La vicenda legata a TikTok e al suo destino sul suolo americano continua a riservare colpi di scena. Dopo mesi di tensioni tra la piattaforma cinese e il governo USA, sembrava che la questione si fosse risolta con il passaggio di mano a un gruppo di investitori. E invece no, perché ora saltano fuori dettagli economici che cambiano parecchio la lettura di tutta la faccenda.
A riportare la notizia sono stati il Wall Street Journal e il New York Times, due testate che difficilmente sparano numeri a caso. Secondo le loro ricostruzioni, l’amministrazione Trump avrebbe incassato una commissione complessiva pari a 10 miliardi di dollari nell’ambito dell’operazione di cessione della maggioranza di TikTok. Un dettaglio non da poco, visto che fino a oggi nessuno ne aveva fatto menzione pubblica.
Chi paga il conto e come funziona il meccanismo
La somma, stando alle indiscrezioni,stando alle indiscrezioni, sarebbe interamente a carico dei nuovi investitori coinvolti nell’accordo. Tra questi figurano nomi di peso come Oracle e Silver Lake, che avrebbero accettato questa condizione come parte integrante dell’intesa per rilevare TikTok. Una sorta di pedaggio, se vogliamo semplificare, per poter mettere le mani su una delle piattaforme social più utilizzate al mondo.
Le fonti parlano di una prima tranche da 2,5 miliardi di dollari che sarebbe già stata versata al Tesoro statunitense. Questo pagamento iniziale sarebbe avvenuto contestualmente alla chiusura ufficiale dell’accordo, datata 22 gennaio. Il resto della cifra, invece, dovrebbe arrivare attraverso più rate successive distribuite nel tempo, anche se al momento non sono stati resi noti i dettagli precisi del calendario dei pagamenti.
Indiscrezioni ancora tutte da confermare
Va detto chiaramente che per ora si tratta di indiscrezioni. Nessuna delle parti coinvolte ha confermato ufficialmente i numeri circolati, e non sarebbe la prima volta che cifre di questo calibro vengono poi ridimensionate o contestate nei giorni successivi. Però il fatto che a riportarle siano due testate del calibro del Wall Street Journal e del New York Times conferisce alla notizia un peso specifico non trascurabile.
Quello che è certo è che la vicenda TikTok resta una delle operazioni commerciali più significative e politicamente cariche degli ultimi anni. La piattaforma, nata sotto il controllo della cinese ByteDance, è stata al centro di un braccio di ferro geopolitico tra Washington e Pechino che ha tenuto banco per mesi, con minacce di ban totale e negoziati serratissimi.
