La prossima generazione di smartwatch Samsung comincia a prendere forma. In queste settimane sono infatti emerse le prime indiscrezioni online. Come avviene ormai da diversi anni, il debutto dei nuovi modelli è atteso durante l’evento estivo Galaxy Unpacked. Parliamo dell’appuntamento che per tradizione accompagna la presentazione dei pieghevoli della casa sudcoreana.
Secondo le informazioni circolate online, Samsung starebbe lavorando su due modelli principali, Galaxy Watch9 e Watch Ultra2. Il primo rappresenterebbe l’evoluzione della linea principale di smartwatch dell’azienda. Invece il secondo dovrebbe raccogliere l’eredità del GalaxyWatch Ultra introdotto nel 2024, puntando su caratteristiche più avanzate e su un posizionamento decisamente più premium.
La novità più interessante riguarda però la possibile strategia hardware scelta per questi dispositivi. Alcune indiscrezioni indicano che Samsung stia valutando l’adozione di due piattaforme differenti per i propri smartwatch, una soluzione simile a quella già adottata nel mercato degli smartphone. In pratica, i due modelli potrebbero essere equipaggiati con chip diversi, così da distinguere in modo più marcato il dispositivo base dalla variante più avanzata.
Due chip diversi per i prossimi smartwatch Samsung
Nel mondo degli smartphone Samsung utilizza già una logica simile, alternando chip proprietari Exynos e processori Snapdragon di Qualcomm a seconda del modello o del mercato. Ora questa filosofia potrebbe estendersi anche al settore degli smartwatch, segnando un cambiamento nella gestione della gamma.
Entrando nel dettaglio delle indiscrezioni, il futuro Galaxy Watch9 dovrebbe continuare a utilizzare il processore Exynos W1000. La situazione potrebbe invece cambiare con il Watch Ultra 2. Secondo alcuni rumor, questo modello potrebbe adottare la nuova piattaforma Snapdragon Wear Elite, presentata da poco da Qualcomm durante il Mobile World Congress.
L’adozione di una piattaforma Snapdragon di ultima generazione potrebbe offrire diversi vantaggi. Oltre a prestazioni più elevate, il chip sarebbe progettato per gestire meglio le funzioni legate all’AI direttamente sul dispositivo. Si apre così la strada a nuove applicazioni e servizi avanzati. Non meno importante sarebbe l’impatto sull’autonomia, uno degli aspetti più discussi negli ultimi anni.
Naturalmente si tratta ancora di informazioni non ufficiali e al momento non esistono conferme da parte dell’azienda. Ad ogni modo la possibilità di vedere due chip differenti all’interno della prossima generazione di smartwatch sembra indicare che Samsung stia cercando di differenziare maggiormente la propria offerta.
