In Australia si riaccende il dibattito sulla sicurezza della micromobilità. Nel Queensland, uno degli stati più popolosi del Paese, una commissione parlamentare sta valutando una proposta destinata a far discutere: vietare l’uso di e-bike e monopattini elettrici ai minori di 16 anni. La proposta nasce dopo un tragico episodio avvenuto nell’ottobre scorso sulla Sunshine Coast, dove un bambino di otto anni è morto in un incidente che ha coinvolto una bici elettrica. La vicenda ha provocato una forte reazione politica e mediatica, spingendo le istituzioni locali a prendere in considerazione nuove regole molto più restrittive per questi mezzi di trasporto.
Patente obbligatoria per la micromobilità
Oltre al limite di età, la proposta include anche una misura piuttosto inedita nel panorama internazionale della micromobilità: l’obbligo di possedere almeno il foglio rosa per poter guidare e-bike e monopattini elettrici. Se approvata, la norma rappresenterebbe una delle regolamentazioni più severe al mondo per questa categoria di veicoli. Le nuove regole si applicherebbero a tutti i modelli di e-bike e monopattini, anche a quelli già conformi ai limiti tecnici attualmente in vigore nel Queensland.
I limiti tecnici già esistenti
Attualmente la normativa dello stato australiano consente la circolazione di e-bike e monopattini con caratteristiche tecniche precise. I veicoli devono avere motori con potenza massima di 250 watt e l’assistenza elettrica deve interrompersi oltre i 25 km/h. Si tratta di limiti molto simili a quelli presenti nella normativa europea sulla micromobilità. La nuova proposta, però, non riguarda tanto le specifiche tecniche dei mezzi quanto chi può utilizzarli e con quali requisiti.
Cosa dicono i dati sugli incidenti
Il dibattito si inserisce in un contesto più ampio legato alla sicurezza stradale. Nel 2025 il Queensland ha registrato 307 morti in incidenti stradali, il dato più alto degli ultimi 16 anni. La maggior parte delle vittime riguarda però gli occupanti di automobili, con 129 decessi. Seguono motociclisti (75), passeggeri (44) e pedoni (38). Le vittime tra gli utenti di monopattini elettrici e altri dispositivi di micromobilità sono state otto, il numero più basso tra tutte le categorie coinvolte negli incidenti stradali.
Andrew Demack, direttore dell’advocacy dell’associazione Bicycle Queensland, ha sintetizzato il tema con una frase piuttosto diretta: il mezzo più pericoloso sulle strade restano le persone alla guida di veicoli a motore. Una discussione simile anche in Italia Il dibattito non riguarda solo l’Australia. Anche in Italia la sicurezza della micromobilità è spesso al centro della discussione pubblica. Secondo il rapporto ACI-ISTAT 2024, i monopattini elettrici sono stati coinvolti in 23 incidenti mortali e oltre 3.700 feriti.
L’indice di mortalità per questi mezzi è pari a 1,1 decessi ogni 100 incidenti, un valore superiore rispetto a quello degli occupanti di automobili ma inferiore a quello dei motociclisti. Nel nostro Paese esistono già diverse regole per la micromobilità: tra queste l’obbligo del casco per i minori, il divieto di circolare sui marciapiedi e limiti precisi sulle zone di utilizzo.
