Negli ultimi mesi, il mercato tech ha iniziato a sentire una tensione diversa. Quest’ultima è dovuta principalmente alla crisi globale delle memorie che sta lentamente cambiando gli attuali equilibri. Tutto costa di più, dai sistemi AI fino alle console gaming che milioni di persone aspettano. E se prima l’aumento dei prezzi era solo un’ombra, ora è un problema reale. Nel dettaglio, Switch 2 potrebbe costare di più e i piani di Sony e Microsoft per la next-gen stanno cominciando a muoversi con più prudenza. Microsoft ha già fatto un piccolo passo avanti, annunciando Project Helix. Si tratta di una console che vuole assomigliare a un PC, potente e flessibile. Sony, invece, resta in silenzio. Scenario che ha fatto nascere tutte le ipotesi possibili: la PlayStation 6 potrebbe arrivare non nel 2027, se non addirittura nel 2029.
Cosa attendersi dalla prossima generazione di console con la crisi delle memorie?
Nonostante tali ipotesi, KeplerL2, celebre leaker noto su NeoGaf, ha messo un punto fermo. Secondo la sua posizione la tabella di marcia di Sony non cambia. PS6 arriverà nel 2027, insieme a una nuova PlayStation portatile, e lo stesso vale per Project Helix. Il lancio delle due console sarà ravvicinato, un po’ come fu nel 2020 per PS5 e Xbox Series X e S. Dietro a tale decisione, però, c’è molto più di un semplice calendario. Sony ha già bloccato accordi produttivi con TSMC per il processo a 2 nanometri previsto nel secondo trimestre del 2027. Rinunciare a questa “prenotazione” significherebbe dover attendere anni per tornare in coda. Uno scenario che porterebbe a costi astronomici. Anche se le memorie GDDR7 costano di più, gestirle è più semplice rispetto a fermare un intero ciclo produttivo da miliardi di dollari. La mossa di Sony, insomma si basa su una strategia calcolata. Secondo quest’ultima, seguire il piano, nonostante il mercato sia pronto a complicarsi, può fare tutta la differenza per il futuro delle aziende.
