Il prezzo di benzina e gasolio è tornato a salire in modo significativo in Italia, e la ragione è quella che molti temevano. L’escalation del conflitto in Medio Oriente ha iniziato a produrre effetti concreti sulle quotazioni del petrolio, e quei numeri adesso si vedono chiaramente alla pompa. La prima rilevazione settimanale del Ministero dell’Ambiente che fotografa questa nuova fase è stata diffusa martedì e copre la media dei prezzi giornalieri registrati fra il 2 marzo e l’8 marzo 2026, confrontata con la settimana precedente.
I dati parlano piuttosto chiaro. Il prezzo medio della benzina ha toccato quota 1,745 euro al litro, segnando un aumento di 7,5 centesimi rispetto ai livelli che si registravano prima dello scoppio della crisi. In percentuale, si parla di circa il 4,5%. Un rialzo che si nota, certo, ma che impallidisce di fronte a quello del gasolio.
Gasolio alle stelle: rincaro dell’8,6%
Il gasolio ha raggiunto 1,869 euro al litro, con un balzo di 14,8 centesimi in più. Tradotto in percentuale, fa un incremento dell’8,6%. Un dato che pesa parecchio, soprattutto per chi si muove su strada per lavoro: autotrasportatori, rappresentanti, pendolari con auto diesel. E non finisce qui, perché il gasolio per il riscaldamento ha fatto registrare un aumento ancora più marcato, nell’ordine del 17%. Una cifra che potrebbe avere ricadute importanti sulle bollette di chi utilizza questo tipo di combustibile per scaldare casa.
Per quanto riguarda gli altri carburanti, gli aumenti ci sono stati ma con numeri più contenuti. Il GPL è salito di 1,3 centesimi al litro, poco meno del 2%. Il metano destinato ai camion ha registrato un rincaro di circa 3 centesimi al litro. I combustibili per uso industriale, invece, sono saliti nell’ordine del 10%, un valore che segnala pressioni importanti anche sul fronte produttivo.
Come variano i prezzi sul territorio
Va detto che le cifre diffuse dal Ministero dell’Ambiente rappresentano una media nazionale. Questo significa che il prezzo effettivo di benzina e gasolio può cambiare anche parecchio a seconda della zona e del tipo di distributore. Chi fa rifornimento in autostrada, ad esempio, si ritrova quasi sempre a pagare tariffe più alte rispetto alla rete ordinaria. Al contrario, in alcune aree del Paese i prezzi possono risultare leggermente più bassi della media.
