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Fire TV Stick Select 4K: la scelta essenziale per lo streaming in 4K – Recensione

Ho provato il nuovo Fire TV Stick Select 4K che promette di trasformare qualsiasi televisione in una TV smart. Ecco come sono andati i miei test e se conviene veramente acquistarla.

scritto da D'Orazi Dario 09/03/2026 0 commenti 17 Minuti lettura
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Quando una smart TV inizia a rallentare ti passa la voglia di usarla. App che si aprono con una lentezza esasperante, menu che si piantano a metà, ricerca vocale che sembra non portare mai da nessuna parte. È una frustrazione che conosco bene, perché mi è capitata sulla TV del salotto, un modello di appena tre anni fa. E sì, nel 2026 non dovrebbe succedere, eppure succede eccome. La soluzione più ovvia sarebbe cambiare televisore, ma con i prezzi attuali non è una scelta che si fa a cuor leggero, soprattutto se il pannello è ancora buono e l’unico problema sta nel software.

Ed è proprio in questo scenario che Amazon piazza la sua ultima mossa: la Fire TV Stick Select 4K, il modello più economico della gamma con supporto alla risoluzione Ultra HD. L’idea è semplice, quasi banale nella sua logica: per una cifra contenuta, ti porti a casa uno streamer HDMI capace di trasformare qualsiasi televisore con ingresso HDMI in una piattaforma smart aggiornata, con interfaccia fluida, streaming in 4K, comandi vocali tramite Alexa e un telecomando completo. Ma la semplicità dell’idea nasconde una serie di compromessi che meritano un’analisi approfondita, perché Amazon ha scelto di debuttare con questo dispositivo il suo nuovo sistema operativo Vega OS, abbandonando Android per la prima volta nella storia dei Fire TV. E questa non è una scelta banale.

Amazon Fire TV Stick 4K Select (ultimo modello) - Trasmetti in streaming in 4K centinaia di migliaia di film ed episodi TV, e la TV in diretta gratis
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    54,99 EUR
    Acquista su Amazon

    Ho deciso di prenderla e metterla alla prova sulla mia TV del salotto, quella che ormai mi faceva perdere la pazienza ogni sera. Nelle prossime sezioni vi racconto come è andata dopo diverse settimane di utilizzo quotidiano, tra pregi reali e limiti che ho scoperto solo con il tempo. Perché un conto è leggere una scheda tecnica, un altro è vivere con un dispositivo giorno dopo giorno, scoprendone i dettagli che nessuna specifica può raccontare. Attualmente è possibile acquistarla direttamente su Amazon Italia.

    Sommario

    Toggle
      • Seguici su Google e non perdere nulla
    • Unboxing
    • Materiali, costruzione e design
    • Specifiche tecniche
    • Configurazione e interfaccia
    • Hardware
    • Prestazioni e autonomia
    • Test
    • Approfondimenti
      • Qualità video e gestione dell’HDR
      • Audio e formati supportati
      • Connettività wireless e Bluetooth
      • Vega OS: il nuovo sistema operativo
      • Alexa e i comandi vocali
      • Cloud gaming
      • Il telecomando nel dettaglio
      • Confronto con la concorrenza
      • Gestione dello spazio e app disponibili
      • Consumi e impatto ambientale
    • Funzionalità
    • Pregi e difetti
    • Prezzo
    • Conclusioni
      • La Nostra Valutazione

    Unboxing

    La confezione arriva in cartone riciclato con stampa minimale, una scelta che apprezzo e che ormai dovrebbe essere lo standard per tutti. Il box è compatto, niente fronzoli né plastiche inutili. Sollevando il coperchio si trova subito la stick adagiata in un alloggiamento sagomato, affiancata dal telecomando vocale Alexa avvolto in una bustina protettiva.

    Sotto il primo strato ci sono gli accessori: l’alimentatore da 5W con il relativo cavo di alimentazione micro USB, una coppia di batterie AAA per il telecomando e una prolunga HDMI corta ma fondamentale. C’è anche una guida rapida multilingue, ridotta all’osso ma sufficiente per chi ha dimestichezza con questi prodotti.

    Niente di superfluo, insomma, ma tutto quello che serve per partire subito. Ho notato che manca un adattatore Ethernet o un cavo USB-C, dettagli che avrebbero fatto la differenza nella percezione complessiva del pacchetto. La prolunga HDMI, in compenso, è un’aggiunta intelligente: se la porta HDMI della vostra TV è incassata in una zona poco ventilata, la stick potrebbe scaldarsi parecchio, e quel piccolo prolungamento fa respirare il dispositivo. Lo dico per esperienza diretta, perché sulla mia TV una delle porte HDMI sta praticamente a filo con il muro, e senza la prolunga avrei avuto problemi di surriscaldamento dopo qualche ora di utilizzo continuativo.

    Complessivamente, la dotazione è essenziale ma coerente con la fascia di prezzo. Non manca nulla di indispensabile, e il fatto che Amazon includa le batterie per il telecomando evita quella piccola frustrazione di dover cercare in casa le AAA giuste al primo utilizzo. Un dettaglio che costa poco ma fa la differenza nell’esperienza iniziale.

    Materiali, costruzione e design

    La stick in sé è un parallelepipedo di plastica nera opaca, discreto e anonimo quanto basta per sparire dietro la TV. Le dimensioni sono contenute: circa 99 x 30 x 14 mm per un peso di 42 grammi, praticamente un accendino un po’ allungato. La finitura è liscia, senza texture particolari né elementi decorativi. Il logo Amazon è stampato su un lato in maniera quasi impercettibile.

    Da un’estremità sporge il connettore HDMI 2.1, mentre sul lato opposto trova posto la porta di alimentazione micro USB. E qui devo spendere due parole, perché nel 2026 vedere ancora il micro USB su un prodotto nuovo mi lascia perplesso. Amazon ha fatto questa scelta per contenere i costi, è chiaro, ma l’USB-C è ormai uno standard consolidato e la sua assenza si nota. Non è un problema funzionale – il cavo fornito fa il suo lavoro – ma dal punto di vista della praticità e dell’intercambiabilità con altri cavi che abbiamo in casa, è un passo indietro evitabile.

    La costruzione è solida per la categoria. Non ci sono scricchiolii, le giunture sono precise e il connettore HDMI entra con la giusta fermezza nella porta della TV. Non ho riscontrato problemi di surriscaldamento eccessivo durante le sessioni prolungate, anche se il corpo della stick diventa tiepido dopo un paio d’ore di streaming continuativo, un comportamento del tutto normale per dispositivi di questa tipologia.

    Il telecomando merita un discorso a parte per quanto riguarda l’ergonomia: è leggero, si impugna bene e i tasti hanno una corsa definita con un feedback tattile soddisfacente. Rispetto ai telecomandi di alcune TV smart entry-level, che spesso hanno tasti morbidi e imprecisi, quello incluso nella confezione trasmette una sensazione di qualità nettamente superiore. La finitura opaca non trattiene le impronte e il materiale non scivola tra le dita, anche durante sessioni prolungate di binge watching.

    Specifiche tecniche

    Prima di entrare nel dettaglio delle prestazioni, ecco un riepilogo delle caratteristiche hardware. Ho verificato ogni dato incrociando la documentazione ufficiale Amazon con le schede tecniche pubblicate al lancio del prodotto.

    CaratteristicaDettaglio
    ProcessoreMediaTek MT8698, quad-core ARM Cortex-A55 a 1,7 GHz
    GPUMali G310v2 a 500 MHz
    RAM1 GB DDR4
    Memoria interna8 GB eMMC
    Sistema operativoVega OS 1.1 (basato su Linux)
    Uscita videoHDMI 2.1, fino a 4K Ultra HD a 60 fps
    HDRHDR10, HDR10+, HLG (no Dolby Vision)
    Codec videoAV1, HEVC (H.265), H.264, VP9
    AudioPassthrough Dolby Digital, Dolby Digital+, Dolby Atmos, DTS, DTS-HD, MPEG-H
    Wi-FiDual band Wi-Fi 5 (802.11ac)
    Bluetooth5.0
    PortaMicro USB 2.0 (alimentazione e OTG)
    Alimentatore5W incluso
    Dimensioni99 x 30 x 14 mm
    Peso42 g
    TelecomandoAlexa Voice Remote con microfono, tasti dedicati, IR per TV

    Un dato salta subito all’occhio: il singolo gigabyte di RAM. È il quantitativo più basso mai visto su una Fire TV con supporto 4K, e la scelta si giustifica solo con il passaggio a Vega OS, che richiede meno risorse rispetto al precedente sistema basato su Android. Anche il Wi-Fi 5 rappresenta un compromesso significativo rispetto ai modelli superiori della gamma, che offrono Wi-Fi 6 e Wi-Fi 6E. Tornerò su questi aspetti nelle sezioni dedicate.

    Configurazione e interfaccia

    La prima accensione è guidata passo-passo e non presenta difficoltà nemmeno per chi non ha mai toccato un dispositivo Amazon. Si inquadra un QR Code con lo smartphone, ci si collega al proprio account Amazon e il gioco è fatto. In pochi minuti il sistema importa le credenziali dei servizi streaming eventualmente già associati, le preferenze di rete e i profili utente da precedenti Fire TV. Ho completato la configurazione in circa cinque minuti, Wi-Fi compreso.

    L’interfaccia di Vega OS è pulita e tutto sommato familiare. La schermata principale presenta una barra di ricerca ben visibile in alto, i profili utente, le app installate e una serie di righe orizzontali con contenuti suggeriti suddivisi per categoria. Chi ha già usato una Fire TV non troverà grandi differenze estetiche rispetto al vecchio Fire OS, ma sotto la superficie cambia parecchio.

    Vega OS è un sistema operativo proprietario costruito da Amazon su base Linux, e questo ha implicazioni concrete. Le app non sono più APK Android ma pacchetti in formato proprietario, il che significa niente sideloading di applicazioni esterne. Se un’app non è nello store ufficiale, semplicemente non la si può installare. Per l’utente medio che usa Netflix, Prime Video, Disney+, YouTube e poco altro, il cambiamento è impercettibile. Per chi era abituato a caricare manualmente player IPTV, VPN o app regionali non ufficiali, è una doccia fredda.

    La navigazione nei menu è scorrevole, le animazioni sono fluide e la risposta ai comandi del telecomando è pressoché immediata. Ho apprezzato la nuova sezione Live Guide che integra i contenuti in diretta direttamente nella schermata principale, eliminando un passaggio che prima richiedeva di entrare in app specifiche.

    Hardware

    Il cuore pulsante del dispositivo è il MediaTek MT8698, un SoC con quattro core ARM Cortex-A55 che raggiungono la frequenza massima di 1,7 GHz. Non è un chip pensato per calcoli pesanti, sia chiaro: la sua architettura punta sull’efficienza energetica piuttosto che sulla potenza bruta. La GPU integrata è una Mali G310v2 con clock a 500 MHz, sufficiente per la decodifica hardware dei flussi video ma non certo per ambizioni gaming.

    Il gigabyte di RAM DDR4 è il vero collo di bottiglia dal punto di vista hardware. Per capirci, la Fire TV Stick 4K Plus monta 2 GB, il doppio esatto. Amazon compensa parzialmente con le ottimizzazioni di Vega OS, che effettivamente occupa meno memoria rispetto al sistema Android, ma il margine rimane risicato. Gli 8 GB di memoria eMMC per lo storage interno bastano per il sistema e qualche app, ma non aspettatevi di accumulare decine di applicazioni.

    Un dettaglio che ho scoperto durante i test riguarda i consumi: il dispositivo non scende mai sotto i 3,5-4 W nemmeno in standby, con picchi intorno ai 5,5 W durante lo streaming 4K. Sono valori modesti in assoluto, ma curiosamente alti per un dispositivo di queste dimensioni. L’alimentatore da 5W fornito in dotazione è calibrato al limite, e per questo motivo sconsiglio vivamente di alimentare la stick tramite la porta USB della TV: la potenza potrebbe risultare insufficiente, causando instabilità e riavvii inattesi. Meglio collegare sempre l’alimentatore alla presa elettrica.

    Prestazioni e autonomia

    Nell’uso quotidiano le prestazioni sono buone, con qualche riserva. Le app principali – Prime Video, Netflix, YouTube, Disney+ – si aprono in tempi accettabili, nell’ordine dei tre-quattro secondi dalla pressione dell’icona alla schermata principale del servizio. I menu scorrono senza impuntamenti evidenti, la ricerca vocale risponde con prontezza e la riproduzione dei contenuti parte senza attese prolungate.

    È nel multitasking che emergono i limiti del singolo gigabyte di RAM. Ho fatto una prova semplice: ho aperto Netflix, sono tornato alla Home, ho avviato YouTube, poi Disney+ e infine sono tornato su Netflix. Il servizio si è ricaricato da zero, perdendo il punto in cui mi trovavo. Con due app il problema non si presenta quasi mai, ma dalla terza in poi il sistema inizia a scaricare dalla memoria le applicazioni in background per liberare risorse. Non è un difetto devastante – si tratta pur sempre di un dispositivo da cinquanta euro – ma è un comportamento che andrebbe considerato se siete il tipo di utente che salta continuamente da un’app all’altra.

    I tempi di avvio dalla modalità standby sono rapidi, nell’ordine di due-tre secondi. Il risveglio dallo spegnimento completo richiede circa venticinque secondi prima di arrivare alla Home. Non ho riscontrato blocchi totali o necessità di riavvio forzato durante tutto il periodo di utilizzo, segno che Vega OS è quantomeno stabile sotto questo aspetto. Gli aggiornamenti software arrivano in automatico e finora ne ho ricevuti due, entrambi installati durante la notte senza interferire con il mio utilizzo diurno. Dopo ogni aggiornamento, ho notato piccoli miglioramenti nella reattività generale del sistema, segno che Amazon sta continuando a ottimizzare la piattaforma.

    Test

    Per valutare il comportamento del dispositivo in scenari realistici, ho condotto una serie di prove distribuite su diverse settimane di utilizzo, variando le condizioni di rete e i contenuti riprodotti.

    Il primo test ha riguardato lo streaming 4K con HDR10+ su Prime Video. Ho selezionato alcuni titoli con contenuti HDR particolarmente esigenti e li ho riprodotti per sessioni di un paio d’ore ciascuna. La resa è convincente: il flusso si stabilizza sulla massima qualità disponibile in pochi secondi dall’avvio e non ho riscontrato buffering significativi con una connessione fibra da 200 Mbps. Su contenuti con scene molto dinamiche – inseguimenti, panoramiche rapide – non ho notato artefatti di compressione particolarmente evidenti.

    Il secondo test ha riguardato la tenuta con reti meno performanti. Ho simulato una connessione più lenta limitando il throughput del router a circa 25 Mbps, un valore che molti utenti italiani con FTTC conoscono bene. Il risultato è stato accettabile: lo streaming in 4K parte comunque, ma il sistema impiega più tempo a stabilizzarsi sulla massima risoluzione e occasionalmente scende di qualità per qualche istante prima di tornare al 4K. Il codec AV1, supportato nativamente, aiuta in queste situazioni perché consente una compressione più efficiente a parità di qualità percepita, ma la differenza si nota davvero solo sulle piattaforme che lo utilizzano estensivamente, come YouTube.

    Ho poi testato la navigazione prolungata, ovvero l’utilizzo dell’interfaccia per periodi estesi alternando ricerche, apertura di app e visione di trailer. Dopo circa quaranta minuti di questo tipo di utilizzo intensivo, ho avvertito un leggero rallentamento nella fluidità delle transizioni, niente di drammatico ma percepibile se ci si fa caso. Il dispositivo si scalda leggermente nella parte superiore, senza però raggiungere temperature preoccupanti al tatto.

    Un test che mi stava particolarmente a cuore riguardava la latenza della ricerca vocale. Premendo il tasto del microfono sul telecomando e pronunciando il nome di un film, il risultato appare in circa due secondi. È un tempo buono, decisamente migliore della digitazione sulla tastiera virtuale a schermo, che resta un’esperienza frustrante su qualsiasi dispositivo di questo tipo.

    Infine, ho verificato il comportamento con un ricevitore AV collegato via HDMI, per testare il passthrough audio. I formati Dolby Digital e Dolby Digital+ transitano correttamente verso il ricevitore, così come il DTS. Attenzione però: trattandosi di solo passthrough e non di decodifica locale, se chiedete qualcosa ad Alexa durante la visione di un contenuto con audio multicanale, la riproduzione si interrompe momentaneamente. Un dettaglio che può irritare.

    Approfondimenti

    Qualità video e gestione dell’HDR

    Con una TV compatibile, il segnale 4K a 60 fps è stabile e l’immagine appare nitida. L’HDR10+ funziona bene sui contenuti che lo supportano – Prime Video è la piattaforma principale per questo formato – e la differenza rispetto all’SDR si nota soprattutto nella gestione dei contrasti e nelle scene con forti variazioni di luminosità. I neri guadagnano profondità, le alte luci conservano dettaglio.

    Quello che manca, e va detto chiaramente, è il Dolby Vision. La versione Select non lo supporta, a differenza della 4K Plus e della 4K Max. Per chi ha un televisore con pannello compatibile Dolby Vision e ci tiene alla massima qualità dell’immagine, questa assenza pesa. Netflix, Disney+ e Apple TV+ utilizzano estensivamente il Dolby Vision, e con questo dispositivo quei contenuti vengono riprodotti in HDR10 standard, che è comunque buono ma non equivalente.

    In termini pratici, la differenza è visibile soprattutto nelle scene con forte contrasto tra luci e ombre. Il Dolby Vision gestisce i metadati dinamici fotogramma per fotogramma, mentre l’HDR10 lavora con metadati statici per l’intera scena. Il risultato è una resa meno ottimizzata ma comunque dignitosa. Chi non ha mai visto lo stesso contenuto in Dolby Vision difficilmente noterà la mancanza.

    Il supporto HLG è utile per i contenuti broadcast, come quelli trasmessi da alcune piattaforme televisive europee che adottano questo standard per le trasmissioni in diretta.

    Audio e formati supportati

    L’aspetto audio richiede una precisazione importante rispetto a quanto si potrebbe pensare leggendo le specifiche superficialmente. La stick supporta l’audio Dolby in passthrough, il che significa che il segnale viene inoltrato così com’è al televisore o al ricevitore AV collegato, senza decodifica interna. Questo vale per Dolby Digital, Dolby Digital+, Dolby Atmos, DTS, DTS-HD e MPEG-H.

    In pratica, se avete una soundbar o un sistema home theater collegato alla TV tramite HDMI ARC o eARC, il segnale multicanale arriva integro e viene decodificato dall’amplificatore. Se invece usate gli altoparlanti interni della TV, il televisore stesso gestirà la decodifica. Il punto debole sta nell’assenza di decodifica locale: i modelli superiori della gamma Fire TV possono decodificare internamente i flussi Dolby, permettendo ad esempio ad Alexa di rispondere in sovrapposizione senza interrompere la riproduzione. Sulla Select, questo non è possibile.

    Per l’utente medio con una soundbar di fascia media, il passthrough è più che sufficiente. Ho collegato il dispositivo alla mia soundbar via HDMI ARC e l’audio multicanale funziona correttamente, senza ritardi percepibili nella sincronizzazione labiale.

    Connettività wireless e Bluetooth

    Ecco uno dei punti dove i compromessi si fanno sentire di più. Il Wi-Fi 5 (802.11ac) dual band è adeguato per lo streaming 4K in condizioni ideali, ma resta indietro di due generazioni rispetto al Wi-Fi 6E della 4K Max. La differenza non sta tanto nella velocità massima teorica – raramente lo streaming satura anche una connessione Wi-Fi 5 – quanto nella gestione della congestione di rete.

    Se vivete in un appartamento con molti dispositivi connessi contemporaneamente o in un condominio dove le reti wireless dei vicini si sovrappongono, il Wi-Fi 5 potrebbe mostrare maggiore instabilità rispetto al Wi-Fi 6. Ho posizionato la stick a circa otto metri dal router, con un muro in mezzo, e lo streaming 4K ha funzionato senza problemi nella maggior parte dei casi. Spostandola a dodici metri con due muri, ho iniziato a notare buffering occasionali in 4K, che sparivano scendendo a 1080p.

    Il Bluetooth 5.0 è sufficiente per collegare cuffie wireless, speaker portatili e controller da gioco. Ho testato un paio di cuffie Sony WH-1000XM4 e la connessione è stata stabile, con una latenza audio leggermente percepibile durante i dialoghi ma tollerabile. Per il gaming in cloud, la latenza Bluetooth potrebbe essere un limite più evidente, ma ci arrivo tra poco.

    Vega OS: il nuovo sistema operativo

    Il passaggio a Vega OS è probabilmente la novità più significativa di questo dispositivo, e anche la più controversa. Amazon ha abbandonato Android per la prima volta nella storia dei Fire TV, sviluppando un sistema proprietario basato su Linux. La motivazione ufficiale è l’efficienza: Vega OS occupa meno risorse, si avvia più rapidamente e consente di far girare il sistema con solo 1 GB di RAM.

    Nell’uso quotidiano, il cambiamento è meno traumatico di quanto temessi. L’interfaccia è praticamente identica al vecchio Fire OS, con la stessa organizzazione a righe orizzontali e le stesse scorciatoie. Ma le differenze emergono quando si esce dal percorso principale. Le app disponibili nello store sono quelle approvate e convertite per il nuovo formato .vpkg, e al momento della mia prova coprivano tutti i servizi principali: Netflix, Prime Video, Disney+, YouTube, DAZN, Paramount+, Apple TV+. Mancano però alcune app di nicchia e soprattutto non è possibile installare applicazioni esterne.

    Per chi era abituato al sideloading su Fire OS – una pratica diffusa per aggiungere Kodi, player IPTV o VPN – questo è un cambiamento radicale. Non esistono workaround al momento, e Amazon non sembra intenzionata a modificare questa politica. È una scelta che privilegia la sicurezza e il controllo dell’ecosistema a scapito della flessibilità.

    Un aspetto positivo di Vega OS è la velocità di avvio delle applicazioni, mediamente superiore rispetto a quanto sperimentavo sulla mia vecchia Fire TV Stick di seconda generazione. Il sistema sfrutta una sorta di caching cloud che precarica porzioni delle app più utilizzate, riducendo i tempi di caricamento iniziale.

    Alexa e i comandi vocali

    Alexa si è rivelata più utile di quanto mi aspettassi, soprattutto per due funzioni specifiche. La ricerca vocale è genuinamente comoda: dire “cerca film d’azione su Netflix” è infinitamente più rapido che navigare con le frecce del telecomando sulla tastiera virtuale. Alexa comprende bene l’italiano, gestisce le richieste in modo naturale e mostra risultati pertinenti nella quasi totalità dei casi.

    La seconda funzione che ho apprezzato è il controllo della smart home. Se avete dispositivi compatibili – lampadine, prese intelligenti, termostati – potete gestirli direttamente dalla TV senza prendere in mano lo smartphone. Ho provato a controllare le luci Philips Hue del salotto e il comando è stato eseguito senza ritardi. Volendo, è persino possibile visualizzare il feed delle videocamere di sicurezza compatibili direttamente sullo schermo della TV, una funzionalità di nicchia ma comoda per chi ha un sistema di sorveglianza domestica Ring o compatibile.

    La nuova versione Alexa+, che Amazon sta gradualmente integrando, promette funzionalità avanzate come la possibilità di saltare a scene specifiche nei contenuti Prime Video. È una feature interessante sulla carta, ma durante i miei test non sempre ha funzionato in modo affidabile.

    Cloud gaming

    Amazon pubblicizza la compatibilità con i servizi di cloud gaming, citando in particolare Xbox Cloud Gaming e la propria piattaforma Luna. L’idea è allettante: collegare un controller Bluetooth e giocare in streaming sullo schermo grande senza console né PC. Ma la realtà dei fatti, almeno nella mia esperienza, è più sfumata.

    Al momento della mia prova, Luna non era ancora disponibile sullo store italiano di Vega OS, e Xbox Cloud Gaming funzionava solo tramite browser con risultati altalenanti. La latenza, che dipende in larga parte dalla connessione e dalla distanza dai server, si sommava a quella intrinseca del Bluetooth 5.0, rendendo l’esperienza accettabile per titoli lenti e strategici ma frustrante per qualsiasi gioco che richieda riflessi rapidi.

    Non comprerei questo dispositivo con l’aspettativa di sostituire una console. Il cloud gaming è un extra piacevole quando funziona, ma troppe variabili – qualità della rete, disponibilità dei server, compatibilità delle app – lo rendono ancora un’esperienza imprevedibile. Sulla stick mancano peraltro giochi locali degni di nota: lo store offre solo titoli web di livello molto basilare.

    Il telecomando nel dettaglio

    Il telecomando è probabilmente il componente che utilizzerete di più, e per fortuna Amazon lo ha curato. L’impugnatura è ergonomica, i tasti hanno una spaziatura sufficiente per non premerne due per sbaglio e il feedback alla pressione è netto senza essere duro. In cima trovate il pulsante del microfono per Alexa, seguito dalla classica rotella direzionale con tasto di conferma centrale.

    Ci sono quattro tasti dedicati preimpostati per Netflix, Prime Video, YouTube e lo store delle app. Avrei preferito poterli personalizzare, ma purtroppo non è possibile. Nella parte inferiore trovate i controlli per il volume e un tasto di accensione/spegnimento che, tramite infrarossi, comanda direttamente la TV. Questa funzione CEC/IR è una delle più apprezzabili: con un solo telecomando gestite sia la stick che il televisore, senza dover cercare un secondo telecomando per alzare il volume o spegnere tutto.

    La portata del segnale Bluetooth è ottima anche a diversi metri di distanza, e il microfono integrato cattura la voce con chiarezza anche parlando a volume normale. L’unica pecca è l’alimentazione a batterie AAA, che andranno sostituite ogni qualche mese a seconda dell’intensità d’uso.

    Confronto con la concorrenza

    Posizionata a 54,99 euro di listino, la Select si colloca in una fascia affollata. La concorrente più diretta è la Roku Streaming Stick 4K, che offre Dolby Vision a un prezzo simile. Il Google TV Streamer costa di più ma porta un ecosistema diverso e il supporto nativo a Google Assistant. Anche all’interno della stessa famiglia Amazon, la Fire TV Stick 4K Plus a circa 70 euro aggiunge Dolby Vision, Dolby Atmos con decodifica locale, Wi-Fi 6 e il doppio della RAM.

    La domanda da porsi è: il risparmio di quindici-venti euro giustifica le rinunce? Dipende dalle priorità. Se vi serve uno streamer 4K essenziale da collegare a una TV con speaker interni e non avete esigenze particolari in termini di formati HDR avanzati, la Select fa il suo lavoro egregiamente. Se però avete investito in un buon pannello con Dolby Vision e un impianto audio multicanale, salire di modello diventa quasi obbligatorio per sfruttare appieno l’hardware che già possedete.

    Rispetto alla generazione precedente di Fire TV Stick entry-level, il salto al 4K è significativo e apprezzabile. Ma chi proviene da una Fire TV Stick 4K di seconda generazione con Fire OS potrebbe percepire il passaggio a Vega OS come un passo laterale, guadagnando in reattività dell’interfaccia ma perdendo in flessibilità e compatibilità con formati premium.

    Gestione dello spazio e app disponibili

    Con 8 GB di memoria interna, di cui una parte occupata dal sistema operativo, lo spazio effettivamente disponibile per le app si riduce a circa 4-5 GB. Le applicazioni di streaming, grazie all’architettura di Vega OS che sfrutta il cloud per buona parte del caricamento, occupano meno spazio rispetto alle loro controparti Android, ma il margine resta limitato.

    Nei miei utilizzi ho installato sette app – i principali servizi di streaming più un paio di utilità – e lo spazio rimanente era di poco superiore al gigabyte. Non ho riscontrato rallentamenti legati alla memoria piena, ma è chiaro che questo dispositivo non è pensato per accumulare decine di applicazioni. Se una sera volete provare un nuovo servizio, potreste dover disinstallare qualcos’altro prima.

    Lo store di Vega OS è ancora in fase di crescita. I grandi nomi ci sono tutti, ma mancano app che su Fire OS erano date per scontate: non c’è Kodi, non ci sono player multimediali completi per file locali, e Plex funziona con alcune limitazioni rispetto alla versione Android. La situazione migliorerà con il tempo man mano che gli sviluppatori convertiranno le loro app, ma al momento è un punto da tenere presente.

    Consumi e impatto ambientale

    Un aspetto che raramente viene considerato nelle recensioni di dispositivi di questo tipo riguarda il consumo energetico continuativo. La stick resta in standby quando la TV è spenta, e come ho accennato il consumo non scende mai sotto i 3,5 W circa. Nell’arco di un anno, questo si traduce in un consumo di circa 30 kWh se il dispositivo è sempre collegato alla corrente, un valore trascurabile in bolletta ma non nullo.

    La confezione in cartone riciclato e l’assenza di plastica nell’imballaggio sono scelte apprezzabili. L’alimentatore è compatto e non scalda in maniera anomala. Volendo massimizzare il risparmio energetico, è possibile collegare la stick a una ciabatta con interruttore e spegnerla fisicamente quando non in uso, anche se questo comporta tempi di avvio più lunghi alla riaccensione.

    Funzionalità

    Oltre allo streaming puro, il dispositivo offre una serie di funzionalità accessorie che arricchiscono l’esperienza d’uso. La Live Guide integra i canali in diretta nella schermata principale, una comodità per chi segue programmi televisivi lineari senza voler aprire app specifiche. La sezione Sports Discovery permette di cercare la propria squadra del cuore e scoprire su quale piattaforma viene trasmessa la partita, aggregando le informazioni da tutti i servizi installati.

    I profili utente consentono a più membri della famiglia di avere suggerimenti personalizzati senza mescolare le preferenze. Ho configurato due profili sulla mia unità e il passaggio dall’uno all’altro richiede un paio di secondi. Ogni profilo mantiene la propria cronologia, la propria lista di contenuti e le proprie impostazioni di parental control, una funzione quest’ultima particolarmente utile se ci sono bambini in casa.

    Il mirroring dallo smartphone non è supportato nativamente come su Chromecast, ma alcune app consentono il casting diretto verso il dispositivo. La funzione seconda schermata dell’app Amazon Fire TV sullo smartphone è comoda per digitare le credenziali dei servizi streaming durante la configurazione iniziale, evitando la tastiera a schermo.

    Menzione speciale per la possibilità di visualizzare le telecamere Ring sullo schermo della TV: basta chiedere ad Alexa di mostrare la telecamera del giardino e il feed appare in pochi secondi. Non è una funzionalità esclusiva di questo modello, ma nella pratica quotidiana si rivela sorprendentemente comoda.

    Pregi e difetti

    Dopo diverse settimane di utilizzo, ecco un bilancio sintetico dei punti di forza e delle criticità riscontrate.

    • Pregi: prezzo contenuto per uno streamer 4K, interfaccia fluida e reattiva, configurazione rapida e intuitiva, telecomando completo con controllo TV integrato, supporto HDR10+ e codec AV1, comandi vocali Alexa efficienti, consumi energetici ridotti
    • Difetti: 1 GB di RAM limita il multitasking, Wi-Fi 5 anziché Wi-Fi 6, assenza di Dolby Vision, audio solo in passthrough senza decodifica locale, micro USB invece di USB-C, impossibilità di sideloading su Vega OS, store applicazioni ancora incompleto, spazio di archiviazione interno risicato

    Prezzo

    Il listino ufficiale è di 54,99 euro, ma nel mondo Amazon i prezzi non sono mai scolpiti nella pietra. Durante eventi come Prime Day, Black Friday o le frequenti promozioni lampo, il prezzo può scendere anche sotto i quaranta euro, ed è a quella cifra che l’acquisto diventa particolarmente interessante. Al momento della stesura di questa recensione, il prezzo effettivo oscilla tra i 45 e i 55 euro a seconda del periodo.

    Per contestualizzare: la Fire TV Stick 4K Plus costa circa 69,99 euro a listino ma si trova spesso in offerta sotto i sessanta euro, e porta con sé Dolby Vision, Dolby Atmos con decodifica, Wi-Fi 6 e 2 GB di RAM. La differenza di prezzo è contenuta, e per chi può permettersi quei quindici euro in più il salto qualitativo è tangibile. La 4K Max, a circa 79,99 euro, aggiunge il Wi-Fi 6E e la modalità ambiente con sfondi artistici.

    Amazon Fire TV Stick 4K Select (ultimo modello) - Trasmetti in streaming in 4K centinaia di migliaia di film ed episodi TV, e la TV in diretta gratis
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      54,99 EUR
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      Al di fuori dell’ecosistema Amazon, la Roku Streaming Stick 4K e il Xiaomi Mi TV Stick 4K si posizionano nella stessa fascia con caratteristiche competitive, offrendo in alcuni casi il Dolby Vision a prezzi simili. Il rapporto qualità-prezzo della Select è buono, ma non eccezionale se la si confronta con i modelli immediatamente superiori quando sono in promozione. Attualmente è possibile acquistarla direttamente su Amazon Italia.

      Conclusioni

      La Fire TV Stick Select 4K è un dispositivo onesto che fa bene il suo lavoro principale: portare lo streaming 4K con HDR su qualsiasi TV con porta HDMI, a un costo accessibile. L’interfaccia di Vega OS è reattiva, il telecomando è ben fatto e Alexa aggiunge comodità reale nell’uso quotidiano. Per chi ha una TV smart che sta invecchiando male o un televisore senza funzionalità smart, rappresenta un upgrade immediato e tangibile.

      Ma è anche un prodotto che chiede di accettare compromessi significativi: l’assenza di Dolby Vision, il Wi-Fi di generazione precedente, la RAM al minimo sindacale e un ecosistema software ancora in maturazione con Vega OS. Se il vostro obiettivo è guardare Netflix e YouTube in 4K senza troppi pensieri, la Select va più che bene. Se cercate la migliore esperienza possibile nell’ecosistema Fire TV, vi consiglio di guardare al modello superiore, soprattutto quando lo trovate in offerta a pochi euro di distanza.

      A chi la consiglio? A chi vuole spendere il meno possibile per avere il 4K, a chi usa la TV in modo semplice e lineare, a chi non ha esigenze di sideloading o formati premium. A chi la sconsiglio? A chi possiede un TV con Dolby Vision e un impianto audio avanzato, a chi è abituato alla flessibilità di Fire OS con Android, a chi pretende multitasking fluido tra molte applicazioni. La verità, come sempre, sta nel mezzo: per il prezzo giusto è un buon affare, ma quel prezzo giusto potrebbe non essere sempre quello di listino. Aspettate una promozione, confrontate con le alternative, e soprattutto chiedetevi quanto vi servano davvero il Dolby Vision e il Wi-Fi 6 prima di decidere. Se la risposta è “poco o niente”, questa piccola stick nera farà esattamente quello che promette, senza troppi grattacapi. Attualmente è possibile acquistarla direttamente su Amazon Italia.

      La Nostra Valutazione

      Punteggio: 6/10
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      D'Orazi Dario
      D'Orazi Dario

      CEO di TecnoAndroid.it sono stato sempre appassionato di tecnologia. Appassionato di smartphone, tablet, PC e Droni sono sempre alla ricerca del device perfetto... Chissà se lo troverò mai... :)

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