le richieste di una fetta di utenti che chiedeva maggiore libertà nella manutenzione dei propri dispositivi. I manuali disponibili dal giorno uno, l’assenza di colla dalla batteria e la facilità di accesso ai componenti principali di MacBook Neo sono tutti segnali che vanno nella stessa direzione.



