Coriovallum, un antico sito romano che si trova in Olanda, ha restituito un piccolo mistero che parla di tempo libero, abilità e viaggi. Trovata durante scavi ormai storici, un sasso ovale finemente lavorato e inciso ha fatto discutere per decenni gli archeologi: l’oggetto non è grande, misura poco più di venti per quattordici centimetri, eppure racchiude tracce di uso che fanno pensare a un gioco, a un segnale di status o a un gadget portatile.
Il reperto arriva dall’area dell’attuale Olanda, vicino al confine con la Germania, e allega alla sua semplicità domande più complesse. La superficie presenta linee incrociate che sembrano formare un tracciato intenzionale, non una decorazione casuale. Da qui nasce l’ipotesi che non fosse un semplice oggetto ornamentale ma qualcosa di usato, forse quotidianamente.
La scoperta che riporta alla luce aspetti degli antichi romani
La lettura del pezzo cambia molto quando si considera la materia prima. Si tratta infatti di calcare giurassico di qualità chiara e levigabile, proveniente da Norroy nel nord est della Francia. Quel materiale era apprezzato nelle province settentrionali dell’Impero per facilità di lavorazione e per l’aspetto pulito. La scelta non è casuale: la pietra consente incisioni nette e usura misurabile, elementi che hanno permesso di capire che le linee non erano soltanto tracciati estetici.
Lo studio delle impronte, delle microabrasioni e della patina sulla superficie indica contatto ripetuto con oggetti piccoli e sferici o con dita che spostano pedine. Le dimensioni escludono molti usi pratici come bozzetto architettonico o lastra decorativa di grandi forme. Anche in termini di trasporto l’oggetto è perfetto per essere portato in tasca o nella bisaccia, quindi plausibile come compagno di viaggio.
Cosa significa tutto ciò?
L’ipotesi più convincente è che si tratti di un gioco da tavolo romano in miniatura, forse una versione portatile di giochi strategici noti come latrunculi o varianti locali del tabula. I Romani amavano il gioco, sia come passatempo sia come esercizio della mente, e le fonti letterarie e i ritrovamenti di tavolieri mostrano una cultura del gioco diffusa nelle classi urbane e militari. Tuttavia la pietra di Coriovallum non copia i modelli più grandi e noti: le linee offrono una griglia atipica, suggerendo regole diverse o varianti regionali. Alternativa suggestiva è l’uso rituale o didattico, dove la scacchiera ridotta fungeva da strumento di insegnamento o da oggetto simbolico.

